una rete di ricercatori opero` in irpinia a partire dall`ottocento. cercarono racconti mitici, religiosi, leggendari, dell`al di la`, scioglilingua, fiabe... cercavano forse le fate e i folletti di un nordico mondo incantato, e scoprirono una letteratura orale, ben distante da quella dotta, che conteneva un deposito enorme di conoscenze locali e storie di vita, offrendo al contempo prescrizioni e interdizioni. attraverso le storie raccolte in questo volume, nei limiti legati a ogni trascrizione operata dalla "viva voce del popolo", la cultura irpina, la sua storia, le sue credenze, le sue tradizioni, riescono comunque a filtrare, a giungere fino a noi, in un modo molto discreto, sottile e fiabesco.
come gli altri "delitti celebri" anche "la marchesa di brinvilliers" si basa su una rigorosa documentazione, comprovata dalle fonti adoperate da dumas: gli atti del processo e talune testimonianze del tempo. marie madeleine d`aubray, marchesa di brinvilhiers, e` degna di figurare negli annali criminali del grand sie`cle: assassina del padre e dei fratelli, senza contare i tentativi andati a vuoto di avvelenare la sorella, il pur compiacente marito, qualche amante e persino una figlia ritenuta un po` tarda di mente, la marchesa ha anche sperimentato "in anima vili" i suoi veleni, usando come cavie i malati degli ospedali. una vita scellerata dunque, che dumas indaga e ricostruisce con grande attenzione, senza rinunciare al piacere della narrazione.
solo, deluso, pieno di debiti, travolto dal fallimento dopo aver perduto il buon nome, gli arnesi del mestiere e - pensava lui - l`immortalita`: cosi` mori` johann genfleisch di gutenberg, mastro stampatore di magonza. blake morrison, scavando tra le poche tracce sicure di una storia che ha il sapore della leggenda, ci consegna un romanzo sulla vita di questo geniale artigiano che, stampando la bibbia, la rese accessibile a molti: fatto che, oltre a essere fondamentale per l`evoluzione culturale dell`uomo, ebbe un effetto dirompente sull`ambiente religioso dell`epoca, che si vide cosi` privato della propria esclusiva funzione di comunicare con il popolo.
l`autore distingue nella societa` contemporanea due diverse strtegie messe in opera dagli uomini per fronteggiare la morte. la prima, che chiama di tipo moderno, mira alla "decostruzione della mortalita`". nella societa` moderna non si muore, si e` uccisi da qualcosa. l`attenzione si concentra sulle singole cause, contingenti, evitabili e razionalmente aggredibili. veniamo a poco a poco addestrati a pensare non alla morte in generale, ma alle singole morti. la seconda strategia, che bauman chiama post-moderna, consiste nella "decostruzione dell`immortalita`". in un`epoca in cui il futuro e` gia` cominciato, il domani non si distingue dall`oggi, vita e morte si confondono e appaiono happening fugaci e passeggeri.
il libro si propone di entrare nello spazio di un "luogo comune". dopo la dichiarazione del presidente della repubblica, infatti, i termini di par condicio sono diventati occasione per ogni tipo di sproposito ed equivoco. nel concetto articolato di par condicio sta invece racchiusa un`idea fondamentale della democrazia, quella che, garantendo i meno potenti, mantiene il regime in uno stato di accettabilita`, sia pure da sottoporre continuamente a verifica. il termine tuttavia, non e` solo una parola d`ordine; esso implica, al contrario, tutta una serie di regole e di comportamenti che il libro aiuta a capire, non solo per l`immediato, ma anche per il futuro della vita politica nazionale.
come scocca la scintilla della novita`, della creativita`, della genialita`? cosa succede nel nostro cervello quando si accende la lampadina dell`idea, dell`intuizione? si tratta di un momento magico, di una sorta di illuminazione, o piuttosto lo sbocciare di un`idea e` il frutto estemporaneo di una lunga preparazione silenziosa? e come distinguere le buone intuizioni da quelle inutili? le dinamiche di quel misterioso fenomeno che chiamiamo genericamente creativita` sono sempre state, in particolar modo nella cultura occidentale, al centro di un vivo interesse, che si e` alimentato di discussioni, ipotesi e ricerche non solo scientifiche. oggi l`attenzione per questo particolare aspetto della mente e della natura umana ha raggiunto livelli altissimi e la societa` contemporanea attribuisce un valore senza precedenti al potenziale creativo degli individui, nella sua accezione piu` estesa: dalla fantasia manifestata in eta` infantile fino alla ricerca scientifica, dalle innumerevoli forme di espressione artistica alla produzione di beni, tecnologici e non. tuttavia il termine "creativita`" e` volatile, ambiguo e troppo spesso usato in modo improprio. di cosa parliamo veramente quando parliamo di creativita`?
