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. ha un incipit brusco e drammatico questo romanzo (scritto, caso piu` unico che raro nella vasta produzione di simenon, in forma di diario), che ci immerge nell`atmosfera soffocante di una citta` di provincia - universo angusto e abitudinario, con le sue rigide gerarchie sociali, i suoi riti immutabili e, soprattutto, il peso schiacciante dello sguardo altrui sul destino degli individui. attraverso il racconto dell`autore del diario, , e tuttavia capace di una visione lucida e disincantata della realta`, simenon amplia l`orizzonte narrativo e mette in scena, come lui solo sa fare, la rappresentazione tragicomica della famiglia huet, dilaniata da conflitti latenti e malcelati rancori, da rivalita` e tradimenti. in attesa delle esequie dello zio, e soprattutto dell`apertura del testamento, verranno alla luce fragilita` e solitudini, ambizioni e frustrazioni, meschinita` e bassezze - ma anche, per una volta, virtu` morali, e perfino eroismi.

non ci sono parole per descrivere il distacco del giudice froget, che dall?inizio dell?incontro non aveva modificato di una virgola il suo atteggiamento. di solito i giudici istruttori fanno domande su domande, si accaniscono a confondere l?indagato e solo cosi riescono a strappargli la frase che costituisce una confessione. lui invece lasciava all?interlocutore il tempo di riflettere, persino di riflettere troppo. i silenzi duravano parecchi minuti, le domande appena pochi secondi. fino a quel momento ne aveva formulate solo due. anni dopo, un esperto si sarebbe tolto la curiosita di contare le parole uscite dalla bocca di froget nel corso di quel cruciale interrogatorio.

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