"la prima fase potremmo chiamarla fede emotiva. la seconda potremmo chiamarla fede metafisica. la terza, disillusione assoluta. la quarta, comprensione estetica". difficile immaginare che queste parole siano state pronunciate nel 1924 sul piccolo palco di un albergo newyorkese, dove ad assistere powys nella sua orazione c`era una celebre attrice di vaudeville. ma con powys l`immaginazione corrente e` sempre destinata a rimanere in difetto.
come mai paolo ciulla, pittore ricco di talento, giramondo curioso di nuove esperienze artistiche e esistenziali, fini falsificatore internazionale di banconote? la risposta va cercata in questo libro che cerca di strappare dall`oblio un eroe inattuale, a meta` tra un personaggio di vitaliano brancati e un avventuriero settecentesco incalzato dalla malinconiain tutte le tappe della sua corsa terrena.
da quando, con l`eta` elisabettiana, il viaggio in italia entra di diritto nella formazione delle classi dirigenti europee, marine e citta`, vallate e rovine riempiono innumerevoli carnet di disegni, tele e incisioni, oltre che diari, resoconti, corrispondenze. , l`italia offre allo sguardo dei tourists - siano nobili o ricchi borghesi da affinare, artisti o letterati in veste professionale - la mutevolezza della natura e la grandiosita` dell`antico, gia` avviate a fissarsi in icone esportabili. il maggiore studioso italiano del grand tour raccoglie qui nuovi capitoli di questa storia di viandanti d`eccezione e di ritrattisti di vedute, sul duplice tracciato degli itinerari e del modo di raffigurare paesaggi urbani e naturali. il canone topografico roma-napoli-venezia si arricchisce di mete prima eluse (e` il caso di firenze, che solo nell`ottocento sara` in auge, e non per tutti, se potra` apparire ancora a zola ), e la stessa citta` mostra a distanza di tempo volti alterni: la roma classica di goethe non e` il gioiello medievale che gregorovius cerca inutilmente di sottrarre alla devastazione di fine ottocento, la napoli di papworth espelle il pittoresco a favore della modernita` neoclassica. il vedutismo, nel settecento genere emergente, con thomas jones predilige scorci anomali come muri e suoli campani, mentre viene rivoluzionato da canaletto, bellotto e guardi, che reinterpretando la serenissima destinano le a enorme fortuna.
la terza parte dell`"enrico vi" appare robustamente saldata all`opera precedente, in quanto riparte dai postumi della battaglia di st. albans. percorre velocemtne il momento dell`accordo innaturale e temporaneo che tiene enrico sul trono quasi si trattasse d`un vitalizio, ma consegna la successione alla famiglia york per poi portare lo spettatore sul campo di wakefield, dove riccardo di york, a un passo dalla corona viene catturato e ucciso dalla sua terribile nemica margherita e da clifford, una specie di "doppio" del figlio deforme e feroce di york, che milita tra le file dei lancaster e vuole vendicare la morte del padre.
Einaudi Collezione di teatro, n°328. Brossura, 99 pagine.
nel 1941 gli alleati stanno perdendo la guerra, almeno nell`atlantico. migliaia di navi partono dal nord america cariche di rifornimenti per il regno unito, ma viveri e munizioni non arrivano a destinazione: i convogli vengono sistematicamente intercettati e distrutti dagli u-boot, i temibili sottomarini dei nazisti. la gran bretagna e` ormai allo stremo, ma il primo ministro winston churchill non vuole che la popolazione ne sia informata. i vertici politici e militari mentono sul numero di imbarcazioni affondate e su quello dei morti, pur sapendo che manca poco alla resa. questione di mesi; di settimane, forse. poi, agli inizi dell`anno successivo, qualcosa cambia. dieci giovani donne - la piu` piccola ha solo diciassette anni - agli ordini di un capitano in congedo della marina danno vita alla western approaches tactical unit: un`unita` segreta incaricata di arginare gli attacchi dei sommergibilisti tedeschi. come? attraverso simulazioni e giochi di guerra. a liverpool, quelle eroine dimenticate passano giorni e notti a studiare le tattiche degli u-boot assieme al loro ufficiale per scoprire come ribaltare le sorti del conflitto nell`oceano, e forse nel mondo intero. attraverso una narrazione che non ha nulla da invidiare a un romanzo, simon parkin ricostruisce una delle vicende meno note della seconda guerra mondiale, mai raccontata con cosi` tanta attenzione e cura. la resa vivida di protagonisti e situazioni trascina il lettore nel mezzo dell`azione, trasportandolo su una scialuppa fra le onde, dentro lo scafo di un sommergibile in immersione o al tavolo coperto di mappe su cui fu combattuta la piu` imponente e importante partita a battaglia navale della storia: l`operazione raspberry.
in un momento in cui il disordine sembra regnare nei ragionamenti e la voce del piu` forte sembra nuovamente prevalere, rileggere queste pagine di jaspers ci aiuta a ritrovare il significato di concetti come ragione, verita`, realta`, democrazia, politica. karl jaspers (1883-1969) insegno` a heidelberg fino al 1937 quando ne fu allontanato per aver sposato un`ebrea. dopo un breve rientro in germania appena finita la guerra, si` stabili` definitivamente a basilea dove continuo` a insegnare fino alla morte.
il monte bianco, il rosa, certamente il cervino. e poi il bernina, il campanile basso e le tre cime. dalle alpi marittime fino alle alpi giulie, percorreremo 1300 chilometri da ovest fino a est, dal tirreno all`adriatico, in 30 vette iconiche e 30 valli, ognuna ricca di storie esemplari ed emozionanti.