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tutto il creato, tutto l`uomo - perfino tu - e` riassunto nel rotolo dell`apocalisse, che sigilla il testo sacro, la bibbia, facendolo esplodere, conferendogli infinita profondita`. l`apocalisse e` il libro della rivelazione e della violenza - dacche` il divino si esperisce nel sangue -; e` il libro del riscatto e della grande vendetta; e` il libro dell`armaghedo`n, della fine del mondo, e del mondo nuovo. libro che va sussurrato con riverenza, inclinando la gola al canto, l`apocalisse, soprattutto, e` poema e peana, poesia che si fa incendio: alcune figure - l`agnus dei e il drago, la "donna vestita di sole" e "babilonia la grande, madre di puttane", i cavalieri su destrieri letali, gli scorpioni, le cavallette con "facce di uomini" - ricorrono nei versi della grande lirica occidentale, da dante a eugenio montale, da william blake a friedrich holderlin e rimbaud, e nel cinema di ingmar bergman e andrej tarkovskij. la versione poetica del libro piu` conturbante del canone biblico, ad opera di giancarlo pontiggia, tra i piu` potenti poeti italiani di oggi, rende aureo l`enigma, pone pionieri d`oro nel magma d`abisso. "io vengo tra poco", intima dio. l`apocalisse e` dunque una preparazione marziale, un`unzione - la gioia sconfina nell`ebbrezza, il lavacro nell`ordalia.

la ragazza che a casa del "filosofo lev sestov, un don chisciotte dell`esplorazione metafi sica" e` seduta sul divano, "immobile, ma con infinita grazia raccolta nella sua stessa immobilita`" (cosi` secondo daniel hale`vy, storico, amico di charles pe`guy e di marcel proust), si chiama rachel bespaloff, e` nata in bulgaria, ha studiato a ginevra, si e` trasferita a parigi qualche anno prima, e` il 1925. gli incontri con sestov risvegliano il genio filosofico della giovane donna, che osa opporsi a edmund husserl e legge, con particolare talento, heidegger. "audace architetto, heidegger osa costruire il suo universo fondandolo sull`angoscia; ma sestov, profeta e mistico, usa l`angoscia come dinamite per far saltare il mondo che abbiamo edificato", scrive a benjamin fondane, pensatore e poeta dai toni radicali, cruenti agli occhi di chi vuole conciliare necessita` e ribellione, il ragionevole e il reprobo. proprio il carteggio con sestov e fondane, ricco di vertigini filosofi che, ci permette di ricostruire le origini del pensiero della bespaloff, intellettuale in lotta, alla ricerca vorace del vero, riconosciuta, insieme simone weil e hannah arendt, tra le figure ineluttabili del pensiero europeo. e il libro perfetto per chi ama i pensieri forti, non concilianti, e vuole scoprire la figura di una donna pensatrice sorprendente, indomabile.

in un`isola lontana, al cospetto del re dei jinn, gli animali intentano un processo agli uomini, che pensano di avere il diritto di schiavizzarli. la presunta superiorita` dell`uomo e` messa in crisi in questa favola, spiazzante, esotica e ricca di sensi esoterici, redatta dai "fratelli della purezza", societa` segreta ismailita sviluppatasi tra viii e x secolo, con sede a bassora. l`ascesi passa attraverso la conoscenza della natura e degli animali: la responsabilita` verso il creato non ammette presunzione ne` protervia. il signifi cato della favola - diamante narrativo comparabile alle mille e una notte - ha eminenza mistica: "si tratta di condurre l`adepto a vivere a somiglianza della divinita`" (henry corbin).

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