nonostante vari tentativi accademici, anche recenti, nessuno e` ancora riuscito a installare lev sestov nella beata schiera dei filosofi del novecento, comodamente assiso tra heidegger e husserl, wittgenstein e bergson. nato a kiev, fuggito dalle maglie del sistema sovietico, studioso di pascal e plotino, sestov aveva il viso di un uomo buono, in perenne stato d`estasi. i suoi libri, tuttavia, sfuggono agli argini del "canone". sono libri che ardono, sanguinano. con l`arguzia di uno stratega, sestov ci obbliga a incenerire le nostre pie convinzioni, ci porta a credere nel miracolo in vece della statistica, disinnesca l`opera dei paladini del quieto vivere, dei burocrati del bene sociale. insegna l`azzardo, procede per vertigini, dice cio` che non deve essere detto. la sua "filosofia della tragedia", compiuta con passo marziale, e` un cerimoniale che fa a pezzi la filosofia. d`altronde i maestri di sestov - dostoevskij e nietzsche - insegnano ad abitare la contraddizione. l`esito, se si e` lettori autentici, e` la follia, una vita tra i sacri paramenti dell`"anormalita`". preparatevi ad annientare tutto.

in un tempo non troppo lontano non esistevano le grandi catene di moda a basso prezzo e ogni famiglia che ne avesse la possibilita faceva cucire abiti e biancheria da una sarta: a lei era spesso dedicata una stanza della casa, nella quale si prendevano misure e si imbastivano orli ma soprattutto si sussurravano segreti e speranze. la voce narrante di questo romanzo e una sartina a giornata nata a fine ottocento, una ragazza di umili origini che impara da sola a leggere e ama le romanze di puccini ma piu di tutto sogna una macchina da cucire, lucente simbolo di indipendenza economica. cucendo, la sartina ascolta le storie delle persone che la circondano: la marchesina ester, che studia la meccanica e il greco antico; miss lily rose, giornalista americana anticonformista; le sorelle provera con i loro scandalosi tessuti parigini; assuntina, la bimba selvatica... in una societa rigidamente divisa per censo anche per la sartina arrivera il momento di trovare il suo posto nel mondo, con la sola forza dell?intelligenza e delle sue sapienti mani. bianca pitzorno in queste pagine da vita a una storia antica di emancipazione percorsa da uno sguardo modernissimo. narrare della sartina di allora significa parlare delle donne di oggi e dei grandi sogni che dovrebbero diventare invece diritti: alla liberta, al lavoro, alla felicita.