nei 15o7 johannes pfefferkorn, un ebreo convertito spalleggiato dai teologi dell`universita` di colonia, pubblico` un libello ferocemente antigiudaico: tra le sue proposte, privare gli ebrei della loro identita` culturale confiscandone i libri sacri. allo sconsiderato disegno si oppose uno dei massimi umanisti tedeschi, johannes reuchlin, che, a sostegno delle sue tesi, pubblico` le "lettere di uomini illustri" da lui ricevute, altri dotti si affidarono invece alle armi del comico, e composero, a ideale controcanto della prima raccolta, le "lettere d`uomini oscuri". scritte in un latino maccheronico, queste lettere sono per molti versi un`anticipazione del riso beffardo di rabelais, e potrebbero davvero definirsi l`armata brancaleone del rinascimento tedesco.
pochi personaggi hanno scatenato l`acredine e il sarcasmo dell`ingegnere quanto ugo foscolo ("mi fa imbestialire" ha confessato in una lettera) : tanto che nel 1958 non ha esitato a fustigarlo in una virulenta, irresistibile "farsa" a tre voci andata in onda sul terzo programma della radio. le tre voci sono quelle della stolida e giuliva donna quirina frinelli, imbevuta delle auree riflessioni dell`amica professoressa gambini; del reboante e didattico manfredo bodoni tacchi, sfegatato ammiratore del poeta; e, infine, dell`insolente e sguaiato carlo de` linguagi, implacabile accusatore del basetta, colpevole ai suoi occhi - nonche` a quelli di gadda - di cialtroneria, istrionismo, virilita` scenica ed esasperato narcisismo: "vantarsi del pelo... e` un`opinione da parrucchiere" sibila a proposito dell`"irsuto petto" del sonetto-autoritratto. e, quel che e` piu` grave, responsabile di un "macchinoso ed inutile vocabolario", di una "sequenza d`imagini ritenute greche e marmorine", di versi traboccanti di "vergini" e simili a sciarade, nonche` di veri e propri strafalcioni. ma a ben vedere "ii guerriero" e` molto piu` di un divertissement: giacche` gli esilaranti attacchi sferrati alla gipsoteca e marmoteca foscoliana e all`epos di bonaparte, il nano, altro non sono che l`impetuosa denuncia di una monolingua incapace, nella sua "lindura faraonizzata" di dar conto della realta` - e della fasulla poesia dei vati, cui spetta il compito di mascherare il volto della sopraffazione e della violenza.
le droghe, in sostanza e` il terzo numero di cose spiegate bene, la rivista di carta del post realizzata in collaborazione con iperborea. le sostanze che chiamiamo sono tante e diverse, e i loro effetti variano molto a seconda delle dosi, delle caratteristiche di chi le assume e delle ragioni per cui lo fa. per questo parlare delle droghe come se fossero tutte uguali e` riduttivo e fuorviante. inoltre ignora il fatto che la stessa sostanza che qualcuno usa per provare piacere e divertirsi, puo` essere utile a qualcun altro per i suoi effetti terapeutici: il confine tra , per come abitualmente usiamo questo termine, e e` meno netto di quanto si pensi. negli ultimi anni e` diventato evidente con la grande epidemia da dipendenza da farmaci oppioidi negli stati uniti da un lato, e dall`altro col sempre maggior interesse della comunita` scientifica sui possibili utilizzi delle sostanze psichedeliche per alleviare forme di disagio psichico. nel frattempo in molte parti del mondo si mette in discussione la cosiddetta e si tentano nuovi approcci, con depenalizzazioni e legalizzazioni, conservando l`attenzione necessaria sui rischi. per capire quale direzione prendere bisogna prima di tutto capire di cosa parliamo. con testi di fabio cantelli anibaldi, agnese codignola, carlo gabardini, vanni santoni, laura tonini e della redazione del post. a cura di ludovica lugli, con la consulenza di paolo nencini. illustrazioni di paolo bacilieri.
gli antichi egizi trascorrevano gran parte della vita preparandosi alla morte. seguendo tutta una serie di regole e rituali, infatti, potevano garantirsi la vita eterna nell`aaru, il mondo dei defunti. bastet, il gatto del faraone, ti accompagnera` in un singolare viaggio alla scoperta di questi rituali: dalla mummificazione alla scelta degli amuleti e dei sarcofaghi, dalla costruzione delle prime tombe fino alle piramidi, dall`interpretazione dei geroglifici al giudizio finale del dio anubi... aggiustati le bende e preparati a una sorprendente visita nell`oltretomba! eta` di lettura: da 8 anni.
il medioevo fu un periodo primitivo, pericoloso e soprattutto arretrato? oppure una delle sue caratteristiche fu proprio quella di saper ripensare i modelli che provenivano dal passato? e il caso, per esempio, delle citta e delle campagne italiane: fra x e xiv secolo, in una fase di intensa crescita in ogni ambito, gran parte delle strutture cittadine e dell?organizzazione del paesaggio venne decisamente riplasmata. se poi volgiamo lo sguardo al mondo economico, scopriamo che molti degli strumenti finanziari che adoperiamo quotidianamente furono immaginati allora, assieme alle forme di organizzazione del lavoro e aziendale che ci sono familiari. lo stesso possiamo dire di alcuni fenomeni culturali: da una certa idea della figura femminile ai racconti dei viaggi nell?aldila o delle inventiones, i prodigiosi rinvenimenti dei corpi di santi martiri. il medioevo dei secoli qui considerati, dunque, fu soprattutto un?eta creativa, caratterizzata da innovazioni, sperimentazioni e invenzioni a tutto campo e questo libro ne restituisce un?immagine per molti aspetti diversa e sorprendente. lo fa grazie all?apporto dei maggiori esponenti della medievistica italiana e internazionale, in un?opera di grande impatto e originalita.
"il giorno piu` lungo", come lo defini` rommel, sta per iniziare. sono le ore 0.00 del 6 giugno 1944 e le truppe vengono allertate: e` il d-day, gli alleati stanno per sbarcare in normandia. l`obiettivo e` la resa incondizionata della germania nazista. il contingente coinvolto e` massiccio: 5000 navi e mezzi anfibi, 104 cacciatorpedinieri, 130.000 soldati che quella notte si avvicineranno via mare alla costa francese e 20.000 uomini paracadutati. nonostante i dubbi di churchill sull`invasione dell`europa attraverso la manica e l`arroganza del generale montgomery, eisenhower fuma nervoso mentre scrive, oltre all`annuncio della vittoria, una dichiarazione in cui si assume ogni responsabilita` dell`operazione overlord, che poteva rivelarsi un disastro. cosa ando` storto? cosa rese la battaglia che salvo` l`europa un selvaggio spargimento di sangue? lettere dal fronte, diari e memorie personali delle truppe alleate si intrecciano con la documentazione ufficiale della grande storia, in questo libro che e` la ricostruzione della battaglia sulla spiaggia di omaha: antony beevor sa dare spazio alle voci autorevoli della storiografia, ma anche all`orrore del soldato atterrato incolume che assiste allo schianto di 18 uomini lanciati dall`aereo a quota talmente bassa da impedire ai loro paracadute di aprirsi. e dalla carneficina del 6 giugno alle teorie neonaziste di un complotto contro hitler, ripercorre la storia di una campagna sanguinosa, che dal d-day culmina nella liberazione di parigi.