ne ha sempre avuti parecchi di guai, antoni sarmentu. prima e dopo quel terribile giorno di settembre in cui sali` al santuario della madonna di gonare a chiederle la grazia di trovare un marito per la figlia e di fermare il tumore che gli stava consumando la moglie. d`improvviso, al momento della comunione, cominciarono a cadere chicchi di grandine grossi come ghiande, e un fulmine penetro` nella chiesa e colpi` proprio lui, antoni, riducendolo come "uno stoppino bruciato" e lasciandogli, al posto della filigrana dorata della catenina di battesimo, "un sottile ricamo alla base del collo". da quel giorno a oropische tutti lo chiamarono collodoro. ma il fulmine (o forse la madonna stessa) gli aveva lasciato un altro dono, piu` inquietante e piu` segreto: il temibile potere di guardare dentro la testa della gente, e di vedere i loro peccati. a cominciare da quelli del parroco, don basiliu, che di tutti i peccatori del paese era il piu` abietto e il piu` infido. ma il giorno di ferragosto, ventiquattr`ore prima dell`esproprio delle terre di monte piludu, l`intero paese si mettera` in marcia contro funzionari, carabinieri, speculatori. e sara` una battaglia memorabile.
se il primo tomo comprendeva un`ampia selezione degli scritti dal 1856 al 1864, questo secondo documenta il passaggio all`universita` di lipsia e, soprattutto, un nuovo orientamento culturale: l`abbandono della teologia, abbracciata per compiacere la madre, a favore della filologia classica. di questa decisiva transizione offrono ampia testimonianza gli scritti qui raccolti.
da un`isola caraibica di fulgida bellezza si puo` anche fuggire. e in un`isola simile si puo` anche morire. l`agonia di un fratello malato di aids e` di per se` un`esperienza atroce. ma se questo fratello non lo vedi da vent`anni, se questo fratello non l`hai mai amato, puoi essere risucchiato in un gorgo di estraneita`, di colpe, di ricordi pieni di rancore. e` quel che accade a jamaica kincaid: l`enigma di un uomo che muore scatena in lei, piu` che dolore, l`implacabile rovello di chi si e` lasciato alle spalle una vita di miseria, abbandono e ostilita`, marchiata da un inesorabile senso di sconfitta.
ispirandosi alla "tosca" di puccini, questo romanzo mette in scena una bizzarra storia d`amore che e` anche ricerca (o scoperta) "dell`abisso". a narrare la vicenda in prima persona, con accenti ora tragici ora ironici, e` il "cattivo", il barone scarpia, burocrate della tortura e cultore di speculazioni teologiche, carnefice e vittima, protagonista insieme con tosca di una discesa agli inferi nella quale l`eros (una particolare forma di eros) svela il potente e incontrastato fascino dell`annientamento.
uomo di teatro e premio nobel per la letteratura nel 1997, dario fo e` noto anche per il suo impegno sociale. non tutti pero` conoscono dario fo come pittore, nonostante questo linguaggio abbia accompagnato da sempre la sua attivita` teatrale e l`abbia anzi preceduta. questo volume, pubblicato in occasione della mostra ospitata a palazzo reale di milano, offre un`importante occasione per comprendere come la pittura abbia costituito un punto cardine nel linguaggio espressivo di fo. a testimoniare l`inesauribile e imprevedibile creativita` dell`artista oltre 400 opere con una grande varieta` di stili e tecniche: dalle pitture dei primi anni ai collages e agli arazzi, fino ai monumentali acrilici piu` recenti. inoltre oggetti di scena, maschere, marionette e burattini, tra cui quelli storici appartenuti alla famiglia rame. nutrita la presenza di disegni, schizzi, acquarelli, bozzetti di costumi, fondali, ampie scenografie, locandine e stampe. questo volume e` la testimonianza del lungo sodalizio tra la casa editrice e dario fo. oltre ad aver pubblicato il recente catalogo della mostra "dario fo la pittura di un narratore" al m.a.x.museo di chiasso e aver ospitato nel 1999 la mostra "federico fellini & dario fo". disegni geniali negli spazi della propria fondazione in foro buonaparte, gabriele mazzotta ha curato fin dal 1970 pubblicazioni sul teatro di dario fo e franca rame, compresa la loro opera piu` famosa in assoluto: "mistero buffo".
