Fairy Oak e` un villaggio magico e antico, nascosto fra le pieghe di un tempo immortale. a volerlo cercare, bisognerebbe viaggiare fra gli altopiani scozzesi e le scogliere normanne, in una valle fiorita della bretagna, fra i verdi prati irlandesi e le baie dell`oceano. Il villaggio e` abitato da creature magiche ed esseri umani, ma e` difficile distinguere gli uni dagli altri. infatti, fate, maghi, streghe e cittadini comuni abitano quelle case di pietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa piu` caso alle reciproche stranezze. e dopo tanto tempo, tutti si somigliano un po`! a parte le fate, che sono molto, molto piccole e luminose... E volano! i maghi e le streghe della valle le chiamano per badare ai piccoli del villaggio.
frank ha diciannove anni ed e` figlio dell`attraente tenutaria di una casa di appuntamenti in una citta` del nord durante l`occupazione nazista. freddo, scostante, insolente, solitario, frank vuole in segreto una cosa sola: iniziarsi alla vita. e crede che il modo migliore per farlo sia uccidere qualcuno senza ragione. con sbalorditiva sicurezza, simenon entra nella testa di questo personaggio al limite fra l`abiezione e una paradossale innocenza e intorno a lui fa vivere, fino a dargli una presenza allucinatoria, il mondo della neve sporca, la sordida scena di una citta` dove tutto e` tradimento, rancore, doppio gioco. in occasione del suo centenario la mondadori ripropone in tiratura limitata una scelta di opere che hanno segnato la storia della collana "medusa", riprendendone l`originale veste grafica ed editoriale.
somma voce poetica della lirica italiana - e non solo - nel novecento, eugenio montale e` stato anche un prosatore raffinato ed elegante. in questo volume sono raccolti i suoi scritti narrativi, quelli che egli stesso chiamava i libri di "fantasia e d`invenzione", dai quali emerge l`immagine di un montale viaggiatore, elzevirista e ritrattista, osservatore sempre acuto e curioso della realta` che lo circondava. le "prose narrative" ci permettono quindi di cogliere un aspetto meno noto del grande scrittore, componendo di lui un`immagine piu` sfaccettata e completa e conoscendo meglio il suo mondo. il volume contiene anche un saggio di cesare segre e uno scritto di emilio cecchi.
il romanzo, scritto nel 1926 a parigi, segna la rottura dell`autore con sherwood anderson, uno degli scrittori che piu` influenzarono la sua formazione propugnando la ribellione alle regole strutturali della narrativa americana. ma mentre anderson non era riuscito, distrutte le regole, a costruire nelle sue opere alcun disegno coerente, hemingway seppe trovare una nuova tecnica formale. e in questa feroce satira riecheggia grottescamente tutti i piu` tipici motivi andersoniani.
il falso risponde anche ad un bisogno intellettuale e pratico: mira a colmare un vuoto, a completare quanto la tradizione avara o l`ingiuria del tempo ci hanno sottratto. il falso e` percio` anche il sogno, e talvolta l`obiettivo, di piu` di un filologo di genio. il falso lo si crea per innumerevoli ragioni: il guadagno e` solo una di esse, e forse la meno importante. in realta`, il falso e` innanzi tutto opera d`arte: jakob burckhardt lo spiego` in una memorabile lezione, or sono moltissimi anni. e addito` in costantino simonidis (1820-1890) un esempio memorabile di falsario grande e non necessariamente venale. simonidis, l`autore ormai acclarato del cosiddetto `papiro di artemidoro`, fu, per i suoi contemporanei, un "enigma", un pericolo, un mito. "enigma" lo defini` alexander von humboldt, il maestro della geografia ottocentesca. ma un pericolo egli fu per tutti: dall`accademia delle scienze di berlino, da lui beffata, alla british library, cui vendette pezzi buoni e pezzi falsi che ancora oggi ci inquietano. questo libro, che tra l`altro svela l`incompleta analisi degli inchiostri, mostra, conclusivamente, perche` il cosiddetto artemidoro, inverosimile papiro geografico misteriosamente affiorato in europa trent`anni or sono e pregevole prodotto di una mente moderna, non puo` che essere opera sua.
