per piu` di cinquant`anni milton glaser ha disegnato molto del mondo che viviamo e sperimentiamo ogni giorno. i suoi manifesti, i libri, gli album, i ristoranti, le pubblicita` e altre cose ancora lo fanno ritenere una delle forze dominanti nel design in america. in "drawing is thinking" accosta un sorprendente vocabolario di immagini e di tecniche cosi` da creare il suo libro piu` personale. non solo ha disegnato per tutta la vita, ma ha sempre anche pensato all`arte e al design. partendo dal suo punto di vista che ogni arte ha la sua origine nell`impulso della creazione, ha progettato un libro che delinea fortemente questa posizione. questi disegni sono destinati a essere sperimentati in sequenza, in modo che lo spettatore non solo segua glaser attraverso queste pagine, ma arrivi alla sua mente. i disegni rappresentano una vasta schiera di soggetti presi dall`intero insieme della carriera del maestro. le pagine suggeriscono che il disegno non e` semplicemente il mezzo per rappresentare la realta`, ma, come il titolo implica, il miglior modo per percepire il mondo. il creatore e lo spettatore diventano piu` attenti, uno attraverso la creazione, l`altro attraverso la sperimentazione, nell`intento di svelare il processo della mente mentre crea la realta`.
chi ha visto i quadri della national gallery con gli occhi di alan bennett sara` felice di ritrovare in queste pagine il cicerone di "una visita guidata": e stavolta lo seguira` a leeds, a aberdeen o nell`irlanda del nord, per bearsi con lui dei suoi pittori preferiti.
il cervello di albert einstein e` in buone condizioni, sotto formaldeide, in un contenitore di plastica, e si muove in mezzo a noi. piu` precisamente, viaggia sul sedile posteriore di una vecchia auto, alla cui guida c`e` un ragazzo pieno di curiosita`, sotto la sorveglianza affettuosa del dottor harvey, l`uomo che esegui` l`autopsia sul cadavere dello scienziato e che ha sottratto la materia grigia di einstein dalla distruzione conservandola per qualche decennio nello scantinato del suo appartamento. ora e` arrivato il momento di restituire la mente piu` lucida del novecento ai legittimi proprietari e il dottor harvey decide di intraprendere un lungo viaggio, dal new jersey alla california, per compiere la sua missione.
in una grande casa di campagna a pochi chilometri dalla cittadina inglese di ingerby vivono tre generazioni della stessa famiglia: il nonno e la prozia marigold; momma e poppa; gaylord, il bambino terribile che osserva con stupore il mondo degli adulti. gaylord vede e sente tutto cio` che non dovrebbe e con i suoi interventi non risparmia nessuno. e` proprio sul dire e non dire, e viceversa, che gaylord basa i suoi rapporti con i grandi.
in questo libro dodman racconta storie di cani e di gatti affetti da problemi comportamentali (come ansia di separazione, gelosie e tendenze al dominio) e dei loro angosciati padroni. quattordici storie vere dalle quali emerge come, molto spesso, i problemi degli animali domestici sono strettamente legati al tipo di attenzione cui sono sottoposti da parte dei loro proprietari. le cure proposte prevedono sia consigli per un piu` giusto ed equilibrato comportamento da parte dei padroni sia supporti psicofarmacologici per gli animali.
il compito di edwin de valu, giovane editor in una casa editrice newyorkese, e` quello di pubblicare manuali di self help, di metter mano nel "mucchio fangoso" di manoscritti non richiesti e tanto meno desiderati che affluiscono ininterrottamente in tutte le case editrici e di scrivere lettere di cortese rifiuto ai loro autori. ma capita, talvolta, che un mostruoso dattiloscritto di mille pagine diventi un vero bestseller, prometta di far tutti felici, di curare tutti i mali del mondo, di far scoprire il segreto di una vita sessuale entusiasmante. la cosa strana e` che, grazie a quella lettura, il mondo si trasforma davvero in un luogo dannatamente felice. con il conseguente crollo dei centri fitness, del mercato del tabacco, dell`alcol, della droga...
trovarsi la casa svaligiata dai ladri e` senza dubbio un evento sinistro. ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l`arrosto che attendeva lo scatto del timer, e` palese che non puo` trattarsi di un semplice furto. e l`allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. travolti da una realta` truce e idiota, l`avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un`esilarante catarsi di rara crudelta`.
nina bouraoui e` nata a rennes, in bretagna, nel 1967. la sua famiglia si stabilisce ad algeri, dove la scrittrice trascorre i primi quattordici anni di vita, frequentando le scuole francesi. scrive il primo racconto a nove anni e completa gli studi superiori al liceo francese di zurigo. per lei, la scrittura appare presto come necessita`, modo di affermazione di se` e scelta di liberta`. "l`amore e la scrittura sono i due atti fondatori dell`esistenza: l`uno nutre l`altra che a sua volta lo racconta", confida la scrittrice. nello stesso tempo, parlando di se` alla terza persona con evidente riflessione autobiografica, aggiunge, proprio in questo romanzo: "e pericoloso, uno scrittore. e ossessionato dalla verita`. dalla sua verita`. e infantile, uno scrittore. riporta. ripete. non serba niente per se`. non e` frequentabile, uno scrittore. costringe a mentire, a dissimulare. e poi a difendersi". nina si servira` della sua esperienza di meticcia, del corpo e dell`anima, nella ricerca di una terza via, la sua: ne` francese ne` algerina, bambina con modi mascolini e timidezza tipicamente femminile, aperta a esperienze e passioni omosessuali non in alternativa all`eterosessualita` ma nella ricerca di "un altro modo di amare". il tema delle identita`, quella perduta, quella non ancora ricostruita, quella desiderata, e` al centro della sua scrittura.
