Con Bud Shank, Claude Williamson, Jimmy Giuffre, Shelly Manne. Registrato 1954.
alberto manguel ci propone qui una serie di saggi brevi, come sempre per lui irrituali nel punto di vista e allegramente trasversali rispetto a scrittori, culture ed epoche. si tratta di undici "elogi", dissertazioni colte e spiritose, dalla bibbia al libro tascabile, dalle fiere librarie ai racconti per bambini; un elogio, innamorato e profondo, e` rivolto alla personalita`, all`anima della lingua spagnola; infine, alcuni elogi - personalissimi dell`orrore e del piacere, degli animali, del regalo, dell`impossibile. quest`ultimo e` un`appassionata disamina della situazione dell`amato paese d`origine, l`argentina, nella sua crudezza e "impossibilita`": un viaggio individuale e oggettivo insieme, pieno di brividi e malinconia, con un improvviso guizzo finale che ha la forza cosi` singolare di questo scrittore, il quale sa davvero andare oltre le parole. la scelta del termine "elogio" sembra un omaggio al grande borges (di cui manguel fu amico e allievo) e al suo "elogio dell`ombra"; vila-matas, altra voce di spicco della cultura in lingua spagnola, sta al gioco e intitola la sua prefazione "elogio di alberto manguel".
l`autore distingue nella societa` contemporanea due diverse strtegie messe in opera dagli uomini per fronteggiare la morte. la prima, che chiama di tipo moderno, mira alla "decostruzione della mortalita`". nella societa` moderna non si muore, si e` uccisi da qualcosa. l`attenzione si concentra sulle singole cause, contingenti, evitabili e razionalmente aggredibili. veniamo a poco a poco addestrati a pensare non alla morte in generale, ma alle singole morti. la seconda strategia, che bauman chiama post-moderna, consiste nella "decostruzione dell`immortalita`". in un`epoca in cui il futuro e` gia` cominciato, il domani non si distingue dall`oggi, vita e morte si confondono e appaiono happening fugaci e passeggeri.
Un classico di Brubeck, inciso a tarda età, 2003
CD. Naxos, 1992, DE. Registrato all'Istituto Italiano di Budapest il 13 e dal 16 al 19 febbraio 1990 dal pianista Baàzs Szokolay.
CD. Sony Classical, 1997, UK. Contiene Ottetto in MI bemolle per 4 violini, 2 viole e 2 violoncelli, Op. 20 di Felix Mendelssohn; Suite in the Olden Style per orchestra d'archi da Holberg's Time di Edvard Grieg eseguiti dalla Australian Chamber Orchestra diretta da Richard Tognetti e Quartetto d'archi in MI minore (arrangiamento per Orchestra d'archi) di Giuseppe Verdi eseguita dalla English Chamber Orchestra diretta da Pinchas Zukerman.
Non sigillato

