un susseguirsi di impalpabili figure dal segno svagato e di imprevedibili confidenze per tracciare in modo profondo e ma al tempo stesso leggero scenari di un rapporto padre-figlia. eta` di lettura: da 5 anni.
il volume raccoglie sette storie di roald dahl: "un gioco da ragazzi" e` il suo primo racconto e parla del suo incidente di volo; "il tesoro di midenhall" e` la storia (vera) della scoperta di un tesoro romano nella campagna inglese; in "la meravigliosa storia di henry sugar" il protagonista impara a vedere senza usare gli occhi e sbanca i casino` di tutto il mondo. altri personaggi importanti sono i violenti teppisti del "cigno" e "l`autostoppista", dotato di poteri magici. in "un colpo di fortuna" dahl ripercorre i fortuiti eventi che lo portarono a diventare scrittore. eta` di lettura: da 10 anni.
farebbe comodo a tutti avere un nano in testa che ci suggerisce quello che dobbiamo fare, non solo cosa mettere nella cartella o quali sono i compiti per domani, ma anche come comportarsi con i genitori che non vanno d`accordo, con chi ci ama e a noi non piace e con chi amiamo e sembra non amarci piu`. il nano saprebbe aggiustare le cose con una parolina, dato che odia l`egoismo e l`aridita` di cuore. ma cosa succede quando c`e` piu` di un nano e rischia di scatenarsi la gelosia? eta` di lettura: da 10 anni.
tarquin winot e` un inglese molto snob, un esteta innamorato di se stesso e della buona cucina francese, ed e` proprio questa passione che lo porta a collegare ogni evento della sua vita al piu` terreno e sublime dei piaceri umani: il cibo. tra un menu` e l`altro ci prende per mano e ci conduce nel suo `viaggio dei sensi` da un albergo della brumosa portsmouth a una casetta della solare provenza. un viaggio durante il quale impareremo a condividerne l`incomparabile attenzione per quanti ha incontrato nel corso della sua vita e per gli ambienti che ha amato. ma chi e` veramente tarquin winot? un brillante erudito? un innocuo gaudente o un maniaco omicida?
il secondo volume dei "romanzi" di anna maria ortese e` dedicato a quella trilogia fantastica ("l`iguana", "il cardillo addololorato", "alonso e i visionari") che fonda uno dei piu` enigmatici bestiari del novecento - dalla "bestiola verdissima e alta quanto un bambino, dall`apparente aspetto di una lucertola gigante, ma vestita da donna" sino al piccolo puma dell`arizona oggetto di un odio irragionevole o di un amore inerme - e insieme delinea una dottrina, un`etica (o forse una mistica) dove il male e` il "dolore recato all`altro" e l`amore, suo antidoto, "solidarieta` cieca". il volume contiene note ai testi che ricostruiscono la formazione dei romanzi.
a un centinaio di chilometri dal confine italiano, nel vagone letto di prima classe di un treno diretto a firenze, z. - il grande, celebre pianista atteso in italia per un concerto - capisce che nulla sara` mai piu` come prima: che forse non rivedra` piu` e., la donna alla quale e` legato da un rapporto ambiguo e morboso, in un triangolo il cui terzo vertice e` un marito consapevole e benigno; che forse quella sera suonera` per l`ultima volta che tutto, insomma, sara` "diverso". ma diverso come? gli ci vorranno mesi per capirlo: quelli che trascorrera`, colpito da un rarissimo virus, in un ospedale di firenze.
apparso nel 1972, "l`oro delle tigri" si inscrive in uno dei periodi piu` intensi dell`attivita` poetica di borges e ne documenta un volto nuovo. la meditazione sui temi del tempo, dell`identita`, del sogno e` percorsa da un sentimento elegiaco di rimpianto e di nostalgia meno dissimulato e controllato e le domande sul mistero dell`esistenza, della morte, della divinita` esprimono ora un senso di profonda desolazione piu` che un`urgenza speculativa. il borges di questi anni e` meno restio ad abbandonare la sua "estetica del pudore" e piu` incline a parlare di se`, delle sue tristezze, della sua solitudine, delle assenze, degli amori mancati.
per questo libro vallejo e` stato definito l`anti-houellebecq, probabilmente per la fiducia nella conversazione umana che il suo personaggio incarna. madame angeloso, ultrasessantenne "impressionante per statura e peso", ex proprietaria d`albergo, e` travolta da un treno nella sua vecchia renault dove vive da quindici anni. tre persone, che non la vedono da allora, la ricordano: il figlio che la odia, la fedele figlioccia polacca, un cliente innamorato. e dal ritratto di uno strano angelo, naufrago e rifugio di naufragi, si scopre quanto c`e` dentro una matrona di quelle locande un po` appartate.
