il libro raccoglie il materiale di sei conferenze e diventa occasione per riflettere sulla distanza fra l`uomo ipoteticamente senza connotazioni e l`uomo connotato. la definizione "l`altro"/"gli altri" puo` venir intesa come l`altro da se`, come l`individuo contrapposto agli altri individui, ma anche l`altro che affonda le radici nella diversita` di sesso, generazione, nazionalita`, religione. attraverso il reportage (che secondo kapuscinski e` il genere letterario piu` collettivo che esista) l`autore ricorda gli interlocutori incontrati sulle strade del mondo, quelli che raccontano la storia della loro vita o che parlano della societa` alla quale appartengono. questi interlocutori sono persone fatte da due parti spesso difficili da separare. una e` l`uomo chiunque, l`altra, sovrapposta e intrecciata alla prima, e` l`identita` razziale, culturale e religiosa. le due parti non appaiono mai distinte, allo stato puro e isolato, ma convivono influendo l`una sull`altra. kapuscinski fornisce in questo lavoro il suo punto di vista sulla percezione culturale delle persone.
da bembo a torquato tasso, dalle poetesse alle varie forme di classicismo, dall`accademia fiorentina al gruppo napoletano. e quindi, un ampio panorama delle aree linguistiche di diffusione europea del petrarchismo, che tocca francia e portogallo, spagna e inghilterra, per approdare alle esperienze neolatine fuori d`italia. questa raccolta, che riunisce sotto il segno del petrarca esperienze italiane ed europee, documenta come il "canzoniere" e i "trionfi" abbiano avuto un ruolo determinante per la nascita e lo sviluppo della grande poesia alle soglie della modernita`.
in un posto chiamato deuil-l`alouette (che, tradotto alla lettera, sarebbe ), un posto qualunque nella periferia di parigi, una donna qualunque, con un buon lavoro, un marito, un figlio, una sorella e dei vicini di casa, si lascia coinvolgere, nel corso di una strana notte di quasi primavera, in una faccenda che potrebbe costarle assai cara. per affettuosa solidarieta` con un uomo di cui non sa molto, tranne che e` solo, profondamente solo. o forse perche`, di colpo, ha voglia, foss`anche per un`ora, di respirare fuori dalla soffocante banalita` del quotidiano, di farsi un giro - di immergersi in una . tirando le fila di una vicenda in cui il comico e il tragico si mescolano in maniera inestricabile come in una sorta di perverso vaudeville, yasmina reza da` voce alle angosce piu` segrete, e mette in scena il suo beffardo teatrino della crudelta` scavando ancora una volta in quello spazio di connivenze e mostruosita` che puo` diventare la coppia; e ci ricorda che - non diversamente dagli ebrei, che sedevano e piangevano - ciascuno vive in esilio: da se stesso, da cio` che avrebbe voluto essere, e dagli altri.
se il milan sfacciato e irruento di arrigo sacchi era la tesi, se il milan maturo e manageriale di fabio capello era l`antitesi, il milan di carlo ancelotti e` la sintesi: estetico ma anche pragmatico, spettacolare ma anche concreto, ancorato a una difesa spesso inespugnabile - ancora la migliore al mondo, capitanata dall`incrollabile maldini - e impreziosito da una nuova parata di campioni italiani e stranieri, che si danno il cambio tra il campo e la panchina: pirlo, seedorf, rui costa, kaka`, shevchenko, crespo, inzaghi, fino alle comete ronaldo e ronaldinho e al giovanissimo pato. un milan talmente forte da dissipare cio` che nessuno riteneva possibile, una finale condotta per 3-0 all`intervallo e poi persa ai rigori nella drammatica notte di istanbul; ma in grado anche di conquistare due champions incredibili, vinte contro ogni pronostico, battendo gli antichi rivali bianconeri ed esorcizzando i nuovi fantasmi del liverpool. tutto si tiene in questo ciclo colossale che s`intreccia, ancora una volta, con la storia d`italia e le vicende politiche e personali di silvio berlusconi, l`uomo che ha cambiato l`immagine e la sostanza del club. con il suo ritmo incalzante e spregiudicato, giuseppe pastore, grande narratore e formidabile milanologo, tesse insieme cronache di partite ormai entrate nella leggenda, aneddoti, curiosita`, colpi di scena, citazioni cinematografiche, per raccontarci l`epopea dell`ultimo squadrone italiano capace di dominare in europa, protagonista di un altro decennio di "bel giuoco"; un milan fenomenale che, in forme nuove, rinnova le gesta del milan "col sole in tasca" degli anni ottanta e novanta.
vi sono luoghi dove i due mondi sono vicini tra loro come le pieghe di un drappo. uno di questi luoghi e` quello che gli uomini chiamano avalon. qui, nascoste dalle nebbie che separano il regno di faerie dal mondo degli uomini, tre sacerdotesse dell`isola sacra preparano il terreno per l`avvento del difensore, il leggendario figlio di cento re, l`uomo destinato a salvare la britannia... per caillean, che e` stata costretta a lasciare la casa della foresta portando con se` gawen, giovane erede di una mitica stirpe reale, la salvezza non giunge attraverso la vittoria sui romani invasori ma attraverso il piu` amaro dei sacrifici. due secoli dopo dierna, la nuova signora di avalon, e` chiamata a fronteggiare un nuovo, crudele nemico venuto dal mare, e per salvare la sua gente dalle incursioni dei sassoni deve guidare avalon tra i burrascosi flutti della politica con forza, saggezza e amore. eppure, quando la giovanissima viviane viene convocata sull`isola per essere iniziata agli antichi misteri, la britannia sembra irrimediabilmente perduta. poi, pero`, i druidi eleggono un nuovo merlino, e tutto a un tratto il giorno in cui si compira` la profezia e il difensore tornera` per portare la pace in quella terra dilaniata dalle guerre non sembra piu` cosi` lontano... ambientato tra il 96 e il 452 d.c., "signora di avalon", riproposto in versione integrale e nella traduzione di flavio santi, ripercorre la storia dell`isola sacra, vero cuore della britannia, a partire dai tragici eventi che concludono "la casa della foresta" e fino a quelli immediatamente precedenti ai fatti narrati nelle "nebbie di avalon". e lo fa attraverso la vita di tre delle sue sacerdotesse piu` potenti: caillean, dierna e viviane, la futura signora del lago, custode del santo graal.