a un narratore e` prudente non chiedere mai di raccontare la sua vera storia: quantomeno si innervosisce. la protagonista di questo romanzo non fa eccezione e, se potesse scegliere, continuerebbe a nascondersi come sempre dietro invenzioni, personaggi e "suoni corti, urgenti, che servono soprattutto a far capire agli altri se sto bene o se sto male". invece, per ragioni alimentari, accetta di tenere un seminario che, primo, ha per oggetto una disciplina neonata e vagamente grottesca, la "lettura creativa", e secondo, ha come destinatari gli uditori meno accomodanti: un gruppo di vecchi amici, riemersi da un passato non del tutto limpido. a questo piccolo pubblico, inaspettatamente, la scrittrice finira` per raccontarla davvero, la storia perturbante e per nulla gradevole che i suoi allievi credevano di voler ascoltare. il risultato e` una commedia amara e tagliente, in cui ogni battuta e ogni silenzio hanno un peso.
il narratore risiede in un villaggio normanno. nella solitudine brumosa della campagna, in una casa dalle scale scricchiolanti, piena di piccoli notturni rumori, raccoglie materiali documentali sul misterioso popolo dei gamuna: le fonti maggiori sono le lettere e i taccuini di un amico viaggiatore, gli articoli di un aviatore argentino e il diario che una suora vietnamita gli legge quando egli si reca a trovarla al di la` della manica. gianni celati da` vita a un romanzo di antropologia fantastica ricreando la storia dei gamuna, della loro lingua, dei loro costumi, del mistero che li circonda.
l`universo dei leggendari personaggi del mondo disney visto attraverso gli occhi dei piu` importanti disegnatori di comics mondiali come te`bo, cosey, lewis trondheim e nicolas keramidas. eta` di lettura: da 6 anni.
tracey e la narratrice di questa storia sono simili, ma anche diverse. tracey ha riccioli seducenti raccolti con nastri di raso, minigonne e un sorriso vivace. ha un talento luminoso per la danza. la narratrice ha intelligenza e un naso severo, una tendenza alla malinconia. ha i piedi piatti ma un intuito anticipatore per la musica. amiche, complici, rivali. malgrado le diversita`, l`amicizia tra le due ragazzine cresce, strettissima, alimentata da una competizione sotterranea. poi di colpo finisce. sono diventate grandi, ognuna deve fare i conti con il proprio talento... zadie smith torna a raccontare l`amicizia assoluta e inquieta tra adolescenti, il mondo dei sobborghi multiculturali, l`attrazione perturbante per coloro che sono animati da un talento e nascondono un segreto. la danza in queste pagine diventa la scrittura stessa di zadie smith, che ha grazia naturale, non perde mai il ritmo e sa raccontare con affilata precisione le ambizioni e le ingiustizie sociali, i desideri degli adolescenti e i sogni della nostra epoca.
