Intuition, 2002. Copia nuova non sigillata.
The Great Lost Vocal Album. 24 registrazioni rare che riguardano il periodo beat del gruppo texano, 1964-1967. Ci sono anche tre rare apparizioni in TV del 1968. Beat and garage from Texas.
chef kumale` e` un gastronomo, uno scrittore, un antropologo appassionato e specializzato nei sapori del mondo. sfruttando la sua amplissima esperienza a contatto con le cucine del mondo chef kumale` affronta in questo libro diversi temi: il cibo come simbolo; la globalizzazione dei mercati e dei flussi migratori per capire il modo in cui cambiano gli stili di consumo alimentare degli italiani; l`esotizzazione del gusto, tra cucina etnica, fusion e world food; "la cucina come dio comanda": i precetti alimentari nelle religioni del vicino ed estremo oriente; il rito del cibo: il ciclo vitale della famiglia nelle diverse culture e nella cucina delle feste.
l`antipatia e il risentimento contro gli stati uniti hanno rappresentato una componente importante della cultura europea sin dai tempi della rivoluzione americana, molto prima che l`america diventasse quella che e` oggi. per secoli l`antiamericanismo e` stato un elemento cruciale, talvolta dominante, tra le e`lite europee. oggi, con la presidenza di george w. bush e la risposta americana agli attacchi terroristici dell`11 settembre, assistiamo ad un imponente aumento dell`ostilita` contro gli stati uniti da parte dei rappresentanti dell`opinione pubblica europea. e per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, il risentimento che le e`lite coltivano da tempo contro gli stati uniti si e` mescolato a sentimenti popolari dando origine ad una "tempesta perfetta" di natura politica e culturale.
maria ha superato da poco i quarant`anni, vive a napoli, lavora come insegnante in una scuola serale e un giorno, al sesto mese appena di gravidanza, partorisce una bambina che viene subito ricoverata in terapia intensiva neonatale. dietro l`oblo` dell`incubatrice maria osserva le ore passare su quel piccolo corpo come una sequenza di possibilita`. niente e` piu` come prima: si ritrova in un mondo strano di medicine, donne accoltellate, attese insensate sui divanetti della sala d`aspetto, la speranza di portare sua figlia fuori da li`. nei giorni si susseguono le mense con gli studenti di medicina, il dialogo muto con i macchinari e soprattutto il suo lavoro: una scuola serale dove camionisti faticano su dante e leopardi per conquistarsi la terza media. la circonda e la tiene in vita un mondo pericolante: quello napoletano, dove la tragedia quotidiana si intreccia con la farsa, un mondo in cui il degrado locale e` solo la lente d`ingrandimento di quello nazionale.
maurice e norman messer riconoscono un buon prodotto quando ne vedono uno. questa volta il prodotto in questione e` l`olocausto: maurice, un sedicente sopravvissuto alla shoah con una storia personale confezionata ad hoc, e norman, una vittima "per delega" in qualita` di membro della cosiddetta seconda generazione, decidono di imporlo sul mercato. intravisto il profitto dello shoah business i messer usano l`eredita` di 6 milioni di morti per indurre il senso di colpa e spillare denaro: il donatore generoso meritera` di vedere il suo nome inciso sul muro del museo, oppure potra` acquistare un`urna d`argento contenente autentiche ceneri umane. una satira cinica, allegra e scandalosa contro lo sfruttamento dell`olocausto e il gran circo del vittimismo autoconsolatorio attorno alla memoria di una grande tragedia.
l`individuale, il locale e il globale sono inestricabilmente intrecciati, ma non sempre si e` portati a stabilire connessioni tra le proprie vite individuali e i poteri piu` estesi che le configurano. cosi` passivita` e indifferenza contribuiscono ad alimentare lo sgomento collettivo che regna nel mondo. in un libro che mescola l`attualita`, l`analisi della societa` e la storia, paul ginsborg disegna il tracciato di una politica al futuro: che sappia scoprire e reinventare ideali riconoscendo gli stretti legami che intercorrono tra i valori universali e i comportamenti quotidiani.
