un uomo e una donna si incontrano per caso mentre tornano al loro paese natale, che hanno abbandonato vent`anni prima scegliendo la via dell`esilio. riusciranno a riannodare i fili di una strana storia d`amore, appena iniziata e subito inghiottita dalla palude della storia? il fatto e` che dopo una cosi` lunga assenza "i loro ricordi non si assomigliano". crediamo che i nostri ricordi coincidano con quelli di chi abbiamo amato, crediamo di avere vissuto la medesima esperienza, ma e` solo un`illusione. d`altro canto, che puo` fare la nostra memoria, quella memoria che del passato non ricorda che una "insignificante minuscola particella"? viviamo sprofondati in un immenso oblio e ci rifiutiamo di saperlo.
dapprima esuli di fallite rivoluzioni o malati di tisi in cerca di un clima salubre, i viaggiatori romeni cominciarono a scegliere la sicilia come meta man mano che uscivano dall`orbita e dall`egemonia dell`impero ottomano. cio` che maggiormente rilevava il visitatore era lo charme orientale: e in questo trovava affinita` immediatamente avvertite con la romania, in quanto ponte tra civilta` e epoche. " palermo mi sembra conosciuta - scrive una di essi - ho l`impressione di averla gia` vista un tempo. in un film? in un`altra vita? non ho visto palermo prima di adesso, ma nella sua aria vaga qualcosa di conosciuto e di orientale, qualcosa che risveglia in colui che viene dalle zone delle foci del danubio una certa familiarita`."
tre poemetti narrativi, tre raffinati monologhi drammatici, tre storie, tre ritratti di pittori che insieme vanno a costruire, in un gioco intricato di voci e di punti di vista, di rispecchiamenti e di simmetrie un`unica scena di una firenze rinascimentale, anch`essa fatta di luci e ombre, scorci notturni inusitati e luminosita` improvvise, ai confini tra arte e vita, tra quadro e realta`. tre monologhi drammatici che, concepiti da browning autonomamente tra il 1845 e il `55, furono da lui stesso in seguito riuniti nella sezione centrale dei "poetical works" e che anticipano gli esiti novecenteschi del "flusso di coscienza".
condotta su vari temi, questa raccolta parte da un dialogo con la madre scomparsa e si conclude con la cronaca di un breve viaggio per mare, dove l`autore riflette su una sorta di strana coincidenza tra la teoria astrofisica dei buchi neri e il racconto "una discesa nel maelstrom" di edgar allan poe. nelle parti centrali, meditazioni liriche sugli affetti e sull`amore, sul riaffiorare di immagini dalla memoria, sulla presenza viva eppure mutata degli oggetti nel nostro tempo.
quarta raccolta della sua prodigiosa giovinezza, e` anche il primo libro che palazzeschi riusci` a pubblicare - grazie all`interessamento di un personaggio d`eccezione come filippo tommaso marinetti - al di fuori del ristretto ambito della natia firenze. in particolare, il componimento che da` il titolo al volume e` ben presto entrato a far parte dei testi canonici della poesia del novecento, siglando una componente essenziale della poetica palazzeschiana, giocosa e anarchica, spesso confusa meccanicamente con il futurismo. snodo fondamentale per tutte le avanguardie del xx secolo, ha avuto una bizzarra sorte editoriale, non essendo mai piu` stato ristampato come raccolta a se` dopo la prima edizione del 1910. introvabile da gran tempo nelle nostre librerie, quest`opera si riaffaccia ora finalmente alle stampe, riproponendosi intatta nella sua forza alle nuove generazioni di lettori che vedono ancora nella poesia una fonte inesauribile e bruciante di verita`.
Dall'autore premio Pulitzer di Le ore.
A volte il tessuto che ci separa si strappa quel tanto che basta a far passare la luce dell'amore.
A volte lo strappo è sorprendentemente piccolo.
la pubblicazione di questi racconti, autorizzata con difficolta` e imbarazzi da parte della censura, suscito` una lunga serie di polemiche, provocate essenzialmente dalla sincerita` e dall`offensiva perfezione con cui in essi viene descritta la guerra. i titoli dei racconti sono semplici indicazioni del luogo e delle date. la stessa scarna semplicita` pervade la narrazione, ma l`austerita` dello stile non nasconde la disperazione e la fermezza della denuncia.
donna-cibo, donna-natura, fertilita`, fecondazione, inseminazione, sessualita`: nelle societa` primitive sono madri, raccoglitrici, sacerdotesse, vittime sacrificali, veneri della cucina. ma nella societa` moderna? che cosa opporre al sistema complesso della comunicazione e dei significati legati alla nutrizione? i messaggi pubblicitari, i rituali della donna consumatrice, i processi produttivi dell`alimentazione, il rapporto psicologico e patologico con il cibo, l`anoressia mentale: e` possibile invertire una tendenza cosi` consolidata proponendo il terreno (arduo) della controinformazione, dell`economia alimentare, dell`uso e controllo collettivo delle fonti energetiche? e, tanto per cominciare, come dove e quando mangiamo? le autrici propongono un test: dai suoi risultati una proposta per nutrirci meglio. introduzione di anna corciulo.
