nella istanbul tra i primi anni quaranta e la fine degli anni cinquanta, si intrecciano vite e racconti di un gruppo di adolescenti e di un loro insegnante, figura carismatica, innamorato della letteratura e di nazim hikmet, uno dei piu` grandi poeti del ventesimo secolo, costretto al carcere e poi all`esilio. sono anni centrali nella storia della turchia moderna, stretta tra il sogno di mantenere in vita il grande progetto democratico di kemal ataturk, di un moderno stato laico, multirazziale e pluriconfessionale, e l`addensarsi dell`ombra lunga del nazismo, con le persecuzioni di ebrei e comunisti, che lambisce e sconvolge le vite dei piu` in questo tratto, tollerante e vitale, dell`ex-impero ottomano.
e il destino, ancora una volta, a dare le carte: proprio al giudice kristof komives, cittadino integerrimo, tocca sciogliere dal vincolo matrimoniale imre greiner, un medico che e` stato suo compagno di collegio e anna fazekas, che komives aveva incontrato qualche volta, molti anni prima. ma la sera che precede l`udienza komives, rincasando a tarda ora, trova ad aspettarlo greiner, e da lui apprende che un evento atroce e` sopravvenuto a rendere inutile la sentenza. nel corso di un tormentato faccia a faccia greiner raccontera` a komives la sua storia con anna e soprattutto pretendera` da lui una risposta, prima che sia tutto finito. a sua volta komives scoprira` le verita` che i sogni della notte svelano e le luci del giorno occultano.
l`autonecrologia, osserva lodovico terzi, "e` trasgressiva, narcisistica, creativa, e presuppone due qualita` squisitamente letterarie: il gusto del paradosso (come autore dell`annuncio funebre il morto ruba la parte al vivo) e un incoercibile protagonismo (nemmeno da morto il morto e` disposto a cedere la parola)". jonathan swift, a cui non fanno difetto ne` l`uno ne` l`altro, va ben oltre e nel 1731 si diverte (con il suo solito spirito feroce) a mettere in scena la propria morte e tutte le reazioni che suscitera`, negli estimatori come nei detrattori: dall`insofferenza dei congiunti per l`eccessivo prolungarsi dell`agonia, al compiacimento di chi al confronto con il moribondo si sente vivo e sano, allo sgomento di chi nella sua imminente dipartita vede profilarsi la propria, fino al "compianto" (si fa per dire) della regina in persona, che nel ricevere la notizia esclama: "davvero se n`e` andato? era ora! / e morto, dici? be`, marcisca pure". la beffarda vena filosofica e morale che intride questo testo ha ispirato il traduttore a riprendere i vari temi toccati da swift - l`amore e il potere, l`amicizia e l`ambizione personale, lo slancio morale e i meandri dell`ipocrisia - e a intercalare alla lettura dei versi (in quelle "pause naturali" che la lettura stessa sottintende) una serie di riflessioni, o digressioni. ne risulta un piccolo libro originale, bizzarro e intrigante - una sorta di dialogo fra il grande scrittore satirico del settecento e il suo estroso interprete moderno.
LP. Survival, 1989, AU. Singolo 12" della band di garage punk australiana attiva tra la prima metà degli anni '80 e dei '90 e formata da The Grand Wizard alla chitarra, Jesse The Intruder alla voce, Gorgeous Karl Domah alla batteria e The Unknown al basso. Contien i brani Lunar Chik, Strychnine, Wiseguys e Hot Generation. Copia originale australiana.