dopo "un tram a s.p.", indimenticabile viaggio nell`anima di un anziano, l`autore ci invita a esplorare il mondo degli adulti attraverso gli occhi di un bambino, tomas: con lui scopriamo cosa ci fa un aspirante guardalinee di rugby, nel cuore della notte, in un campo da golf, e il segreto per diventare intelligenti come un medico. come se non bastasse, ci vengono chiarite parecchie cose anche sulla vita sentimentale degli architetti e sul campionato europeo di falegnameria del 1927.
come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita? e questo il nodo affrontato da "gli anni", romanzo autobiografico e al contempo cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi, nodo sciolto in un canto indissolubile attraverso la fusione della voce individuale con il coro della storia. annie ernaux convoca la liberazione, l`algeria, la maternita`, de gaulle, il `68, l`emancipazione femminile, mitterrand; e ancora l`avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l`avvento di internet, l`undici settembre, la riscoperta del desiderio. scandita dalla descrizione di fotografie e pranzi dei giorni di festa, questa "autobiografia impersonale" immerge anche la nostra esistenza nel flusso di un`inedita pratica della memoria che, spronata da una lingua tersa e affilatissima, riesce nel prodigio di "salvare" la storia di generazioni coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo.
mario crono, vent`anni di lavoro in una biblioteca, va elaborando sistemi sempre piu` sofisticati per identificare i reprobi che deturpano i volumi con le loro sottolineature. la sua solerte attivita` di prevenzione e repressione produce gli effetti sperati, non fosse che rimane in circolazione il piu` astuto e pericoloso dei sottolineatori. lo aiuta nelle indagini un altro giovane bibliotecario, silvano biula. e` lui il narratore e lo storico di una vicenda che ne contiene molte altre, in un gioco imprevedibile di scatole cinesi, da cui continuano a balzare fuori personaggi, intrecci avventurosi, prostitute nigeriane in fuga, musicisti costretti a suonare "tutto il peggio della musica di questo secolo".
130 nuove ricette che contengono tutti gli elementi creativi e i sapori per cui ottolenghi e` tanto amato: un connubio di colori, profumi e atmosfere mediterranee per piatti all`insegna del minimo sforzo e massimo gusto! un volume colorato, ricco di splendide fotografie e organizzato in modo originale. le ricette infatti sono contrassegnate con un codice colore e una lettera che ne evidenzia le caratteristiche: s - superveloce; i - 10 ingredienti o meno; m - molto prima; p - presente in dispensa; l - libero... di fare anche altro; e - estremamente facile.
molti sono stati candidi senza saperlo. e molti continuano a credere di vivere nel migliore dei mondi possibili. anche se le ragioni per pensarlo sembrano sempre meno. con questo racconto morale voltaire ha sparato a zero contro l`ordine costituito, il fanatismo religioso, l`intolleranza e l`avidita` umana, perche` nel 1759 il mondo era un luogo . sotto molti aspetti, lo e` ancora. e sotto altri, lo e` ancora di piu`. candido e` un classico da leggere e da riscoprire. piu` moderno e sovversivo che mai, necessario come sempre. introduzione di italo calvino. postfazione di julian barnes.
una citta` di provincia, una casa in cima a una scalinata, una stanza al piano di sopra, dove c`e` un uomo, immobilizzato in un letto. ester studia poco, frequenta un gruppo di amici con cui passa tutto il tempo a fumare al baretto sul mare o a bere nelle cantine dei ragazzi delle case popolari. ester sembra libera e indipendente, bacia e sa farsi sfiorare, si concede e si ritrae, e sa scatenare il desiderio di un uomo piu` grande. invece, a un certo punto si perde, smarrendosi nel silenzio spesso di casa sua, nell`impossibilita` di comunicare con la madre se non attraverso frasi brevi e sprezzanti. affonda nell`incapacita` di nutrirsi, nel disperato sgomento di quella stanza di cui non si puo` parlare: li` dove c`e` il padre, da dieci anni muto, congelato tra la vita e la morte. "la stanza di sopra" e` il primo romanzo di rosella postorino: una cronaca dell`anatomia emotiva del distacco doloroso e incolmabile che separa l`infanzia dalla maturita`.
jonathan safran foer ci propone una riflessione sul cibo partendo dal ricordo personale di sua nonna, dalla forza che durante la guerra la spinse a rifiutare della carne di maiale che l`avrebbe tenuta in vita, perche` non era cibo kosher, e . il cibo per lei non era solo cibo, ma . una volta diventato padre, foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perche` nutrire un figlio e` ancora piu` importante che nutrire se stessi. cosi` nasce questo libro, frutto di un`indagine durata quasi tre anni, che e` insieme racconto, inchiesta e testimonianza e che invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali - e soprattutto nella nostra sensibilita` verso chi e` e - il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza battere ciglio le condizioni imposte dall`allevamento industriale e chi le mette in discussione.