il tragico scenario delle epidemie pestilenziali, nella milano sforzesca e spagnolesca, rinascimentale e barocca, vide giustapporsi e contrapporsi tra loro il "governo medico-politico" e il "governo ecclesiastico" della peste ricorrente. articolato negli oltre cento anni (1524-1632) di una storia cruciale, il libro indaga il rapporto tra stato e chiesa, tra scienza medica e fede religiosa. tale rapporto mutevole e` personificato, emblematicamente, nelle figure dei medici giovan pietro arluno, ludovico settata, alessandro tadino e dei cardinali ippolito 11 d`este, carlo e federico borromeo. i diversi modi dello storico confronto offrono spunti e riflessioni d`attualita`.
la guida si offre come uno strumento pratico per tutti coloro che desiderano fare una vacanza "giovane" utilizzando la rete degli ostelli della gioventu`. citta` per citta`, vengono presentate le varie strutture e le principali attrattive turistiche della zona. la presenza della traduzione inglese (la guida e` bilingue), rende il volume facilmente fruibile anche dai turisti stranieri.
intraprese per riprendere il santo sepolcro ai musulmani, le crociate furono anche una risposta della cristianita` alla minaccia persistente che l`islam faceva gravare sull`occidente. i crociati, dopo aver fondato il regno di gerusalemme nel 1099, dovettero assumerne la difesa lungo il corso di due secoli. i re di gerusalemme, i signori, i contadini e gli artigiani erano per la maggior parte di provenienza francese, sicche` le crociate rappresentano per i francesi una sorte di canzone di gesta animata da personaggi fuori dal comune: pietro l`eremita, goffredo di buglione, il grande saladino, il valoroso re lebbroso baldovino iv, il devoto san luigi.
le parolacce sono i palliativi verbali delle molteplici miserie e angosce che segnano l`umano arrancare. con vivacita` e ironia, il volume racconta la storia del colorito frasario volgare e mostra che il linguaggio basso e sprezzante, per la sua straordinaria potenza emotiva, esiste da sempre. negli ultimi decenni, pero`, il turpiloquio ha infranto le barriere che ne regolavano la circolazione: non e` piu` "una cosa da uomini" ne` una risorsa espressiva di uso marginale, ma e` sconfinato dal privato al pubblico, nella fluviale comunicazione social e perfino nel dibattito politico. ecco perche` la nostra e` stata definita .
daniel c. dennett, filosofo e scienziato cognitivo tra i piu` influenti del nostro tempo, ha dedicato la sua vita allo studio dei misteri della nostra mente. esiste il libero arbitrio? cos`e` la coscienza, come nasce? cosa distingue la mente umana dalla mente degli animali? le sue risposte hanno orientato in modo significativo il dibattito filosofico degli ultimi decenni. la sua incessante curiosita` l`ha portato da beirut, dove ha trascorso l`infanzia, alle aule di harvard, dai jazz club di parigi ai laboratori di tutto il mondo. questo libro esplora i grandi temi della filosofia contemporanea - il linguaggio, l`evoluzione, la logica, la religione, l`intelligenza artificiale - rivelando intuizioni ed errori dell`autore e dei suoi interlocutori: douglas hofstadter, willard van orman quine, thomas nagel, john searle e stephen jay gould sono solo alcuni dei grandi pensatori che l`autore ha incrociato sulla sua strada. pensare, scrive dennett, e` difficile, ed e` rischioso. qualunque forma di ragionamento filosofico porta inevitabilmente con se` una discreta dose di frustrazione e insicurezze. ma e` solo sbagliando che, molto raramente, troviamo una via verso la verita`.
ma come si fa a esser riformisti e rivoluzionari? realisti e intransigenti? attraverso le parole di giacomo matteotti, che cosi` sintetizzo` la sua visione del socialismo ("fin dal congresso del 1902, ci proclamammo riformisti perche` rivoluzionari"), questo piccolo libro ha l`ambizione di proporsi al lettore come un pamphlet politico. non si tratta, arbitrariamente o banalmente, di tirare fuori gli scritti e i discorsi di matteotti dal contesto che ha contribuito a generarli. allo stesso tempo, con queste pagine non si vuole solo rendere omaggio - doveroso ma riduttivo - al martire antifascista. per restituire a matteotti la profondita` tipica dei classici, questo libro ne raccoglie l`eredita` intellettuale e politica attraverso alcuni nodi fondamentali: la radicale lotta contro le disuguaglianze; un`interpretazione profonda della societa` attraverso la lente di classe - oggi per lo piu` estranea al dibattito pubblico -; un convinto e argomentato antimilitarismo; una visione illuminata della scuola e piu` in generale dell`istruzione come condizioni per un riscatto sociale altrimenti impossibile; l`importanza di una politica fiscale in cui la garanzia dell`interesse privato non oscuri la centralita` del benessere collettivo. sullo sfondo di questi temi, un`idea di politica come professione, costruita necessariamente sulla competenza. un punto che marca drammaticamente la distanza dal nostro presente e tuttavia ci invita, cento anni dopo la morte di matteotti, a ritornare a una lezione ancora estremamente viva e fertile. questo libro raccoglie la testimonianza del parlamentare socialista matteotti dal 1906 (quando aveva appena ventidue anni) al suo omicidio, a quarant`anni. molto piu` giovane di ogni politico di oggi, eppure di un peso e di una statura neppure confrontabili.