New York Blues. Chris Barnes, con una band in cui suona gente del calibro di Jimmy Vivino, Steve Guyger,Will Lee, Shawn Pelton e Bette Sussman, porta a termine un solido album di blues elettrico, come da tempo non sentivamo.
Tributo in chiave blues a Gary Moore. Con la partecipazione di Steve Lukather, Don Airey, Steve Morse, Glenn Hughes, Joe Lynn Turner, Doug Aldrich ed altri.
Jimmy Carpenter, blues man e sassofonista, esordisce come solista per l'etichetta di Mike Zito, la Gulf Coast Records. E, da amante del blues consolidato, Carpenter confeziona un disco di blues anomalo, dove cerca di d are un tocco decisamente personale alla sua rilettura della musica del diavolo. Soul Doctor conta, tra gli ospiti, il chitarrista Nick Schnebelen, proprio nel brano che dà il titolo al disco. The Bender Brass: Doug Woolverton alla tromba e Mark Earley al sax baritono ed anche Al Ek, all'armonica in Wrong Turn. Mike Zito stesso appare alla chitarra in Wild Streak.
Originario di Chicago, 30 anni compiuti da poco, Neal Francis arriva al suo disco d'esordio dopo un decennio passato in vari modi: prima come sideman in tour con il figlio di Muddy Waters, quindi come leader di una band, Funk The Heard. Ma ora, tornato mel pieno della sua forza espressiva, esordisce con un album di sano blues, molto black, anche funky in qualche momento, che si allinea tra le cose migliori dell'anno appena trascorso. Osannato dalla stampa d'oltreoceano, Neal Francis ha messo a punto un signor disco, in cui uno dose di solido R&B si mischia con fluenti brani blues ed atmosfere dense e molto metropolitane.
Edito nel 1992, questo raro album ci presenta il jazzista Henry Butler, qui convertito al blues, in un esercizio di stuile, per puristi. Un disco voce e piano, puro come l'acqua montana, in cui Butler rilegge brani come Down by The Riverside, That Lucky Old Sun, Jamaica Farewell, Blues After Midnight etc. Disco decisamente raro.
Molto considerato come produttore, ma anche session man, Colin LInden è una delle figure centrali della musica canadese. Grande amico di Bruce Cockburm, Linden ha anche una sua carriera come solista e di dischi a suo nome ne ha pubblicati già quattordici. Blow, al contrario di diverse sue opere del passato, è un disco di blues, puro e duro. Colin ha sempre amato il blues, ma è la prima volta che fa un disco dedicato alla musica del diavolo. D'atronde, in gioventù, aveva passato molto tempo a misurare questa sua passione andando a vedere concerti di gente come Howlin Wolf, Muddy Waters, Brownie McGhee & Sonny Terry, Son House ed altri.
2 C D. The studio recordings: 25 canzoni, in parte cantate, in parte strumentali.