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"non stiamo parlando dell`urgenza di inventare una prassi politica tale da nutrire un che incida sui gangli della nostra convivenza: stato e mercato in primo luogo?". attraversato dal filo rosso di questa domanda, il lavoro di fistetti ripercorre, dapprima, le tappe della crisi politica e teorica del marxismo in italia, per approdare, poi, alla proposta di un nuovo paradigma per la sinistra italiana e europea.

"nietzsche ci invita, anzi ci impone o meglio pone come condizione del seguirlo il seguire noi stessi; nessuno che, seguendo altri, si trattasse pure di nietzsche, non segua se stesso, puo` sostenere di seguire nietzsche, chi segue "fedelmente" se stesso incontra nietzsche sul proprio cammino." (dall`introduzione dell`autore)

"le donne di rimbaud" affronta un tema solitamente lasciato in ombra dalle numerose biografie del poeta: quello del suo rapporto col sesso femminile, rapporto spesso negato alla luce della sua omosessualita`. infatti ne` le donne, ne` l`inclinazione affettiva verso di esse sono mancate nella vita e nella psicologia di rimbaud, secondo quanto piu` volte testimoniato dalla sua stessa poesia: a partire dalle probabili infatuazioni della prima adolescenza, passando per il rapporto con l`etiope mariam, per finire con la donna "suora di carita`", come egli stesso gia` l`aveva immaginata nella sua precoce produzione poetica e quale sara` infine per lui impersonata, fin sul suo letto di morte, dalla sorella isabelle.

il saggio introduttivo affronta tre momenti particolarmente significativi della vita e dell`azione spinelliana: la genesi del manifesto di ventotene; il contributo al negoziato della comunita` europea di difesa e della comunita` politica; il trattato-costituzione approvato dal parlamento europeo del 1984. attraverso il filo rosso dell`opera e dell`azione spinelliana, il libro esamina e illustra le tre scuole del pensiero europeo: quella federalista di spinelli, quella funzionalista di monnet e quella interrogativa di de gaulle. dal loro confronto emerge il complesso percorso dell`integrazione europea, un percorso che procede per squilibri dinamici e in cui le tre forme, al tempo stesso, si combattono e si contaminano. prefazione di tommaso padoa-schioppa.

sono riflessioni sui rapporti tra istituzioni politiche e produzione culturale, dove l`america e` ritratta come il paese in cui per la prima volta si rea lizza una liberta` autentica su cui si fondera` una letteratura del tutto nuova, fatta da uomini liberi per uomini liberi. una lezione che e` la stessa natura a impartire all`uomo e che il nuovo mondo applica alla politica e alla sua volonta` di progresso. vengono qui riuniti due saggi apparsi separatamente nel 1867 e nel 1868 sulla rivista "galaxy" dalle cui pagine l`autore lancio` queste osservazioni sul futuro americano non "da studioso di scienze politiche, quanto piuttosto come frutto di un vagabondaggio fra la gente, attraverso i vari stati dell`unione, in questi anni frementi di guerra e di pace".

tema e sfondo di questa raccolta di racconti brevi e` il mondo editoriale. le figure canoniche, i ruoli codificati per eccellenza di questo brulicante universo che sembra ruotare unicamente intorno alla propria orbita, vengono sezionati con spietata impassibilita`. l`esordiente, il libraio, l`editore, la traduttrice improvvisata, il filologo, il critico stroncatore, l`autore "maledetto", i premi letterari, l`ufficio stampa, tutto viene visto attraverso l`humour di chi, pur consapevole di appartenere a quell`ambiente, non rinuncia a posarvi uno sguardo distaccato e ironico, talvolta amaro fino allo struggimento.

nei primi mesi del 1972 nicole ste`phane, che possedeva i diritti cinematografici di "alla ricerca del tempo perduto", chiede al regista joseph losey se gli sarebbe piaciuto lavorare ad una versione cinematografica del libro. e losey ne propone la sceneggiatura ad harold pinter, gia` suo stretto collaboratore per "il servo", "l`incidente" e "messaggero d`amore". dopo aver letto la "recherche", nell`estate del 1972 pinter compie numerosi viaggi in francia: a illiers, a cabourg, a parigi, per "impregnarsi" dei luoghi proustiani. in novembre la sceneggiatura e` terminata e, dopo ulteriori tagli e limature, agli inizi del 1973 la versione rivista e` pronta e definitiva.

