l`autrice intende illustrare quel fenomeno complesso e sfuggente che e` il collezionismo, in un arco di tempo compreso fra il trecento e il settecento. il volume si compone di due parti: un saggio introduttivo e un`ampia antologia di testimonianze letterarie e artistiche divise per temi e argomenti significanti. fra questi: il gusto dei medici nel quattrocento, le botteghe degli artisti, la corrispondenza d`isabella d`este, gli studioli, roma e il recupero dell`antico, gli uffizi e le collezioni fiorentine del cinquecento, musei ideali e gallerie poetiche, gallerie e quadrerie nobiliari, dalla collezione al museo pubblico. un apparato iconografico documenta visivamente i vari temi.
l`"orestea", scrive savino nella sua nota storica, e` "un indimenticabile pezzo di maestria teatrale". il fasto architettonico della scena e la sua ricchezza di suggestioni; il saggio impiego dell`ambiguita`, in un dramma di nascosti rancori e sospirate vendette; la lingua poetica che non parla, ma che scolpisce e dipinge, evoca spazi e solitudini immense, addensa emozioni e sentimenti contrastanti; la variazione sapiente del ritmo e l`uso della "suspense", che inceppa l`azione sospesa sull`orlo del gesto, quadro plastico d`orrore teso: ecco gli elementi di questa "maestria". la volonta` degli eroi di eschilo e` un rovello interiore, non piu` un dio che dall`esterno guida e sospinge. il dovere di scegliere e` il polo tragico del suo teatro: colpire o ritrarsi? soffocare o sciogliere la guerra interiore che ci strazia? introduzione di umberto albini.