il volume prende in esame un motivo della riflessione nietzscheana, il motivo del limite, sul quale la letteratura non si e` soffermata abbastanza e dalla cui analisi, tuttavia, dipende la possibilita` di una lettura di nietzsche fuori dagli schemi consueti che ne fanno solo il dissacratore degli idoli della tradizione. la vita come esperimento, il tragico, il prospettivismo, la comunicazione, il dimenticare, il diritto, la morale della moderazione e della colpa, l`arte, la seduzione, la volonta` di rovina: tutte queste nozioni e questioni si riconducono a particolari posizioni e soluzioni del problema del limite: il limite per l`esistenza non e` solo qualcosa da constatare, ma qualcosa su cui e con cui lavorare in un gioco con il quale l`esistenza coincide.
i problemi del trascendente e della costituzione in scritti postumi di husserl; la questione teologica e l`evoluzione dell`idea di filosofia in heidegger; i rapporti della fenomenologia con il pensiero di nietzsche, con la filosofia analitica e con l`antropologia di ludwig binswanger: sette ricerche fenomenologiche originali e nuove prospettive critiche ed ermeneutiche.
la maggioranza di coloro che analizzano la societa` ha ormai rinunciato ad analizzare il politico nelle relazioni economiche e sociali. rimangono, quindi, senza risposta le diffuse esigenze di conoscenza e di democrazia. l`autore esplora le cause e le forme di questo "tramonto del politico", passando al setaccio le teorie dominanti della sociologia, dell`economia e della filosofia politica. per l`autore "i chierici" delle scienze sociali hanno abdicato alla propria missione, che e` quella di riconoscere la dimensione pluralistica e collettiva dell`azione sociale.
un viaggio all`interno delle relazioni familiari, tra i miti del passato e le inquietudini sul futuro. negli ultimi cinquant`anni la famiglia e` stata sottoposta a radicali spinte trasformative. verso dove e verso quali obiettivi la famiglia si sta evolvendo? questo libro intende svelare i giochi noti e meno noti, i messaggi complessi e contraddittori che costituiscono la trama vitale della famiglia. ma vuole anche partire dal passato per capire il futuro, reso sempre piu` incomprensibile dai falsi miti e dai falsi profeti.
l`"eta` del jazz" e` finita, se c`e` mai davvero stata. scritti fra il 1920 e il 1926, quelli qui riuniti sono tre dei migliori racconti di f. scott fitzgerald; in essi risuona una nuova, inconfondibile melodia: il blues, che dona alla narrazione un fondo di malinconia e disillusione. protagonisti di queste novelettes sono giovani e adolescenti le cui esistenze sembrano inevitabilmente destinate a dissiparsi e a sfiorire. dopo un`apertura fiabesca, scandita da visioni di ricchezze e paesaggi idilliaci, il diamante grande come il ritz si popola di ombre inquietanti e minacciose, che costringeranno il protagonista a lottare per la propria sopravvivenza. nel soleggiato giorno di maggio di may day, sul ballo degli ex allievi di yale si allunga l`ombra dei disordini di new york del 1919 e i destini di tre giovani si toccano per un attimo senza riuscire a modificare le rispettive traiettorie. infine, il ragazzo ricco, che l`autore stesso defini` "una delle cose migliori che io abbia mai fatto", vede la sua vita privilegiata offuscata da personali irrisolutezze e drammatiche morti. anche la` dove i toni sembrano inizialmente piu` scanzonati, dove la magia sommessa della scrittura di fitzgerald e` al suo apice, la tragedia incombe, evocata, oltre che dagli eventi, dallo sguardo critico e disilluso dell`autore.
pubblicato per la prima volta nel 1976, ritorna con una postfazione. nel frattempo, tradotta in ventisei lingue, la vicenda del mugnaio friulano domenico scandella detto menocchio, messo a morte dall`inquisizione alla fine del cinquecento, ha fatto il giro del mondo, mostrando come sia possibile, attraverso gli archivi inquisitoriali, cogliere le voci di individui che spesso non compaiono, o compaiono solo in maniera indiretta, nella documentazione storica: dai contadini alle donne. il mugnaio menocchio era senza dubbio una figura straordinaria, percepita come anomala anche dai suoi compaesani; l`ampiezza delle sue letture, la ricchezza delle sue reazioni ai libri, l`audacia delle sue idee non finiscono di stupire. ma anche un caso eccezionale (qui sta la scommessa del libro) puo` gettar luce su problemi di vaste dimensioni: dalla sfida alle autorita` in una societa` preindustriale all`intreccio fra cultura orale e cultura scritta. come chiarisce la nuova postfazione, e` stato letto retrospettivamente come un esempio di microstoria. ma lo scopo di quest`esperimento di scrittura della storia era, ed e`, quello di far arrivare al lettore la voce di menocchio: .