un uomo, senza identita` e senza coscienza della storia, si immerge in un archivio condominiale vecchio di settant`anni e rimane catturato da quel formicolare di vite, quasi cercasse le radici e le ragioni di un`esistenza senza scopo. nella sua quotidianita` entrano come ventate le liti domestiche di un passato remoto, i drammi delle persone vicine ma anche i grandi drammi delle guerre di ieri e di oggi, storie che hanno composto il passato comune e che ora compongono le sue giornate.
a ravensbruck, campo di concentramento destinato, almeno ufficialmente, alla rieducazione delle prigioniere (testimoni di geova, zingare, antinaziste di vari paesi) e progressivamente divenuto campo di sterminio, morirono circa novantaduemila donne. lidia beccaria rolfi (sopravvissuta al campo) e anna maria bruzzone hanno raccolto le testimonianze di alcune prigioniere e le hanno proposte in questo libro.
a tangeri, tra gli anni `70 e `90, cinque uomini della media borghesia si ritrovano ogni mattina al caffe` per commentare gli avvenimenti del mondo. a dire il vero, parlano piu` dei loro piccoli problemi che di quello che succede nel mondo. hanno in comune il fatto di aver amato la stessa donna, zina, una delle ragazze piu` belle della citta`. ciascuno di loro l`ha ferita, ne ha offeso la dignita`, magari senza saperlo. ed ecco che vent`anni dopo zina torna sulla scena. e` sempre bella, ma nessuno la riconosce perche` si presenta sotto diversi aspetti e in diversi corpi, per sedurre e per distruggere.
un tempo, al termine di una giornata di scavo, gli archeologi redigevano "il giornale". anche questo libro e` un giornale di scavo, soprattutto meteforico: un`esplorazione della memoria, della vita, di se`. attraverso riflessioni, ricordi e lettere, carandini indaga il proprio passato, professionale e non, sia per prenderne maggiore coscienza, sia per formulare una domanda di assoluta attualita`: a che serve il dialogo con i morti, con quei morti cosi` lontani dal presente che sono l`oggetto degli studi archeologici?
il libro ricostruisce la storia della pastorella m`zouda: dalla tenera infanzia tra i berberi, il lavoro umile dei campi, il governo degli animali e della terra, via via fino al suo arrivo in francia e, piu` propriamente, a parigi. qui il contatto con il mondo cosmopolita esercita su di lei una forte attrazione. tutto cio` che la circonda stimola un mutamento e la presa di coscienza di una possibile sua affermazione. avviene una evoluzione intesa e determinata da una forte volonta`; la pastorella berbera si trasforma in una donna moderna ed aggressiva, inserita a suo agio nella cultura metropolitana occidentale; una donna che di sicuro non sa e non vuole tenere "gli occhi bassi".
Sud Africano, Mahlasela è forse il cantante più popolare del continente nero. Mischia folk e blues, musica popolare africana e canzoni di protesta. Dotato di una voce forte e di una musicalità coinvolgente, esce finalmente sul mercato americano, con questo disco. Distribuito dalla ATO di Dave Matthews l'album è un biglietto da visita molto interessante.
il volume e` una raccolta di saggi. in ognuno di questi saggi si tratta di opere che esplicitamente si riferiscono ad altre opere anteriori e che "parlano" dell`essere umano, si tratti dell`artista o del committente. ma qual`e` il messaggio che tali opere avevano per i loro contemporanei? per rispondere a questa domanda, lavin ingaggia una vera e propria caccia alla ricerca di quel "movente primo dell`arte: il contributo originale dell`artista".
se i filosofi e oratori della grecia classica sono cittadini della polis, e come tali rappresentanti per eccellenza delle virtu` democratiche, in epoca ellenistica gli intellettuali vengono effigiati come guide spirituali, a volte insieme ai loro allievi, cui insegnano come vivere lontano dai dolori e dalle passioni della vita pubblica. con un lavoro di analisi e raffronto all`interno di un materiale documentario ricco e variegato, l`autore intende offrire una ricostruzione dei contesti sociali, che mostra come i ritratti degli intellettuali, lungi dall`essere tentativi di riproduzione realistica di fisionomie celebri, siano rappresentativi degli universi culturali cui appartengono, riflettendone aspirazioni, ideali, sistemi di valori.
