Sono ormai quatrto anni, due EP ed un disco intero, che Joe Pug ha sfondato il muro del nulla per diventare uno dei cantautori più interessanti, emersi negli ultimi anni. The Great Despiser, che si avvale della partecipazione di Craig Finn, è un bel disco. Molto bello. Echi di Dylan, John Prine, Steve Earle: ballate con influenze irlandesi, brani folk intensi e personali, ma anche un paio di canzoni rock, che deviano in parte il percorso. La crescita di Joe Pug, da promessa ad autore vero, è un fatto reale. Copia non sigillata.
Blues e letteratura.Paul Reddick, canadese, è un bluesman di lunga data, sia come solista che con varie band, a cui ha dato la sua voce. E' uno studioso del blues ( il sottotitolo di questo album è Blues is A Beautiful Landscape ) e mette in pratica questa sua conoscenza facendo dei dischi belli quanto innovativi.La sua rilettura del blues, con canzoni sue che si rifanno a classici del passato, è brillante e decisamente godibile. Un modo diverso per proporre il blues: non va ignorato.
Scott Ellison, originario di Tulsa, Oklahoma, è membro dell'Oklahoma Blues Hall of Fame sin dal 2013, Scott Ellison è, senza alcun dubbio, uno dei migliori chitarristi blues in questo momento in Usa. Con un nuovo album dietro di sè, prodotto dal leggendario Steve Barri, Ellison si presenta nel migliore dei modi. Il disco, c he parte con Aint No Love in the Heart of the City, proprone un blues elettrico molto classico, suonato benissimo, in cui la chitarra del priotagonista detta legge. Altri brani degni di nota: There's Something About the Night, Chains of Love, I'm Ready Baby, Half a Bottle Down, Blowin Like a Hurricane. Reperibilità difficoltosa.
Meet The Moonlight, l’ottavo album in studio di Jack Johnson, viene pubblicato a distanza di cinque anni dall’ultimo progetto ed è stato prodotto da Blake Mills e registrato tra Los Angeles (a Sound City e EastWest) e The Mango Tree (lo studio di Johnson alle Hawaii).
Il processo di creazione segna un’importante pietra miliare artistica rispetto al lavoro passato, a partire da una collaborazione dell’artista con Mills (i cui contributi includevano di tutto, dalla chitarra senza tasti al sintetizzatore Moog, fino alla batteria d’acciaio) e ha svelato una lavorazione intima e altamente sperimentale che ha portato all’incorporazione dei classici arrangiamenti eleganti ma spoglia di di Johnson con dettagli sonori particolari e incantevoli fin dal primo ascolto. Tra le canzoni contenute nel disco, citiamo One Step Ahead, Calm Down e Don't Look Now.
Andy J Forest ha esordito 40 anni fa con l’album Andy J Forest & Snapshots, disco edito dalla Appaloosa nel 1982, sotto la guida di Franco Ratti. Adesso Andy J ha pubblicato più di venti album e con I Don't Wanna Work: Modern Vintage Blues, ritorna con l'etichetta milanese. Le canzoni di questo nuovo lavoro mischiano le origini di Andy J. New Orleans, con l'amicizia che lo lega ai musicisti italiani. Alcune canzoni sono state incise a New Orleans, altre in Italia, quando era in tour nel dicembre 2021. Il suono è per lo più old style, ma con un tocco Modern Vintage Blues. Tra i musicisti coinvolti abbiamo Roberto Luti e Heggy Vezzano alle chitarre, quindi John Gros e Tom Worrel alle tastiere, per dare un sapore più southern, più vicino al sound della Crescent City alle canzoni. Canzoni tutte scritte da Forest, con la sola eccezione di un brano scritto da Muddy Waters.
So Much in Love è un album di Lee Oskar pubblicato nel 1997, che segna un punto distintivo nella sua carriera musicale. Questo disco è per lo più strumentale e offre una miscela raffinata di jazz, soul e R&B, mostrando il talento unico di Oskar nell'uso della sua armonica.