non c`e` pace per l`ispettore di new scotland yard thomas lynley. che, reduce dalla difficile indagine condotta in italia, si trova a scavare tra i segreti, i risentimenti e i rimorsi di una famiglia segnata da un lutto terribile: un suicidio che, ogni giorno di piu`, rivela risvolti agghiaccianti. costringendo lynley ad affrontare i suoi stessi, dolorosissimi fantasmi, in quello che si annuncia come il caso piu` complesso della sua carriera. la vita non sorride nemmeno al suo storico braccio destro, barbara havers, che attraversa una profonda crisi personale e profossionale. sperando di aiutarla a ritrovare la sicurezza e lo smalto di un tempo, lynley accetta di affidarle un caso che barbara stessa si e` trovata tra le mani: la morte in circostanze sospette di una scrittrice nota per le sue posizioni a favore del femminismo. per risolvere l`enigma, barbara parte per il dorset, dove, dietro una facciata incantevole di villaggi pittoreschi, distese di colline erbose e scogliere bianche a picco sul mare, scopre un mondo di tradimenti, incontri clandestini e amori trasformati in gabbie da cui e` impossibile fuggire ...
i fantasmagorici rituali - di iniziazione - dei promotori di startup, riuniti in conclave a londra. i saturnali, al mugello, di una delle ultime divinita` disponibili in italia, valentino rossi. il matrimonio fra i rampolli di due miliardari indiani - per tacer dell`elefante - nel cuore della puglia. l`incontro, a new york, con un sopravvissuto alla sua stessa leggenda, frank serpico. il paradiso - o l`inferno - artificiale nella sua versione piu` aggiornata, il poker online. non importa da quale ingresso daniele rielli decide di entrare nel diorama ibrido e surreale che chiamiamo contemporaneita`. importa come ne racconta, ogni volta, un angolo diverso. e quanto, ogni volta, riesca a farci ridere.
. andrea camilleri offre una versione di caino lontana da quella consueta. e forse un caino inventore della scelta, che va oltre il pentimento prendendo consapevolezza che . come il precedente "conversazione su tiresia" anche questo monologo avrebbe dovuto essere interpretato da camilleri a teatro. l`appuntamento era per il 15 luglio 2019 alle terme di caracalla. ma il grande scrittore e` uscito di scena troppo presto.
richard rolle di hampole (circa 1305-1349), walter hilton e lo sconosciuto autore della nube della non conoscenza sono i maggiori scrittori di mistica del trecento inglese. studente a oxford, il primo e divenuto famoso come eremita: commentatore della scrittura e del salterio, poeta religioso, autore dei trattati mistici incendium amoris - poi da lui stesso tradotto in volgare come fire of love, l?opera che lo rese popolare - e melos amoris, il canto d?amore che la fondazione valla presenta qui per la prima volta al pubblico italiano. "melos": sin dall?inizio il canto possiede una musica interiore e dolcissima che rapisce e conquista: liquide loquor, scrive rolle, e proseguendo sui tasti dell?allitterazione: non timeo temptantes, nam tales in turbine trucidabuntur. silere non scio: sic charitas me cogit, ut cuncti cognoscant quia capax consisto cantabilis clamoris et sonum suscipio celicum insignem. il traduttore deve compiere salti doppiamente mortali per rendere questo latino in un italiano che tenti di mantenere le qualita tonali dell?originale, ma sia allo stesso tempo comprensibile: "uso un linguaggio limpido. non temo quelli che mi mettono alla prova, poiche tali persone saranno travolte dal turbine della tempesta. non so stare in silenzio: l?amore mi spinge a tal punto che tutti sapranno di quale clamore di canto sono capace e quale straordinaria voce celeste so accogliere". tutto il melos insegue, con richiami infiniti alla bibbia, la dolcezza dell?esperienza mistica: e un cantico dei cantici in ritmo gregoriano e spesso contrappuntistico: riprende e ripete, variando, gli accordi, sinche nel canto stesso non si compie.