quando la pace dei boschi e` percorsa da un fremito improvviso di rabbia silvestre, e di notte le volpi sembrano mettere sotto assedio il villaggio, forse bisognerebbe credere a una premonizione. in quel villaggio svizzero che vive da sempre in armonia, tutti e mille gli abitanti si sentono scrittori. ma l`uomo che sta arrivando e` il diavolo in persona. le sue sembianze, neanche a dirlo, sono quelle di un editore. . la letteratura e` un affare molto serio per questo borgo svizzero stretto in una vallata quasi soffocata dalle montagne: si narra che goethe di ritorno dall`italia vi trascorse una notte per via di un guasto alla carrozza su cui stava viaggiando. addirittura tre locande, a lui intitolate, si contendono il vanto di averlo ospitato. inoltre, dal prete anzianissimo che redige le sue memorie alla ragazzina un po` sciocca autrice di filastrocche, passando per il borgomastro, tutti gli abitanti del paese si sentono scrittori e ambiscono a essere pubblicati. spediscono romanzi per posta e per posta ricevono i rifiuti dagli editori. c`e` poco da scommettere, quindi, sul talento di queste mille anime. finche` il diavolo fa il suo solenne ingresso in scena: . si professa grande editore e dice di voler aprire proprio li` una filiale della sua prestigiosa casa editrice. chi non e` disposto a un patto col diavolo pur di veder pubblicato il proprio romanzo? l`unico che sembra in grado di capire la pericolosita` della situazione e` padre cornelius, mandato dalla diocesi in aiuto del vecchio parroco. ma forse nasconde anche lui qualche ombra. paolo ma
"la parola e` una forma vivente, una vera e propria entita` unicellulare che non vive nel solo istante in cui viene pronunciata. la parola e` il principio primordiale della creazione." ma quanto contano le parole quando si fa impresa? le parole sono lo strumento piu` potente che abbiamo a disposizione per farci capire. e la narrazione d`impresa - se fatta bene - ha la capacita` straordinaria di ispirare, di emozionare, di trasmettere i nostri valori a pubblico, collaboratori e clienti. e anche di trovare nuove strade per ricominciare dopo una crisi. il linguaggio non e` un territorio neutro ma un territorio attraversato da innumerevoli conflitti e straordinarie possibilita` di pace: le parole non descrivono la realta`, spesso la creano. per oscar di montigny e oscar farinetti servono parole nuove, per un pubblico nuovo, nuovi mercati e nuovi risultati. in queste sei brevi lezioni arricchite da infografiche e numerosi esempi pratici di marketing, ci indicano le tecniche per impossessarsi di una narrazione piu` consapevole e piu` efficace per dar voce ai contenuti aziendali.
Copertina dedicata a John Fogerty, autore di uno dei dischi più belli di quest'anno. Interviste con Elvis Costello e Ben Harper. Approfodnimenti su Jerry Jeff Walker, Billy Joe Shaver, Chris Hillman, Joe Bonamassa. Novità: George Thorogood & The Destroyers, The Kinks, Eric Clapton, Drive-by Truckers, Sturgill Simpson, Paul McCartney, Garcia Peoples, Dirty Knobs ( Mike Campbell ), Dave Alvin, Joni Mitchell. Buscadero, da 40 anni sempre in edicola, senza alcuna sovvenzione.
Primo disco a carattere stagionale, per la band texana. Tra canzoni in stile folk, con riferimenti latini, messicani ed anche cubani, i Calexico si divertono a mischiare suoni e colori. E si fanno aiitare da musicisti come Gaby Moreno, Bombino, Gisela Joao, Nick Urata (Devotchka) e Camilo Lara. Digipack limited edition.
nella solitaria e selvaggia brughiera dello yorkshire, invidie, rancori e ossessioni trasformano la storia d`amore tra catherine e heathcliff in un gioco crudele e pericoloso, in una passione assoluta e divorante, destinata a non abbandonarli mai. neppure dopo la morte. a causa dei contenuti troppo forti, del carattere distruttivo del legame tra i due protagonisti e di una costruzione non lineare, "cime tempestose" dovette aspettare il novecento per essere riconosciuto come un capolavoro della letteratura mondiale. a noi lettori di oggi, smaliziati e consapevoli, non resta che continuare a godere di tutto il fascino ambiguo di quest`opera trasgressiva e asessuata: cosi` isolata dalla societa` ed estranea alle convenzioni del suo tempo da risultare, miracolosamente, eterna. con un saggio di virginia woolf.