L'anima buona di Sezuan, è un'opera teatrale del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht.
Scritta a cavallo tra il 1938 ed il 1940, venne inscenata per la prima volta nel 1943 a Zurigo per la regia di Leonard Steckel. L'opera contiene, oltre a numerosi intermezzi, anche delle canzoni la cui musica è stata originariamente composta da Paul Dessau. È considerata una dei capolavori del teatro epico.

una traduzione, con testo a fronte, della "cronaca drammatica" che inauguro` la stagione "epica" del teatro brechtiano. una sofferta meditazione sul tragico fallimento di una vivandiera, povera diavola che s`illude di trarre profitto dalla guerra dei trent`anni. con un`introduzione di luigi forte.

. erri de luca. vorrei che tutti potessero ascoltare il canto delle coturnici al sorgere del sole, vedere i caprioli sui pascoli in primavera, i larici arrossati dall`autunno sui cigli delle rocce, il guizzare dei pesci tra le acque chiare dei torrenti e le api raccogliere il nettare dai ciliegi in fiore. in questi racconti scrivo di luoghi paesani, di ambienti naturali ancora vivibili, di quei meravigliosi insetti sociali che sono le api, ma anche di lavori antichi che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo. almeno qui, nel mondo occidentale. nella prima parte leggerete ricordi di tempi assai tristi, quando da giovani, ci trovammo coinvolti in quella che dalla storia viene definita . leggendo piu avanti troverete anche storie di animali selvatici e di uomini che vivevano e qualcuno ancora vive in un ambiente sempre piu difficile da conservare. i miei brevi racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purche` si abbia desiderio di vita, volonta` di camminare e pazienza di osservare. mario rigoni stern cronologia della vita e delle opere a cura di giuseppe mendicino.

tra i meriti principali della critica inglese c`e` sempre stato quello di saper collocare l`esperienza letteraria nel contesto delle situazioni sociali, di costume e culturali in senso lato. l`autore di questa vasta storia della letteratura inglese dalle origini ai nostri giorni, e` senza dubbio tra i piu` autorevoli studiosi ad aver applicato questo metodo con coerenza. i risultati dell`indagine sono esposti in uno stile chiaro, piacevole e vivace.

traducendo alcuni "moralia" e alcuni libri di "detti memorabili" carlo carena, in questo suo ultimo lavoro che viene pubblicato purtroppo postumo, ha messo a punto un volume che rappresenta la summa dei pensieri di plutarco sul tema della politica. sia dal punto di vista delle qualita` morali necessarie agli uomini politici, sia da quello degli ordinamenti legislativi. plutarco sprona gli intellettuali () ad occuparsi di politica, a consigliare re, principi e legislatori. ma non per interesse personale e nemmeno per ambizione, bensi` perche` e` un loro dovere mettere al servizio della collettivita` il proprio sapere e la propria saggezza. la virtu` e il disinteresse devono essere il punto fermo di ogni approccio alla cosa pubblica. sulle forme di governo plutarco e` abbastanza eclettico: in cuor suo - lo afferma chiaramente - ritiene che la monarchia sia il sistema migliore, ma il suo buon senso gli fa anche dire che il sistema migliore e` quello in cui operino i politici migliori. cioe`: meglio una democrazia o un`oligarchia gestita da uomini capaci che una monarchia con un re incompetente o vanaglorioso. e viceversa. come sempre un plutarco non dogmatico sulle teorie, ma fermo sui principi di moralita`, nelle vite private e tanto piu` nella politica.

da collocarsi con ogni probabilita` tra le opere tarde dell`autore, il testo sulla provvidenza, costituito di soli sei capitoli, fu forse lasciato incompiuto. il libro e` dedicato a un tema di riflessione tra i piu` antichi e profondi del pensiero umano, il motivo cioe` per cui, pur esistendo una provvidenza divina, agli uomini toccano infelicita` e sciagure. l`argomentazione di seneca, di stretta ortodossia stoica, distingue tra sofferenze fisiche e psichiche, che rappresentano solo inconvenienti o avversita`, e male morale, che e` per definizione estraneo all`uomo retto. dunque all`uomo e` data la facolta` di sopportare le circostanze negative, provando la capacita` del saggio di innalzarsi fino alla divinita`.

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