Disco d'esordio per questo chitarrista che mischia jazz e musica delle radici. Edito dalla casa discografica di Branford Marsalis.
Nuovo lavoro, 2003, del trio formato da Rob Thomas, James Emery e John Lindberg
Torna il popolare cantautore irlandese con un album molto arrangiato, spesso sopra le righe. Alcune canzoni, sopratutto quelle inziali, sono comunque di buon valore. Special Price
a partire dalla meta` del trecento i cantari costituirono una sorta di "poesia per tutti", che trionfava, codificata nella forma dell`ottava rima, sulle piazze dei comuni italiani. questa narrativa breve conosce un ampio spettro di possibilita` (epico-cavalleresche storiche, rnitologiche, agiografiche, novellistiche), ma il filone fiabesco e leggendario resta pur sempre il piu` antico e il piu` tipico. i cantari fiabeschi arturiani, per lo piu` irrelati rispetto ai grandi romanzi della "matie`re de bretagne", appaiono saldamente legati ad un luogo (la corte di artu`), alle sue convenzioni (grandi assemblee, richiesta di soccorso,vanti, inchieste..) e alle sue situazioni topiche (impegno di vendetta, duelli per conquistare una dama, fanciulle a rischio di subire violenza, castelli incantati, giganti..). i testi che qui si presentano editi criticamente, sottratti alle occasionali e antiquate edizioni dove erano disperdi - carduino, il falso scudo, astore e morgana, lasancis, galasso dalla scura valle - acquistano forza e significato proprio dal fatto di essere raccolti cosi` da sottolineare alcuni elementi comuni. essi rivelano una sorta di narrativa "sommersa", quella delle piazze, cara agli artigiani piu` o meno alfabetizzati, ma nota e ascoltata anche da meno sprovveduti personaggi, siano l`autore della tavola ritonda o il frate evangelista fossa traduttore di seneca e di` virgilio o il conte matteo maria boiardo.
il mito della sposa che sceglie di morire al posto del marito proviene da un antichissimo motivo folclorico, diffuso dall`europa settentrionale fino all`india. la tragedia di euripide e` la prima versione letteraria a noi nota della favola, e costituisce la pietra di paragone con cui si sono confrontati nei secoli poeti e scrittori fino all`eta` moderna. nel passaggio dalla favola al dramma la vicenda subisce una profonda metamorfosi, e inevitabilmente suscita riflessioni sull`amore coniugale, sul rapporto tra genitori e figli, sul valore del sacrificio e infine, in termini piu` lati, sulla vita e sulla morte. questi temi saranno ripresi, in modi e stili e con soluzioni diverse, da wieland, yourcenar, rilke, raboni.
la teoria degli ha origini lontane e diffusione imponenti. l`idea e` quella di una societa` il cui buon funzionamento e` affidato alle prestazioni complementari delle tre grandi categorie di individui (quelli che pregano, quelli che combattono e quelli che lavorano la terra) che la compongono. categorie, ciascuna delle quali e` investita di una funzione, che non puo` essere supplita dalle altre: di qui la staticita` e l`impenetrabilita` delle classi. l`assetto sociale tripartito, ovviamente in quanto congruo al modello feudale, ricorre precocemente nella letteratura mediolatina, giungendo, agli inizi dell`xi secolo, ad esigenti elaborazioni precettive e si trova per la prima volta formulato in un testo volgare nel livre des manieres di etienne de fouge`re (m. 1178), che pare additare alle nascenti pretese delle monarchie plantageneta e capetingia l`economico espediente di una rifunzionalizzazione dello schema come un ancor valido induttore di un equilibri interno di ceti sudditi, promossi pilastri del trono>.
nella francia di filippo il bello e del processo contro i templari, un gruppo di autori, appartenenti alla cancelleria reale parigina, elabora una personificazione del male e della tirannide, affidandola ad una figura di cavallo, fauvel. originata da obiettivi precisi (difendere la stabilita` e l`integrita` del regno di francia e del suo assetto sociale ripartito idealmente nei canonici), l`invenzione rinvia contemporaneamente a termini generali, che, su uno sfondo universale, vedono fauvel in lotta contro fortuna, figlia di dio. entrano allora in conflitto due diversi modelli del mondo: una concezione intitolata al , che raccorda intorno agli elementi di una sfera culturale chiusa, si oppone ad una concezione del , che funziona nei suoi riguardi come , aperto e distruttivo della sua chiusura. di notevole interesse risulta tuttavia il modo con cui viene costruito questo , che trova il proprio centro e motore in fauvel: attivando cioe` una serie di emblemi, ripresi dalla cultura dell`epoca, come da quella folclorica e popolare (tali l`uso del colore o il ricorso a maschere malefiche e irridenti), che fanno del fauvel uno dei testi piu` singolari della letteratura allegorica medievale.


