
le arti islamiche, nella decorazione architettonica come nell`oggettistica, sono intimamente connesse a una visione complessiva del mondo quale risulta dalla lettura del corano e della legge. e` in particolare alla base di ogni creazione la giustapposizione fra spazio pubblico, rigorosamente non figurativo-realistico, e spazio privato, ove la rappresentazione iconografica e` invece assolutamente libera. essendo quella islamica una civilta` relativamente recente e di grande estensione spaziale e temporale, essa ha naturalmente subito in maniera notevole l`influenze delle grandi culture artistiche precedenti, sempre pero` interpretandone e trasformandone in chiave originale il linguaggio. ne derivano opere che ci sono subito familiari e che rilevano uno schema ornamentale equilibrato e maturo, frutto intelligente di una raffinata sensibilita` troppo spesso confusa con un banale esotismo.



in oltre trent`anni di collaborazione con il "new yorker", george steiner ha scritto piu` di 130 saggi sui temi piu` disparati e sorprendenti, assecondando cosi` la sua fama di intellettuale a tutto tondo, che sa occuparsi degli argomenti piu` sofisticati e per addetti ai lavori come delle questioni apparentemente piu` banali. in questa raccolta, che riprende solo una parte dei saggi, steiner traccia idealmente un percorso che va dal rinascimento italiano alla letteratura del gulag, dalla storia degli scacchi all`importanza fondamentale di borges.

oggi parliamo fin troppo di insegnamento, educazione e formazione, ma molto poco di "maestri". certo, la figura del maestro e` avvolta da un`aura retorica che puo` intimidire, e porta con se` l`asimmetria del rapporto con il discepolo e quella tensione erotica che li lega. attraverso una serie di figure esemplari george steiner individua tre modalita` fondamentali di questa relazione e risale fino ai due maestri che, pur non avendo lasciato una sola riga scritta, hanno fondato la tradizione occidentale: socrate e gesu`.

george steiner ripercorrere in queste pagine l`intera storia della filosofia focalizzando l`attenzione sul rapporto tra il pensiero e il linguaggio, ovvero tra la filosofia e la poesia. e un viaggio che risale fino ai frammenti presocratici e ai dialoghi di platone, che bandiva i poeti dalla sua citta` ideale, governata dai filosofi. ma ci fa avvicinare lucrezio e dante, leonardo e giordano bruno, galileo e cartesio, e naturalmente wittgenstein... a segnare i punti culminanti della riflessione, due incontri: quello tra hegel e holderlin e quello tra martin heidegger e paul celan. "la poesia del pensiero" e` una sintesi straordinariamente ricca di implicazioni. perche` ogni atto filosofico passa necessariamente attraverso il linguaggio, ed e` dunque sottoposto a due tensioni: da un lato aspira alla trasparenza e alla verificabilita` della matematica, dall`altro a intuizioni che sembrano precedere il linguaggio, alla inesauribile ricchezza di significati della musica. e questa continua tensione modula il linguaggio di tutti noi: la nostra capacita` di costruire e comprendere le metafore, ma anche la struttura grammaticale e sintattica delle nostre frasi, la loro ricchezza lessicale. perche` quello di steiner e` un atto di fede nella parola come produttrice di senso, che si apre pero` - in un profetico finale - alla possibilita` di una filosofia "post-linguistica o post-testuale", dove "il senso puo` essere danzato".



johnny, la resistenza e le langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di fenoglio dopo la morte. cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l`autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, il partigiano johnny rivela un significato umano che va ben aldila` di quello storico-politico. dalla formazione delle prime bande fino all`estate del `44 e alla presa di alba seguiamo l`odissea di johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli.







cinque racconti perfetti: "lettere di mamma", "i buoni servigi", "le bave del diavolo", a cui antonioni si ispiro` per il suo film "blow-up", "il persecutore", forse il piu` commovente, dedicato a un genio del jazz come charlie parker, "le armi segrete". cinque mondi sferici dove il lettore, con l`innocente proposito di leggere, osserva dal di fuori l`azione, guardando le cose accadere e alla fine quasi non vuol piu` uscire da quell`universo che in pochi paragrafi cortazar ha creato per lui. angoscia? forse. ma anche la sensazione di sperimentare zone di frontiera della letteratura, dove i tempi si confondono, gli specchi sono di carne e