. nel pensiero forte di rachel bespaloff la posta in gioco e`, sempre, la vita. ma che cos`e` l`istante? e il , risponde in questo suo ultimo saggio rachel bespaloff: un`esperienza in cui . e il luogo assoluto e perituro dove, nel decidere per questo o per quello, si gioca la liberta` di ciascun essere umano. bespaloff parte da un confronto serrato con , le "confessioni" di sant`agostino e i "saggi" di montaigne, le opere del , scrive, e del del pensiero occidentale, ai quali poi si aggiunge il rousseau delle "fantasticherie del passeggiatore solitario". in particolare, bespaloff, che compone queste pagine alla fine degli anni quaranta del novecento, considera che montaigne inauguri . e il suo metodo: rivolgere ai grandi pensatori la domanda che in realta` incalza da vicino lei, le urge, come preme a tutti noi, e guardare dove loro si sono fermati, dove si sono accontentati delle risposte o delle incertezze, per andare, lei, oltre. bespaloff guarda nei grandi maestri il dispiegarsi della domanda sul senso della propria esistenza come guardando dentro se stessa, e questo non e` che uno degli aspetti in cui e` a loro piu` vicina. non c`e` solo teoria nei libri di quei grandissimi, come non c`e` in questo saggio di rachel bespaloff. la` come qui, i libri degli altri diventano la voce che parla all`indiretto libero di chi di volta in volta scrive e pensa. che sens
nel luglio del 1940 l`unico modo per un americano di lasciare l`europa e` passare da lisbona, il solo porto neutrale rimasto nel continente. ma quanto puo` durare la neutralita` di un paese il cui dittatore, salazar, simpatizza per i nazisti? lo scopriranno i coniugi americani pete e julia winters, che aspettano di imbarcarsi sulla ss manhattan, la nave che dovrebbe riportarli sul suolo natio e a una vita tranquilla di cui non sentono molto la mancanza. mentre trascorrono le ore in un caffe` della capitale portoghese cercando di non pensare al lento disfacimento del loro matrimonio, incontrano edward e iris freleng, scrittori bohe`mien di romanzi polizieschi, anch`essi in procinto di partire. gli sguardi di pete e edward si incrociano, sfaldando ulteriormente le vite delle due coppie. le ore passano nell`attesa e i quattro, alloggiati in due hotel che portano lo stesso nome, come in un gioco di specchi si riflettono e si confondono nella passione sensuale che li intreccia e li divide, e nei segreti che ciascuno cela al rispettivo partner e al pericoloso mondo che li circonda. david leavitt ricostruisce un momento poco conosciuto della seconda guerra mondiale, realizzando un ritratto della decadenza di fronte all`imminente fine di un mondo. una storia sul potere della manipolazione e sui modi in cui, in circostanze eccezionali, le persone possono arrivare a non essere piu` le stesse.
e` possibile inseguire il proprio sogno senza perdere la parte piu` autentica di se` stessi? sfuggire a un destino gia` scritto senza che questo finisca per bruciarci? francesco cresce nella periferia di milano, figlio di meridionali e con il sogno di scrivere: un ragazzo ai margini di un paese ai margini. o almeno questa e` la sua sensazione per dieci mesi l`anno, finche` non arriva l`estate e lui torna con i genitori in basilicata, dove la vita sembra piu` autentica. li` le costrizioni della citta` si trasformano in liberta`: ci sono i nonni - nonna luisa, la rimediante del paese -, i campi, e soprattutto c`e` luciano, il cugino con cui mungere vacche, pascolare pecore, lavorare la terra e sfrecciare sulla vespa rossa truccata. e` con lui che francesco impara a fumare, a guidare la macchina, ad ascoltare il proprio corpo. eppure luciano considera sbagliato emigrare, come ha fatto il padre di francesco: per lui contano solo la fedelta` alle origini e la solitudine della campagna. e se al sud c`e` la liberta`, la vita che esiste e basta, francesco al nord si imbatte in un duplice omicidio di mafia, vede morire dei passanti innocenti. ma il nord e` anche il luogo in cui scopre l`amore, dove fa i conti con un padre per il quale i sogni non sono che illusioni, dove incontra un professore-poeta che cambia il suo modo di guardare se` stesso e gli altri. il luogo dove inizia a credere di poter davvero realizzare il suo sogno, che e` la chiave, forse, con cui ricomporre la frattura dei due mondi che si porta dentro. con la sua voce inconfondibile giuseppe catozzella ci narra un appassionante romanzo di formazione che e` al contempo lucido romanzo sociale. il fiore delle illusioni e` la storia del rapporto fra due cugini, fra due italie, ma anche della resa dei conti con la parabola del sogno, con quella di un paese: la promessa nella generazione dei nonni, la piena realizzazione materiale in quella dei padri, e quanto ora rimane ai figli. e la scoperta, dopo tutto, che viv
Ristampa rimasterizzata Giapponese SHM-CD Super High Material, per la massima qualità sonora. Il packaging riproduce quello dell'LP originale. Stereo.
"mi dispiace non aver scritto queste righe quand?era vivo: penso che non gli sarebbe dispiaciuto se qualcuno infinitamente meno famoso di lui, ma con una piccola reputazione nella letteratura cosiddetta seria, avesse mostrato di considerarlo un grande scrittore, a ogni modo uno dei piu originali della sua epoca". (emmanuel carrere)