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per duemila anni, fino a meta` del secolo scorso, le comunita` di una vasta regione montuosa del sud-est asiatico hanno tenacemente resistito all`idea di integrarsi in una qualche forma di dominio da parte dello stato. zomia e` il nome di quest`area d`insubordinazione che non appare su alcuna carta (una zona montagnosa grande come l`europa, che attraversa cinque nazioni del sud-est asiatico e quattro province della cina), ed e` il vasto altopiano dove trovarono rifugio circa cento milioni di persone unite dalla volonta` di sfuggire al controllo dei governi delle pianure. trattati come , questi popoli nomadi misero in atto strategie di resistenza a volte sorprendenti per evitare lo stato, sinonimo di lavoro forzato, tasse, epidemie e leva militare obbligatoria. favorirono pratiche agricole che incentivavano la mobilita` residenziale, insieme a forme sociali egualitarie, fondate sull`eclettismo religioso e l`accoglienza. alcuni popoli decisero persino di abbandonare la scrittura per evitare l`appropriazione della loro memoria e della loro identita`, mentre l`oralita` consentiva di riformulare continuamente la negoziazione degli accordi tra gruppi. zomia ci rammenta che puo` essere sinonimo di oppressione e che il significato della storia non e` cosi` univoco come pensiamo.

i mongoli sono celebri per le loro conquiste, ma furono anche abili diplomatici ed esperti amministratori, un popolo nomade capace di costruire un impero vasto e influente. in questa prima storia completa dell`orda - la porzione occidentale dell`impero mongolo sorto dopo la morte di gengis khan - marie favereau dimostra quanto i successi dei mongoli andassero ben oltre il campo di battaglia. per trecento anni, l`orda fu una forza di sviluppo globale non inferiore a quella dell`impero romano. la sua eredita` e` presente ancora oggi in europa, russia, asia centrale e medio oriente. le conquiste avviate da gengis khan nel xiii secolo permisero ai mongoli di integrare nel loro impero il mondo che li circondava. questo libro si concentra sull`orda: un modello sociale ed economico senza precedenti che s`impose, evolvendosi, nell`arco di tre secoli per unificare sotto la propria protezione un territorio oggi diviso tra kazakistan, ucraina, russia ed europa orientale. in questo enorme spazio, il diede vita a istituzioni che trasformarono irreversibilmente i precedenti equilibri di potere tra le gerarchie locali, stimolando la crescita delle citta`. si impegnarono a far fiorire l`economia e, attraverso una diplomazia orientata al commercio, la loro influenza si estese verso nord, ben oltre i loro confini. i qa`an dominarono i principi russi e i beg turchi, resistettero alla peste nera e si adattarono alla mutevole geopolitica del xv secolo. il volume chiarisce il ruolo storico di questa popolazione nomade, a lungo ridotta al cliche` dell`invasore che saccheggia raccolti e ricchezze. negando ogni visione convenzionale, l`autrice dimostra come l`orda seppe dare vita a un`amministrazione mobile e sofisticata, capace di unire le comunita` religiose pur nella loro diversita`. i mongoli rimodellarono profondamente lo spazio slavo, contribuirono al fiorire dell`islam e strinsero nuove alleanze con mamelucchi, lituani, polacchi, italiani e tedeschi. per certi v

molto prima che roma cadesse in mano agli ostrogoti nel 476 d.c., una nuova citta` era sorta per prendere il suo posto come cuore pulsante di un impero tardoantico, la meravigliosa costantinopoli: la nuova roma. in questa ampia e originale ricostruzione del crollo dell`impero romano d`occidente, paul stephenson offre una nuova interpretazione delle forze - dinastiche, religiose, climatiche - che spostarono il centro del potere a est. stephenson non si accontenta dei testi tradizionali e dei ben noti reperti archeologici, ma offre una nuova interpretazione scientifica della fine dell`antichita`. nell`originale prospettiva dell`autore, il declino di roma e` scritto non solo nelle pergamene, ma anche nelle carote di ghiaccio e nel dna. e da queste e altre fonti apprendiamo che l`inquinamento e le pandemie influenzarono il destino di costantinopoli e dell`impero romano d`oriente. nel corso dei secoli, l`impero d`oriente seppe sopravvivere a devastazioni causate da disastri naturali, dal degrado dell`ambiente umano e da agenti patogeni che le citta` dell`impero, densamente popolate e insalubri, non avevano ancora conosciuto. nonostante la , le costanti invasioni dei , una guerra con la persia e l`ascesa dell`islam, l`impero resistette come entita` politica. mentre la civilta` greco-romana, un mondo di citta` interconnesse che aveva condiviso una cultura materiale comune per un millennio, non ci riusci`. quella vasta realta` si trasformo` in un mondo con delle nuove idee su politica, religione, arte e guerra e sul futuro stesso di un impero cristiano: bisanzio.

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