"chi e` giovane non aspetti a far filosofia, chi e` vecchio non se ne stanchi. difatti nessuno e` immaturo o superato rispetto alla salute dell`anima."
l`idea dell`amore, presente nel discorso filosofico fin dalle origini, si e` evoluta adattandosi ai contesti storici e sociali, assumendo diverse forme e funzioni, senza perdere mai il proprio ruolo di primo piano nella sfera dei condizionamenti culturali. ma come si legano queste forme dell`idea dell`amore all`esperienza amorosa? come hanno amato i filosofi che riflettono sull`amore? manuel cruz ricostruisce le vicende esistenziali di alcune grandi figure della storia del pensiero, di cui e` noto non solo l`interesse verso l`amore in quanto tema, ma anche il coinvolgimento personale nelle relazioni amorose. l`amore e` percepito come l`esperienza universale per eccellenza. pur declinandosi in modi molto diversi, alcune sue caratteristiche sono, per cosi` dire, "costitutive": le esperienze del desiderio, dell`innamoramento e della passione rivelano, in tutte le epoche, la stessa forza dirompente, totalizzante, irrazionale. ma, al contempo, portano in se` i semi dell`evanescenza e dell`ambiguita`. il che rende complesso parlarne, scriverne, spiegare. proprio per questo risulta particolarmente prezioso l`apporto dei "pensatori di professione" presentati in questo libro. secondo la prospettiva di cruz, l`idea che abbiamo oggi dell`amore contiene dunque non solo il pensiero, ma il vissuto di chi ci ha preceduto: e` la somma dell`amore come fonte di energia, pensato da platone; del senso di colpa di cui soffriva sant`agostino; della passione erotica esemplificata da abelardo ed eloisa...
questo libro intende offrire, a chi abbia voglia di fermarsi e riflettere con calma, dati e considerazioni pratiche sull`uso dei modelli animali nella ricerca scientifica. la nostra speranza - come medici e biologi coinvolti in prima persona sul campo della ricerca non meno che su quello del benessere animale - e` che queste pagine aiutino ad affrontare il problema in modo razionale, senza lasciarsi sopraffare da ideologie o preconcetti, per giungere a conclusioni realistiche. sara` che si sente all`apice di un`evoluzione ormai quasi bionica, ma si direbbe che, specie in occidente, homo sapiens stia elaborando una visione piuttosto innaturale della vita e della morte. quest`ultima, soprattutto, con i suoi corollari di dolore e malattia, sembra assumere sempre piu` i contorni tutti virtuali del disagio prescindibile. un virus sconosciuto minaccia di decimarci? tranquilli, abbiamo gia` visto il film: prima del finale, , per quanto poco simpatici siano di solito, troveranno di certo la cura, lo sappiamo. essenziale e` che lo facciano in fretta, come in fretta desideriamo dimenticarci di loro e del virus (o chi per esso), ormai virtualmente debellabile con un farmaco, una terapia, un vaccino. il come li abbiano ottenuti poco importa, in emergenza. salvo poi cominciare (o riprendere) subito a contestare la sperimentazione biomedica, perche` - lo sappiamo - ad animali e piante; e ad aggredire, talvolta anche fisicamente, i ricercatori, che senza criterio forme di vita innocenti. commuoversi o indignarsi di fronte a queste cose e`, virtualmente, quasi un obbligo per l`umano civilizzato, sappiamo anche questo. ma lo sappiamo davvero? o meglio, che cosa sappiamo davvero della sperimentazione animale? sappiamo, per esempio, che e` soggetta a legislazioni ferree, recenti e in continua revisione? che un organismo preposto al benessere animale e` parte integrante di ogni staff di ricerca? che i programmi di sostituzi