
ordinato cronologicamente e suddiviso secondo le tipologie operative entro l`ampissima attivita` creativa di lucio fontana (rosario de santa fe`, 1899 varese, 1968), il catalogo ragionato generale di sculture, dipinti, ambientazioni propone, in un rigoroso profilo storico-critico, l`intero corpus di opere dell`artista "dei due mondi", considerato fra i massimi protagonisti dell`avanguardia artistica mondiale del xx secolo per l`alto livello d`intensita` della ricerca e la straordinaria qualita` di risultati. esponente significativo, come scultore, di una nuova generazione espressionista europea che si opponeva negli anni trenta al "novecento", fontana fra gli anni quaranta e cinquanta fu scultore, ma soprattutto pittore e autore di "opere ambiente", protagonista dello spazialismo in ambito "informale" e poi, negli anni sessanta, punto di riferimento di nuove ricerche pittoriche e plastiche. frutto del monumentale lavoro di archiviazione e di documentazione d`autenticita` svolto dalla fondazione lucio fontana, il catalogo ragionato generale ripercorre oltre quattro decenni di attivita` creativa caratterizzata dall`intuizione dell`intrinseco dinamismo dell`immagine della vita contemporanea, fra materia, luce, spazio.







dal mart, il museo d`arte moderna e contemporanea di trento e rovereto, al castello di rivoli museo d`arte contemporanea, dal centro per l`arte contemporanea luigi pecci di prato alla galleria d`arte moderna e contemporanea di torino, dal palazzo delle papesse a siena alla galleria nazionale d`arte moderna a roma al palazzo delle arti napoli: il libro e` una guida dedicata ai musei dell`associazione musei d`arte contemporanea italiani. questo volume si propone di presentare le diverse realta` di un panorama museale complesso e variegato, che costituisce una nuova ricchezza del patrimonio artistico di un paese come il nostro, che ha imparato a promuovere l`arte del presente con coraggio e consapevolezza.

critico e cine`phile ancor prima che cineasta, franqois truffaut ha scritto e parlato di cinema per tutto l`arco della sua esistenza, sia attraverso saggi e articoli, sia nei suoi numerosi, fecondi rapporti con la stampa. fra il 1959 e il 1984, ad esempio, oltre trecento interviste sono apparse sulla stampa francese e anglosassone. e questo sterminato corpus che anne gillain ha qui riunito e ordinato. presentati in ordine cronologico, i testi parlano di cinema sotto le piu` diverse angolazioni: truffaut vi traccia te tappe della sua formazione, vi enuncia la sua estetica, vi dibatte questioni tecniche e formali, vi analizza colleghi e maestri del cinema mondiale, in un continuo intrecciarsi di elementi autobiografici e di penetranti notazioni critiche.









la poesia di giancarlo arsieni, elegante e dai toni sensuali, nasce da momenti di intensa commozione e riesce a trasmettere, con grande spontaneita`, un messaggio che dietro una patina triste e amara e` portatore di elevati valori morali e ideali. completano il libro emozioni e pensieri sulla vita che ogni giorno ci supera lasciandoci sogni, il piu` delle volte divenuti cenere.

cristianesimo come religione dell`amore. l`identificazione e` immediata, ma spesso rischia di trasmettere un`immagine edulcorata della fede cristiana, che invece ha a che fare, in modo speciale, anche con la violenza e il male. il priore di bose affronta a viso aperto questo tema leggendo i ?salmi imprecatori`, testi biblici di solito poco frequentati proprio perche` ricchi di immagini di violenza che disturbano la nostra sensibilita` e ci mettono a disagio. una violenza che viene portata davanti a dio come grido di dolore, invocazione di una liberazione, ma anche invettiva. perfino nella preghiera, il grido delle vittime innocenti di fronte al male dilagante e impunito arriva a mettere in questione la stessa bonta` di dio, la sua vicinanza, la sua capacita` di giustizia. l`esperienza del male appartiene ineludibilmente alla vita. la bibbia lo sa bene, e ne parla senza filtri o eufemismi, senza paura di dar voce a tutto l`uomo. e di dargli un senso e una speranza.





rosa maria corti ci offre una sequenza di storie e favole d`altri tempi, suggestioni e immagini, spaccati di costume e di antiche tradizioni popolari ormai quasi scomparse. da ogni vicenda narrata traspare il vivo desiderio di far rivivere stati d`animo e momenti che hanno segnato in modo indelebile l`esistenza di chi ha avuto l`avventura di vivere nel meraviglioso territorio che si distende ai piedi del generoso. la montagna soprattutto, una montagna "generosa" con chi sa percorrerne i fianchi con rispetto e amore. fiori, erbe officinali, funghi, mirtilli ed anche cacciagione, un tempo unica alternativa alla dieta della povera gente fatta solo di polenta e formaggio, tutto cio` offriva ed ancora offre oggi il monte generoso. non manca la poesia dei sentieri illuminati dalla luna che provvidenzialmente rendeva piu` sicuri i passi di chi, per sfuggire a una vita grama, era costretto a viverne una "di sfroso".

eta` di lettura: da 12 anni.


