Andy, giovane e distinto banchiere del New England, è condannato a due ergastoli per l'omicidio della moglie e dell'amante di lei. Viene rinchiuso nella prigione di Shawshank, l'inferno in terra: un direttore fanatico, un capo dei secondini sadico, gli stessi compagni invasati da una ferocia animale. Andy subisce violenze continue, la sua umanità mite e inoffensiva sta per essere annientata. Andy reagisce: sfruttando la sua abilità finanziaria diventa il commercialista di fiducia del direttore, aiutandolo a mascherare i suoi loschi traffici di tangenti. Nel tempo riesce ad ottenere piccoli benefici che ammorbidiscono la detenzione e i rapporti con i compagni di sventura. Ma per Andy, dopo vent'anni passati dietro le sbarre, ciò che più conta è la libertà...
"la mia ambizione e` cercare una soluzione alla tua malinconia e il vero cammino me lo indico` un grande poeta della fredda inghilterra, colui che fece dire a uno dei suoi personaggi, quasi pazzo per eccesso di senno, "dammi un`oncia di muschio, buon farmacista, per profumare la mia immaginazione". io non vorrei essere niente di diverso da questo, un buono speziale, un farmacista, il padrone delle ricette per profumare la tua fantasia". dunque, in questo ricettario, il vero nutrimento, per le signore a dieta di felicita`, saranno le pillole di saggezza che le ricette trasmettono. ciascuna di loro risponde a un`esigenza che non e` della pancia: la prima ricetta e` destinata a quella che dell`amato patisce "il peso invisibile dell`assenza", l`ultima per chi "un giorno sentira`, se non e` ancora arrivata, la tremenda desolazione della convivenza". e (esempio a caso) per l`insonnia e per l`oblio non si offre alcuna ricetta, perche` per dormire e dimenticare i rimedi sono troppo simili alla morte che non ha bisogno di nutrirsi. invece esiste il rimedio per la dama ammalata di parole: "se un giorno ti ammalerai di parole... se avrai la nausea quando senti `orribile` o `fantastico`". l`autore, il colombiano faciolince, avvolge questo libro in un`ironia affettuosa che fa pensare davvero ai boudoir delle signore di una volta. eppure, dalla sua pagina si solleva intensa, facendosi spazio tra la leggerezza e l`ironia, un`intelligenza, e un bisogno di ragionare con chi legge di filosofia.
carl dahlhaus combina magistralmente la lettura e l`interpretazione dei piu` importanti capolavori di beethoven con le escursioni nell`estetica musicale dell`ottocento, il secolo che porto` al centro dell`indagine filosofica la riflessione sul bello e sull`arte. l`obiettivo che il grande musicologo si prefigge e` la ricostruzione del "pensiero musicale" di beethoven attraverso l`analisi delle opere e l`osservazione del contesto in cui sono nate, allontanandosi decisamente da quella prevalenza del biografico e dell`aneddotico che caratterizza da sempre gli studi dedicati a questo compositore. completano il volume una ricca cronologia, che accosta l`opera beethoveniana ai maggiori eventi culturali dell`epoca e una bibliografia ragionata.
l?autobiografia definitiva di milano, una mappa da ascoltare! un?affascinante milano cantata, dove musica e strade si intrecciano per raccontare l?anima della citta. questo stradario offre uno sguardo inedito sul capoluogo lombardo, guidando il lettore in un percorso che unisce melodie popolari e geografia urbana. attraverso i quartieri, dalle vie eleganti del centro alle autentiche periferie, gli autori svelano una citta inaspettata, dove ogni angolo custodisce una canzone e ogni canzone narra una storia. un mosaico di suoni che cattura l?essenza piu vera della metropoli, trasformando la topografia in una coinvolgente partitura urbana. cinque passeggiate musicali e tredici luoghi e canti milanesi. con un?appendice sulla nuova scena trap di danilo giovanni guberti.