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nato nel xvii arrondissement da genitori originari del sud degli stati uniti, in bilico fra due lingue e due culture, julien green ha fatto di parigi la sola vera patria, oggetto di una amorosa contemplazione e di una stupefatta tenerezza. nessuno meglio di lui poteva dunque non gia` raccontarci le eclatanti meraviglie di cui vanno a caccia i turisti, ma svelarci un`anima che non si lascia cogliere facilmente, una citta` segreta e inaccessibile che disposti a girovagare senza problemi di tempo, e quella inesplicabile qualita` che di fronte alla piu` umile delle immagini, come la , ci fa dire senza esitazione: . una qualita` che julien green, grazie al suo contagioso amour fou, riesce miracolosamente a trascrivere, a raffigurare con le parole, convincendoci che non vale la pena di cio` che soltanto parigi sa offrirci ogni giorno .

il teorema di pitagora riassume in modo esemplare le proprieta` uniche ed esclusive dell`angolo retto. nella tradizione e` legato al demone divino del filosofo di samo, ma risale in realta` a tempi remoti ed e` patrimonio comune di diverse culture. ripresentandosi regolarmente in formalismi complessi, questo celeberrimo teorema si e` rivelato una delle acquisizioni stabili e irrinunciabili della matematica, che continua a servirsene anche nelle sue tecniche avanzate. ma se da un lato esprime aspetti essenziali del pensiero antico, dall`altro offre un osservatorio privilegiato per scoprire come il calcolo moderno ha provveduto a rimuovere con ogni cura i motivi religiosi e filosofici che hanno segnato la sua origine. la conseguenza di questa rimozione e` la rinuncia a una sfera piu` ampia dell`esattezza, e a quel mondo ideale che per hermann weyl ne costituiva l`intimo cuore. un cuore che questo nuovo, acuminato libro di paolo zellini ci permette di avvertire nelle sue pulsazioni piu` segrete.

come i fan di yasmina reza ricorderanno senz`altro, nella variegata congerie di personaggi che animavano le pagine di "felici i felici" spiccavano i coniugi hutner: una coppia equilibrata, affiatatissima, alle prese con una tragedia dai risvolti farseschi - il ricovero in un istituto psichiatrico del figlio jacob, fermamente convinto di essere celine dion. se il romanzo ci lasciava con il dubbio di cosa ne fosse stato di loro, questa piece "leggera e impalpabile come una meringa" (cosi` l`ha definita un critico teatrale del " new york times ") ce li fa ritrovare - affranti e smarriti, ma risoluti a fare buon viso a cattivo gioco - in visita alla clinica, immersa in un parco lussureggiante, dove jacob / celine trascorre quello che considera semplicemente un periodo di riposo in vista di una lunga tournee. ad affiancarlo, philippe, "un giovane studente che ha un problema con la sua identita` nera" (in realta` e` bianchissimo), e un`eccentrica psichiatra che sfreccia su e giu` in monopattino, tiene conferenze volte a riabilitare le sorellastre di cenerentola e tende ad assecondare - se non a incoraggiare - i deliri dei suoi pazienti. se e` vero, come ha scritto michele masneri, che yasmina reza e` la "piu` perfida scrittrice europea", altrettanto innegabile e` la sua costante, appassionata ricerca di quello che lei stessa definisce "il nocciolo duro, umano, riconoscibile da tutti, quello che resiste a tutte le differenze".

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