i maschi e le femmine sono indiscutibilmente diversi sul piano biologico, ma la socializzazione accentua le differenze. prendiamo l`esempio della cucina. in generale, e` piu` probabile che siano le donne a sbrigare le faccende di casa: cucinare e pulire. ma qual e` il motivo? e perche` le donne nascono con il gene della cucina o perche` sono state educate a credere che cucinare sia un loro compito? il problema del genere e` che prescrive come dovremmo essere, invece di riconoscere come siamo. passiamo troppo tempo a insegnare alle ragazze a preoccuparsi di cosa pensano i ragazzi, a essere ambiziose ma non troppo, a puntare al successo ma non troppo, altrimenti saranno una minaccia per gli uomini. allo stesso tempo facciamo un grave torto ai maschi educandoli a aver paura della debolezza, della vulnerabilita`. spingendoli a credere di dover essere dei duri, li rendiamo fragili. in questo modo il genere ci inchioda a dei ruoli prefissati che spesso non ci rispecchiano. e se ci concentrassimo sulle capacita` e sugli interessi invece che sul genere? quanto saremmo piu` felici, quanto ci sentiremmo piu` liberi di essere chi siamo veramente?
il 22 aprile 1516 usciva a ferrara, presso l`editore giovanni mazocco, la prima edizione dell`"orlando furioso". ariosto coronava cosi` il lavoro di una dozzina d`anni, ma le cose non sarebbero finite li`. per il poeta inizio` subito un periodo di revisione del suo capolavoro che avrebbe portato all`edizione intermedia del 1521 e a quella definitiva del 1532. questo lavoro di riscrittura avrebbe indotto l`autore ad ampliare il poema portandolo da quaranta a quarantasei canti, a ristrutturare l`intreccio dei vari episodi, e soprattutto a cambiare profondamente la lingua adeguandola ai dettami ispirati alle "prose della volgar lingua" di pietro bembo, che nel frattempo si stavano imponendo fra i letterati italiani di ogni regione. dunque il "furioso" che tutti leggono normalmente e` scritto nel toscano letterario esemplato sui grandi trecentisti, quell`italiano che ha costituito la lingua letteraria dominante fino ai primi del novecento. il primo "furioso", invece, assemblava liberamente il toscano con molti latinismi, con il lessico del volgare padano, con svariati termini dell`espressivita` popolare. una lingua imperfetta ma molto creativa, quasi inventata ottava dopo ottava. l`edizione che qui proponiamo offre il testo del "furioso" originario con un ampio commento sugli elementi caratteristici di questa lingua, sottolineando tutti i passaggi piu` rilevanti che avverranno nell`edizione definitiva.
con i suoi versi d`elia disegna i luoghi della costa marchigiana rielaborati fra il ricordo, il sogno e la storia. e l`idea di un "canzoniere adriatico", anticipata ai tempi di "notte privata" ma mai compiutamente realizzata prima d`ora. e la parafrasi baudelairiana del titolo non e` un gioco gratuito, dato che l`aura della riviera adriatica, nella scrittura poetica di d`elia, tende allo spleen. la sonorita` delle rime fa invece pensare a una riscoperta di saba (anch`egli poeta adriatico) ma non alleggerisce la trama filosofica delle meditazioni, che sembrano in dialogo nel tempo con un altro marchigiano: giacomo leopardi. soprattutto nell`ultima parte del libro si addensano riflessioni in cui d`elia sembra un mistico laico, che non ha certo rinnegato le radici politiche e pasoliniane della sua poesia, ma che le ha arricchite con l`approfondimento della tradizione poetica italiana e con l`esperienza di vita.
