incorniciato in una finzione editoriale che lo vuole pubblicato postumo, il diario di damiano e` un lungo faccia a faccia dell`autore con se stesso e con la miseria morale dell`italia fascista in guerra. in una milano bombardata, svuotata dallo sfollamento, l`autore assiste con disgusto alle mille scene di ordinaria piccineria innescate dall`incombere della tragedia e riflette con durezza sulle corresponsabilita` degli italiani, e sulle proprie, nel fascismo. una riflessione di un pessimismo radicale, che la liberazione e le sue feste crudeli non fanno che acuire.
la vera ragione del suo viaggio in india era terapeutica: curare la tubercolosi che lo minava; ma l`esperienza fu cruciale, e si riverbero` nella scrittura. due anni dopo, confidando nella memoria e nei suoi taccuini, gozzano inizio` a raccontarla sulle pagine della "stampa" di torino. non sono veri racconti: sono pagine di diario con ambizioni narrative, meditazioni in forma di elzeviro, ricordi spesso puramente immaginari, fantasie folgoranti e geniali. la fertile inventiva di gozzano gioca sui due piani della finzione e del reale, cosi` lontani tra loro eppure cosi` felicemente generatori di poesia, attraversati di tanto in tanto dalle "trafitture" della nostalgia, tratto caratteristico della sua sensibilita`.