nell`arco di poco piu` di un decennio - da quel non troppo lontano 1996 in cui fu insignita del premio nobel per la letteratura - wislawa szymborska e` diventata un autore di culto anche in italia. ne` questo vasto successo deve meravigliare. grazie a un`impavida sicurezza di tocco, la szymborska sa infatti affrontare temi proibiti perche` troppo battuti - l`amore, la morte e la vita in genere, anche e soprattutto nelle sue manifestazioni piu` irrilevanti - e trasformarli in versi di colloquiale naturalezza e (ingannevole) semplicita`. il volume raduna l`intera produzione poetica della szymborska, inclusa la recentissima raccolta "qui", apparsa in polonia nel 2009.
la comparazione tra stalinismo e nazismo continua a essere uno dei temi dominanti non solo della ricerca storica ma anche del dibattito politico. dal 1989 la discussione sulla natura, sulla parentela o sulla singolarita` di queste "tirannidi moderne", come le defini` hannah arendt, si e` sviluppata, arricchita anche dai progressi della ricerca sulla storia dell`unione sovietica e sul comunismo. ed e` ormai possibile mettere alla prova dei fatti storicamente accertati il concetto altrimenti destinato a restare generico di "totalitarismo". e` quel che fanno nella prima parte del libro nicholas wert e philippe burrin. nella seconda parte altri studiosi affrontano il problema della memoria dei due regimi.
la fine della seconda guerra mondiale non fu immediata. non ci fu nessun ritorno istantaneo alla pace: decine di milioni di profughi, sopravvissuti e prigionieri rimasero in preda alla fame, alle malattie, alle vendette dei vincitori. le macerie delle citta` bombardate rimasero dov`erano per anni, soprattutto nella germania sconfitta. il primo anno del dopoguerra segno` anche il culmine delle tensioni tra truman e stalin, mentre in cina vennero gettate le premesse per l`ascesa di mao; si affermo` il congresso nazionale indiano di gandhi, mentre in medio oriente prendeva corpo l`idea di uno stato d`israele. quando comincia una guerra e quando finisce? quali sono le tracce che non si possono cancellare? ogni guerra genera altre guerre?
italo cucci, grande giornalista, gia` direttore di giornali, quali resto del carlino, la nazione e il giorno oltre a quelli sportivi stadio-corriere dello sport e guerrin sportivo, ama raccontare jose` mourinho in veste "alla romana" e come mago della comunicazione e un forte appeal culturale.
il volume e` cosi` articolato: il profilo della vita di grazia deledda, l`ambiente nel quale si e` formata, i suoi legami con il mondo politico e culturale; l`opera, analizzata dal punto di vista delle vicende e delle strutture narrative, con una documentazione di pagine, scelte dalla critica; l`esercitazione, finalizzata al controllo delle capacita` di analisi del lettore rispetto allo stile dell`autrice e alle strutture narrative dell`opera; infine la nota bibliografica.