e` ingenua, ma il suo sguardo sbilenco vede cio` che gli altri ignorano. e` vulnerabile, ma resiste alla ferocia del suo tempo. e` un personaggio letterario magnifico. la voce di redenta continuera` a risuonare a lungo, dopo che avrete chiuso l`ultima pagina. redenta e` nata a castrocaro il giorno del delitto matteotti. in paese si mormora che abbia la scarogna e che non arrivera` nemmeno alla festa di san rocco. invece per la festa lei e` ancora viva, mentre matteotti viene ritrovato morto. e` cosi` che comincia davvero il fascismo, e anche la vicenda di redenta, della sua famiglia, della sua gente. un mondo di radicale violenza - il ventennio, la guerra, la prevaricazione maschile - eppure di inesauribile fiducia nell`umano. sebbene bruno, l`adorato amico d`infanzia che le aveva promesso di sposarla, incurante della sua "gamba matta" dovuta alla polio, scompaia senza motivo, lei non smette di aspettarlo. e quando il gerarca vetro la sceglie come sposa, il sadismo che le infligge non riesce a spegnere in lei l`istinto di salvezza: degli altri, prima che di se`. la vita di redenta incrocia quella di iris, partigiana nella banda del leggendario comandante diaz. quale segreto nasconde iris? intenso, coraggioso, "i giorni di vetro" e` il romanzo della nostra fragilita` e della nostra ostinata speranza di fronte allo scandalo della storia.
quello tra antonietta pastore e il giappone e un rapporto di lunghissima data, dal primo viaggio, nel 1974, fino a oggi. in queste pagine lievi eppure ricche di aneddoti istruttivi, con voce partecipe, ironica e generosa, antonietta pastore ripercorre la sua appassionante scoperta di un paese ignoto e lontano, conducendoci dentro le case dei giapponesi, oltre il gradino del "genkan" che segna la soglia dell?intimita domestica. e un giappone inatteso, meno formale e ordinato di come lo immaginiamo di solito, in cui tradizione e modernita convivono in un equilibrio mobile e umanissimo. conoscere veramente un posto, soprattutto quando si tratta di un paese per noi esotico e lontano come il giappone, e il frutto di un processo lento, articolato, non sempre lineare. questo ci dice antonietta pastore fin dai titoli delle tre parti in cui e diviso il libro - scoprire, comprendere, ritrovare -, che corrispondono a tre diversi momenti della sua vita: il primo viaggio in giappone, per la luna di miele; i sedici anni trascorsi li; e poi l?ultimo dei tanti viaggi compiuti per rivedere gli amici, nella primavera del 2024. in tutto, un arco temporale di mezzo secolo. non sono molte le persone che possono vantare una conoscenza tanto approfondita del giappone, eppure nel tracciare questo squisito affresco della vita quotidiana dei giapponesi, nel descrivere case, oggetti, usanze e spiegarne l?origine, antonietta pastore sceglie di raccontare la propria conoscenza nel suo farsi, mostrando scherzosa dubbi e inciampi, entusiasmi, gaffe e adattamenti. siamo al suo fianco quando spia il comportamento del marito per capire se puo scartare subito un regalo di nozze; arrossiamo con lei nello scoprire che non avrebbe dovuto svuotare la vasca dopo essersi fatta il bagno per prima; comprendiamo la sua scelta di portare il kimono solo in casa, come vestaglia, e di chiuderlo come le pare, in barba alle regole tradizionali. il grande vantaggio di una frequentazione tanto lunga e la possibilita
questo libro restituisce, nell`integrita del suo sviluppo, un pensiero politico inseparabile da un agire nel mondo, in altre parole l`opera-vita di antonio gramsci. antonio gramsci (1891-1937) resta uno dei principali classici del marxismo, e uno dei piu citati. questo volume affronta le differenti fasi della sua azione e del suo pensiero e illumina le relazioni con i grandi avvenimenti del suo tempo: la rivoluzione russa, le prese di posizione dell`internazionale comunista, la conquista del potere da parte del fascismo, la situazione europea e mondiale tra le due guerre. analizzando in dettaglio la corrispondenza, gli articoli militanti e poi i "quaderni del carcere", questa biografia intellettuale rende inoltre conto dei processi di elaborazione della riflessione politica e filosofica gramsciana, sottolineandone i leitmotiv e restituendo "il ritmo del pensiero" nel suo divenire. nel corso della scrittura dei "quaderni", gramsci comprende che "la filosofia della praxis" necessita di nuovi strumenti teorici e li inventa: "egemonia", "guerra di posizione", "rivoluzione passiva", "classi subalterne" e cosi via. concetti che si rivelano utili ancora oggi per pensare il nostro "mondo grande e terribile".
I brani del compositore newyorkese cantati da Mel Tormé, Ella Fitzgerald, Nat King Cole, Bing Crosby, Louis Armstrong e molti altri.
"Live" In Concert