dov`e` stato pubblicato il primo corano in arabo? il primo talmud? il primo libro in armeno, in greco o in cirillico bosniaco? dove sono stati venduti il primo tascabile e i primi bestseller? la risposta e` sempre e soltanto una: a venezia. nella grande metropoli europea - perche` all`epoca solo parigi, venezia e napoli superavano i 150.000 abitanti - hanno visto la luce anche il primo libro di musica stampato con caratteri mobili, il primo trattato di architettura illustrato, il primo libro di giochi con ipertesto a icone, il primo libro pornografico, i primi trattati di cucina, medicina, arte militare, cosmetica e i trattati geografici che hanno permesso al mondo di conoscere le scoperte di spagnoli e portoghesi al di la` dell`atlantico. venezia era una multinazionale del libro, con le piu` grandi tipografie del mondo, in grado di stampare in qualsiasi lingua la meta` dei libri pubblicati nell`intera europa. committenti stranieri ordinavano volumi in inglese, tedesco, ce`co, serbo. appena pubblicati, venivano diffusi in tutto il mondo. aldo manuzio e` il genio che inventa la figura dell`editore moderno. prima di lui gli stampatori erano solo artigiani attenti al guadagno immediato, che riempivano i testi di errori. manuzio si lancia in progetti a lungo termine e li cura con grande attenzione: pubblica tutti i maggiori classici in greco e in latino, ma usa l`italiano per stampare i libri a maggiore diffusione. inventa un nuovo carattere a stampa, il corsivo. importa dal greco al volgare la punteggiatura.
la scoperta dei nuovi mondi fu anche la scoperta di uomini mai prima d`allora apparsi nelle grandi storie universali. il racconto di questo libro, ricco di volti e di storie, si snoda dal messico alla cina, passando per le isole molucche e il peru`, ma anche per le botteghe dei tipografi veneziani e le grandi corti rivali di spagna e d`inghilterra. ci svela cosi` un rinascimento dagli orizzonti globali, in cui il recupero dell`antichita` classica si accompagno` a una disorientante scoperta: le culture con cui gli europei erano entrati in contatto fra quattro e cinquecento avevano anch`esse un passato da decifrare. qual era la storia di popolazioni, come gli indios delle americhe, di cui gli europei non avevano mai sentito parlare? in che modo spiegare le tracce di tempi lontani di cui non davano conto ne` la bibbia, ne` gli autori greci e latini? come riconciliare un`improvvisa molteplicita` di storie con il crescente senso di unita` del globo? le risposte che furono date a queste domande si misurarono con la difficile sfida della varieta` del mondo che segna ancora il nostro presente.
il desiderio profondo del singolo uomo, cosi` come il bisogno della specie a cui appartiene, non e` centrato sulla figura del nemico e della guerra, ma al contrario su condizioni che permettano l`amicizia e l`amore. sono queste le risposte adeguate alla fragilita` della nostra condizione che ha sempre bisogno di da cui ricevere aiuto e disposto a sua volta a donarsi. per aiutarci a comprendere questo principio, vittorino andreoli mette in discussione quella parte della teoria dell`evoluzione che considera la , indicata da charles darwin come imperativo per tutte le specie che abitano il nostro pianeta. una visione che lega la vita alla forza di eliminare e non di costruire, di uccidere e non di stare insieme. all`interno di una concezione che riduce l`uomo a una macchina che segue l`istinto stampato nella genetica in maniera . darwin non poteva conoscere le grandi scoperte della biologia recente, che ha permesso di definire la plasticita` di parte del nostro cervello, da dove emergono funzioni che hanno un vasto margine di guida e che permettono di attribuire all`uomo desideri e capacita` per attivare la condivisione e adattarsi in maniera pacifica alla natura e alla vita . diventa dunque ipotizzabile un`evoluzione della specie all`insegna non della lotta ma della cooperazione. e la vita dell`uomo puo` inserirsi in uno scenario in cui le difficolta` sono affrontate in maniera pacifica attraverso l`aiuto reciproco che porta a condannare la guerra. una riflessione affascinante che diventa l`occasione per compiere un viaggio dentro la mente dell`uomo nel tentativo di comprendere il senso dell`esistenza di chi e` stato posto all`apice dell`albero dei viventi.
Bianco e Nero Edizioni.