"aprendo nuove vie alla creazione artistica, la scoperta delle arti primitive esercito` un`influenza indubbia sul cammino delle idee. e il clima di favore creato dagli artisti all`inizio del ventesimo secolo ad aver reso possibile lo studio delle forme di sensibilita` proprie alle arti dell`africa nera. ormai tali produzioni non vanno piu` considerate alla stregua di mere curiosita` o di esotismi, bensi` con lo stesso rigore di quando penetriamo nel mondo della statuaria egizia o di quella della grecia antica. il fatto stesso che l`arte negra ai nostri giorni rientri, allo stesso titolo delle arti consacrate, nel dominio universale della cultura - dove tanta millenaria saggezza e tanta bellezza compongono il tesoro che costituisce l`eredita` dell`uomo d`oggi - non e` forse il segno che l`ideologia moderna, almeno nella sua avanguardia, e` ormai pronta ad accogliere la liberazione dei popoli neri come una necessita` ineluttabile?".
il volume, nella prima parte, mette in evidenza le origini della pedagogia fenomenologica e il suo successivo sviluppo in italia (dal 1958 al 1988) e rivisita tutti i volumi della collana utilizzando un punto di vista insieme unitario e differenziato. le altre tre parti selezionano invece saggi di bertolini scritti dopo il 1988, contributi che entrano nel merito di alcune istanze esistenziali nei cui confronti la pedagogia fenomenologica e` in grado di proporre interpretazioni e indicare orientamenti operativi; riflessioni sulla ricchezza del dialogo con orientamenti teoretici diversi.
pur mantenendo la divisione tradizionale tra storia moderna e contemporanea, segnata dalla cesura del 1815, questo manuale si presenta profondamente innovativo sotto diversi aspetti. non e` una storia esclusivamente italiana o europea, e` una storia narrata, caratterizzata da uno sforzo squisitamente letterario.
anche per chi abbia familiarita` col suo universo visivo - disseminato di figure, paesaggi, oggetti, e disegni dentro disegni dentro disegni - lo sguardo di tullio pericoli non e` facile da ricostruire. almeno fino a quando non si coglie un dato essenziale e singolarissimo, e cioe` che a guidare quello sguardo non e` soltanto l`occhio, ma un organo piu` irrequieto e nervoso, che si lascia dirigere solo fino a un certo punto, e da li` in poi asseconda, prima di tutto, i propri imprevedibili talenti: la mano. in questa conversazione con domenico rosa, pericoli ne parla per la prima volta apertamente, con il gusto e spesso la sorpresa di scoprire via via, insieme a chi ascolta e poi a chi legge, i meccanismi e gli incantesimi del proprio lavoro: sciogliendone vari enigmi, e avvicinandoci, nel modo piu` attraente, a quella singolare "sapienza" che e` nella mano.
un impero e` una formazione politico-territoriale che si assegna lo scopo di allargare incessantemente la propria frontiera, di assoggettare (per conquista diretta o per controllo indiretto) il resto del mondo, fino a far coincidere la propria estensione con quella dell`ecumene tutto. la sua `missione` e` un progetto ideale che si fonda su una teoria politica (quando non teologica) e si articola in principi ideali. questi variano nel tempo, oscillando soprattutto tra il fondamento religioso e quello civile. mario liverani, uno dei maggiori studiosi del vicino oriente antico, rivoluziona la storia dell`antica assiria, mostrando come qui siano emersi per la prima volta alcuni dei tratti caratteristici comuni a tutti gli imperi comparsi nella storia del mondo. da roma a bisanzio, dall`impero britannico all`egemonia usa: il dominio con ogni mezzo disponibile per ricavarne vantaggi, la colpevolizzazione del nemico, l`attribuzione di una valenza universale alla propria missione hanno sempre accompagnato la vita di ogni impero.
con "il secondo sesso", simone de beauvoir affranca la donna dallo status di minore che la obbliga a essere l`altro dall`uomo, senza avere a sua volta il diritto ne` l`opportunita` di costruirsi come altra. con veemenza da polemista di razza, simone de beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna - sposa, madre, prostituta, vecchia - e i relativi attributi - narcisista, innamorata, mistica. approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme inde`pendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche liberta` di costume, ma che attraverso il lavoro, l`indipendenza economica e la possibilita` di autorealizzazione che ne deriva - sino alla liberazione del suo peculiare "genio artistico", zittito dalla storia - riuscira` a chiudere l`eterno ciclo del vassallaggio e della subalternita` al sesso maschile. l`avvenire, allora, sara` aperto. con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell`argomentazione attraverso un`originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, simone de beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l`alienazione sessuale, economica e politica. provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarieta` collettiva. prefazione di julia kristeva. postfazione di liliana rampello.
wittgenstein e` stato un ammiratore di freud, ma questo non deve sorprendere, se si pensa che freud possedeva piu` di ogni altro una qualita` che wittgenstein riteneva fondamentale in filosofia, la capacita` di proporre analogie nuove e illuminanti per la comprensione di fatti che sono nello stesso tempo familiari ed enigmatici. il lavoro di freud, per lui, consiste anzitutto nel proporre eccellenti analogie, come per esempio quella tra un sogno e un rebus. egli ci fornisce una "rappresentazione di fatti" a cui nessuno aveva pensato prima di lui. freud ha torto nell`esprimersi "come se avesse scoperto che nella mente umana vi sono desideri e atti inconsci"; il che e` del tutto errato, secondo wittgenstein.