una raccolta di interviste e testimonianze inedite di (e su) francois truffaut l`indimenticabile regista di "i quattrocento colpi" e "jules e jim". l`autore e` riuscito a "rubare" aneddoti, spunti polemici, osservazioni e valutazioni sorprendenti tra i piu` stretti collaboratori del cineasta, senza dimenticare il ricordo degli amici, le figlie e la moglie che ci fanno scoprire un truffaut inedito: acerrimo individualista ma squisitamente umano, profondamente sensibile, affascinato dai libri e dalla trasmissione della conoscenza piu` ancora che dalla "magia" delle donne. completano il volume un saggio introduttivo di paola malanga e un`accurata filmografia commentata.
questo caposaldo, rimasto enigmaticamente incompiuto, e` il testo che piu` di ogni altro ha influenzato la cultura filosofica del novecento. fin dal suo primo apparire nel 1927 e poi, a ondate successive nel 1946, negli anni sessanta, il fascino e l`influenza esercitati da quest`opera hanno alimentato la riflessione e le polemiche di quanti si sono occupati di heidegger. tutto cio` che e` accaduto dopo nella cultura occidentale e` in qualche modo il risultato dell`esplosione filosofica determinata da questo libro.
quando nel 1969 apparve questo libro, presso lo stesso editore che nel 1927 aveva pubblicato "essere e tempo", heidegger giganteggiava nel panorama della filosofia contemporanea. il primo dei quattro testi qui raccolti, la conferenza tempo e essere (1962), richiamo` subito una grande attenzione perche` recava il titolo della sezione annunciata e mai pubblicata di "essere e tempo." li` tutto doveva capovolgersi, ma al momento di attuare questa "svolta" il progetto fu interrotto, perche` l`autore "non era all`altezza di offrire una elaborazione sufficiente del tema nominato dal titolo". il "protocollo" di un seminario chiarisce alcuni punti problematici della precedente conferenza. guardando al suo lungo confronto con la storia della metafisica, heidegger fornisce preziose spiegazioni del proprio linguaggio, oscuro e allusivo, ma forse per questo oltremodo suggestivo. nel saggio la fine della filosofia e il compito del pensiero (1964) l`autore sottopone "essere e tempo" a una "critica immanente", rivendicando cosi` l`unita` del suo cammino: compito del pensiero e` meditare sulla "verita`" dell`essere. infine, "il mio cammino nella fenomenologia" (1963) e` un resoconto autobiografico in cui heidegger ripercorre il proprio itinerario speculativo in rapporto alla "fenomenologia", intesa non come corrente filosofica ma come "la cosa del pensiero, la cui manifestatezza resta un mistero". intorno al tentativo di pensare una medesima "cosa" ruotano gli scritti del volume.
di ciano si e` scritto molto. marco innocenti, rievocandolo in queste pagine, fra i tanti tagli ha scelto il piu` drammatico. galeazzo l`antitedesco, il nemico di hitler. galeazzo che dice presago: "hitler al potere? mio dio, e` una catastrofe". galeazzo che percepisce per primo la pericolosita` dei tedeschi. galeazzo che si fa odiare da hitler, mettendosi di traverso sulla strada della guerra. galeazzo che dice si`, forte e chiaro, nella notte del 25 luglio. galeazzo nella cella degli scalzi, a verona, ad attendere l`esito gia` scritto di un processo farsa. galeazzo che finisce con sette pallottole in corpo, nell`erba ghiacciata di un fossato. pallottole fasciste ma partite da berlino, per ordine di hitler, il monomaniaco massacratore da tavolino che ciano, il "traditore", aveva osato sfidare.
il noir non e` solamente un "genere" cinematografico, e` anche e soprattutto uno stile, una dimensione psicologica, un modo di sentire la vita (oltre che il cinema): e` il trionfo del chiaroscuro, dell`ambiguita`, la percezione di un destino tanto crudele quanto ineluttabile. silvio raffo, cultore del giallo e del fantastico-visionario, propone in questo singolare libro una cronistoria "affettiva" ed estetica dell`universo noir, senza perdere mai di vista i riferimenti letterari e di costume, nella convinzione squisitamente "antimoderna" che un certo gusto e una certa bellezza abbiano davvero e definitivamente lasciato l`olimpo.
ecco la guida definitiva per chiunque ami le parole e le usi su carta o su schermo. ellen lupton approfondisce tutti gli elementi essenziali della tipografia e del graphic design: dalle famiglie di caratteri al kerning e tracking, dalle griglie ai principi di layout. offre indicazioni chiare su come allineare, spaziare, ordinare lettere, parole e paragrafi. porta esempi storici e contemporanei che illustrano come imparare le regole per poi infrangerle; raccoglie saggi critici, diagrammi, esercizi ed esempi che mostrano come essere creativi in qualunque sistema di informazione e comunicazione."questa nuova edizione e` arricchita nell`ottica di una maggiore inclusivita`: piu` font create da fonderie indipendenti, designer donne e persone razzializzate; introduzione a diversi sistemi di scrittura; dimostrazioni dei principi di base del design; consigli per la leggibilita`, la chiarezza e l`accessibilita`. "thinking with type" e` "il miglior manuale scritto sull`argomento", parola di riccardo falcinelli.
in una lettera a umberto saba del 1949 primo levi scriveva tutta la sua ammirazione per il poeta triestino, di cui aveva appena letto le scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, "molto del mio mondo, non del lager, voglio dire; meglio, non solo del lager". e sul finire della lettera aggiungeva: "ma tutto questo mi ha toccato meno di quel suo coraggio, di quella sua avidita` vigile di nulla lasciare inesplorato, di tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza". sollevare la memoria del lager dal "buio del sottosuolo" e` il compito che si prefiggono saba, levi e molti autori europei che nel secondo dopoguerra hanno scritto poesie sul lager: vittorio sereni, paul celan, jean cayrol, charlotte delbo, robert desnos. sempre levi dira` in una famosa intervista che "dopo auschwitz non si puo` fare poesia se non su auschwitz". questo volume, che raccoglie gli atti di un convegno svoltosi a torino nel gennaio 2005, intende per la prima volta mettere a confronto diverse tradizioni letterarie - francesi, italiane, tedesche, israeliane -, stabilendo un vincolo forte fra coloro che credono alla necessita` della poesia nella societa` contemporanea.
un van, 80.000 chilometri percorsi, 16 paesi e quasi tutti i biomi della terra attraversati: foreste pluviali e temperate, praterie, paludi, sconfinati deserti, tundra artica...e l?oceano pacifico come frequente compagno di viaggio. valeria barbi racconta la sua straordinaria spedizione insieme al fotografo davide agati lungo la panamericana, la strada piu lunga del mondo. un viaggio dall?alaska alla patagonia attraverso il nord e sud america per documentare i danni che l?uomo ha causato all?ambiente, ma anche per scoprire la meraviglia dei luoghi, delle specie animali e vegetali, delle persone che, nonostante tutto, continuano a lottare.