"furono le partite di calcio a farci incontrare. ermanno era il medico del varese, stava in panchina con l`allenatore e il massaggiatore e si godeva da un osservatorio privilegiato gli anni del miracolo biancorosso, quelli in cui le grandi pagavano dazio alla provinciale terribile venendo a giocare al "franco ossola". io andavo a sedermi in tribuna e dopo il fischio di chiusura scendevo negli spogliatoi a coltivare, con le chiacchiere del dopo partita, una passione per il calcio che in quelle stagioni indimenticabili eguaglio` il tifo storico della citta` per la pallacanestro. ma, svago domenicale a parte, non c`e` dubbio che fosse il "suo" pronto soccorso il palcoscenico naturale di ermanno montoli. lo presidiava con l`autorevolezza del capo, con la devozione del missionario, con l`efficienza di un giapponese mescolata alla praticita` di un varesino. si deve alle sue qualita` professionali e alle sue virtu` umane lo sviluppo di un reparto modello cui aveva dato forte contributo una donazione della famiglia bassani. ermanno comincio` a pensare a questo diario una sera d`inverno al palace hotel."

sono passati piu` di sessant`anni anni da quando, nel 1953, arnaldo pomodoro fece il suo primo viaggio a milano, da pesaro dove viveva. la ragione di quel viaggio fu la mostra di picasso a palazzo reale, quella in cui l`artista, al vertice della sua fortuna, non solo volle esporre il monumentale guernica nella sala delle cariatidi ancora devastata dagli spezzoni incendiari, ma suggeri` agli amministratori della citta` di non restaurarla mai, perche` restasse a perenne memoria della follia di tutte le guerre. fu allora che pomodoro decise che avrebbe lasciato pesaro per milano. l`avrebbe lasciata l`anno successivo e, pur fra mille viaggi nel mondo, a milano avrebbe piantato le radici. ora, allo scoccare dei suoi 90 anni, la sala delle cariatidi accoglie una sua mostra personale, pensata come un percorso attraverso sessant`anni anni di lavoro, condensati nella trentina di sculture che rappresentano i capisaldi della sua opera: i "numeri uno" di ognuno dei filoni di ricerca che avrebbe esplorato nel tempo, dei numerosi sentieri che avrebbe battuto, reinventandone ogni volta i passi, ma restando sempre fedele al nucleo fondante del suo pensiero e della sua sensibilita` d`artista. ada masoero

perche` questo libro? per ritornare indietro, per assaporare il passato. oggi cio` che e` stato ha un significato diverso. le esperienze di allora confrontate con oggi danno quel sapore strano, inevitabile ma tutto improntato nel "ne valeva la pena?" valeva la pena soffrire... valevano la pena le incomprensioni... valeva la pena tutto cio` che e` servito come maturazione. una maturazione che ha portato a vivere le esperienze piu` disparate, esperienze che hanno fatto crescere. esperienze che hanno preparato a vivere situazioni "oltre", situazioni non comuni. esperienze post-mortem attraverso un percorso insolito ma privilegiato. un percorso dello spirito culminante in un atto di amore per la patria, la propria terra nella difesa della bellezza dei suoi monumenti, nell`incontro con gli italiani doc che vogliono fare un atto di amore per se stessi, per i propri figli per le proprie tradizioni.


sorgeva l`alba del 5 aprile 1453. tutto il territorio tra il mar di marmara e il corno d`oro era ricoperto da una moltitudine di fanti, cavalieri e marinai, vestiti nelle foggie piu` diverse, che si agitava al ritmo di trombe e tamburi. non vi era nulla di festoso in quello spettacolo. i cristiani piu` avveduti capirono che stava per iniziare la grande scorreria dei turchi in europa e in italia. al secondo canto del gallo del 29 maggio 1453, quell`immenso esercito guidato dal giovane maometto ii si mise in marcia, dando inizio alla guerra tra oriente e occidente. da quel momento tra i villaggi e le popolazioni dei balcani, dell`austria e dei territori orientali e costieri dell`italia risuono` sempre piu` spesso un grido che, se nelle diverse lingue e dialetti assumeva toni ed echi differenti, conservava tra i profughi stiriani, sloveni, ungheresi, carinziani, friulani, pugliesi o calabresi, un comune significato di terrore ed il costante timore per un futuro di dolore e schiavitu`: "mamma li turchi".

tutto cio che riguarda il passato ha un valore e anche la storia del titanic ha un proprio fascino pieno di simbolismi. questo libro cerca di spiegare la vicenda della celebre nave, fornendo indicazioni sul "linguaggio" che essa esprime. il pensiero dell`autore, tramite diverse parole chiave, vuol essere uno strumento per interpretare ma, soprattutto, per far rivivere una tragedia che e stata oggetto dell`attenzione di intere generazioni.




rarissimo e ormai introvabile volume stampato in edizione limitata, copia anastatica dell`originale conservato alla biblioteca ambrosiana di milano, grazie all`autorizzazione della stessa, per essere in tutto e per tutto una fedele riproduzione dell`originale.

dimmi che cioccolato mangi e ti diro` chi sei. che cioccolato vi piace? fondente o al latte? scegliete i cioccolatini nudi o quelli incartati? e quanto ai ripieni, li preferite duri o cremosi, e di che sapore? dopo aver mangiato un cioccolatino, cosa fate con la stagnola: la arrotolate, la lisciate, ne ricavate piccoli origami? queste preferenze possono rivelare insospettabili aspetti della vostra personalita`. probabilmente non avete mai pensato che la vostra attrazione per una forma, per un ripieno, e il modo in cui giocate con la stagnola, possono essere una spia del vostro io piu` segreto. in questo libro "senza precedenti" murray langham celebra il cioccolato, ne scopre le intriganti implicazioni, trasforma una scatola di cioccolatini in un divertente gioco di societa`, propone illuminanti interpretazioni psicologiche del nostro rapporto con il cibo degli dei, una metafora della vita.

cos`e` che in un film horror "funziona" veramente? come si costruisce la tensione? come si fa a impedire allo spettatore di staccare gli occhi dallo schermo, tenendo ben vivo in lui il sentimento della paura? introdotto da brian yuzna e arricchito da un`interessante storia sull`evoluzione del genere - e corredato inoltre dall`analisi della scaletta di un film attualmente in lavorazione -, "scrivere horror" risponde efficacemente e in modo puntuale alle domande e ai dubbi di ogni aspirante sceneggiatore del brivido. i temi fondamentali, le strategie narrative, gli elementi cardine della struttura di una sceneggiatura, la costruzione della trama, dei personaggi e del dialogo: attraverso il costante confronto con il cinema "classico", l`autore evidenzia le caratteristiche peculiari dell`horror e della sua scrittura, dando suggerimenti, svelando segreti e fornendo gli strumenti per mettere rapidamente in pratica le conoscenze acquisite.



Gremese Editore, 1986, IT. Volume monografico dedicato al celebre regista Francesco Rosi, protagonista, sempre tenendosi fedele a un denso nucleo tematico e a una cifra formale rigorosa, di diverse stagioni del cinema italiano: dal neorealismo agli anni della contestazione. Film come Salvatore Giuliano, Le Mani sulla città, Il caso Mattei, Cadaveri Eccellenti, Tre Fratelli costituiscono dei momenti essenziali nello sviluppo delle forme narrative e nell'evoluzione del rapporto intellettuali-società. In questo libro prezioso, la testimonianza viva e affascinante della sua carriera, la soria dei suoi film, le foto più belle e i suoi ricordi in un'intervista eesclusiva.
Gremese Editore, 1989, IT. Impegnato per oltre cinquant'anni nel campo dello spettacolo non solo come regista e sceneggiatore ma anche come attore e organizzatore teatrale, Elia Kazan può essere annoverato fra i massimi protagonisti del teatro e del cinem aamericani. Attraverso la filmografia ragionata di tutti i suoi film e l'analisi di alcune opere fondamentali, il volume curato da Edoardo Bruno affronta per la prima volta in forma sistematica la personalità complessa di un autentico protagonista della cultura americana attraverso i testi del regista, le analisi critiche e le fotografie dei suoi film.
il volume dedicato a felice casorati (1883-1963), propone una lettura della sua arte attraverso un taglio focalizzato sulla storia delle mostre internazionali alle quali ha partecipato in europa, stati uniti e sud america. ricostruisce la vicenda delle opere, del loro contesto di presentazione e di ricezione, delinea una cronologia della pittura e della ricerca dell`artista dai primi anni dieci sino agli anni cinquanta, ricostruendo le sue presenze alle biennali di venezia e, oltre confine, alle mostre del circuito del novecento italiano e del premio del carnegie institute di pittsburgh. il volume e` introdotto da quattro saggi che analizzano questa ricca e composita mappa espositiva. la maggior parte delle sessantacinque opere documentate appartengono alle collezioni di musei nazionali e internazionali. introdotte da singole schede storico-critiche, alcune di esse mancano da tempo dalle mostre italiane, altre sono inediti espositivi e rappresentano importanti tasselli per lo studio della vicenda artistica di questo maestro del novecento.
l`edizione e` cartonata e arricchita da nuove fotografie e aggiornamenti sulle recenti scoperte: il borgo romano e la cripta. il rigore della ricostruzione storico-artistica; il percorso dettagliato con cui paola viotto guida il visitatore lungo il viale delle cappelle, il borgo e il santuario; le immagini realizzate da franco restelli nelle diverse stagioni, tutto cio` spiega il fascino di questo libro. oltre alle bellezze paesaggistiche e architettoniche, alla maestosita` delle statue e degli affreschi, protagonisti assoluti del percorso fotografico sono i pellegrini, varesini e non, che ogni giorno da tre secoli compiono l`ascesa verso il santuario e l`antico borgo di santa maria del monte.