questo libro nasce quasi per caso: una figlia che va via di casa chiede alla madre qualche ricetta per la sua nuova famiglia, segreti culinari condivisi nella loro vita complicata, a volte conflittuale e dolorosa. una richiesta che fa esplodere, in maniera imprevedibile, incontrollata e percio` forse piu` libera, la memoria dell`autrice. annotare i piatti di famiglia diventa l`occasione per ripensare al proprio passato, riflettere su quelle origini che sono il nodo delle nostre esistenze. il padre ungherese che in italia non si e` mai sentito a casa sua; la madre sofferente sprofondata in una depressione da cui si liberera` soltanto con la morte, le tradizioni magiare che si combinano con la tradizione abruzzese fatta di cibi poveri e sempre troppo uguali, i piatti di cetriolo e yogurth con cui la nonna, nata a costantinopoli, alimentava il suo esilio e la sua memoria, il sapore acre della marmellata di rose, la lussuria appiccicosa del locum, lo strudel ai semi di papavero della zia rosa, transfuga nel 1956 di una ungheria di cui conserva gelosamente segreti preziosi. e la cucina il luogo della memoria, i ricordi si affollano, si sovrappongono, scanditi da quei piatti, sei in tutto, che fanno da titolo ai capitoli di questo libro e comprendono una intera esistenza.
"di lui mi rimane solamente la penna. l`ho presa un giorno da una borsa in cui mia madre la conservava insieme ad altri ricordi di mio padre. una penna come non se ne fanno piu`, e che bisognava caricare con l`inchiostro. l`ho usata per tutti gli anni della scuola; mi ha `mollato` prima che io potessi decidermi ad abbandonarla. ce l`ho ancora, tenuta insieme con il nastro adesivo: mi sta davanti agli occhi sul tavolo dove lavoro e mi costringe a scrivere, scrivere. i miei tanti libri sono stati forse delle vie traverse obbligatorie per arrivare a raccontare `questo`".
scritti in lingua letteraria e incentrati sulla registrazione di eventi e fenomeni eccezionali o di personaggi di natura straordinaria, i chuanqi (racconti in prosa, talora con inserti in versio in prosa rimata) elaborano un materiale tematico molto ampio che comprende sia le storie sovrannaturali di immortali ed esseri fantastici sia episodi tratti dall`esperienza sociale o amorosa dei letterati, e molto spesso una combinazione di questi due elementi. fiorita nel corso della dinastia tang, la produzione di questi racconti conobbe il suo primo momento di splendore nel periodo tra il 780 e l`820 e continuo` poi con alterne fortune lungo tutto il corso della letteratura cinese tradizionale. per la varieta` dei soggetti tematici rappresentati e la ricercatezza dello stile linguistico, questo particolare genere di racconto costituisce una delle forme letterarie piu` raffinate della narrativa cinese tradizionale.
quali sono le ventisette azioni dell`uomo civile? lo scoprirete a montelfo, il paese piu` magico e fantastico del mondo. in un romanzo di sfrenata comicita`, stefano benni monta un grande circo di creature indimenticabili: il nonno stregone, ispido manidoro, trincone carogna, sofronia e rasputin, archimede detto archivio, frida fon, lo gnomo kinotto, il beato inclinato, simona bellosguardo, il gargaleone e il cinfalepro, fen il fenomeno, piombino, raffaele raffica, alice, don pinpon e don mela, zito zeppa, la jole, gino saltasu`, il sindaco velluti, ottavio talpa, bubba bonazzi, bum bum fattanza, nestorino e gandolino, sibilio settecanal, tramutone, la mannara, giango, i fratelli sgomberati, bingo caccola e tamara colibri`, maria sandokan, adelmo il cupo, checca e caco.
"le storie presenti in questo libro sono tutte vere. non c`e` gran merito nell`averle trovate, basta saper guardare nelle nostre citta`, nei nostri sgabuzzini, nelle nostre stesse case. l`immigrazione non e` un fenomeno transitorio, e` strutturale. molti italiani non si accorgono di parlarne storcendo un po` il naso, come davanti alla scena di un film che ci infastidisce, pensando che basti uscire dal cinema per non guardarla piu`. ma questo fenomeno non diminuisce, anzi, aumentera`." un giornalista ha raccolto le testimonianze di tanti stranieri giunti nel nostro paese: vicende molto differenti le une dalle altre, uomini e donne di diversa provenienza etnica, geografica, sociale, culturale, diverso destino, diversi valori. cio` che ne emerge e` l`istantanea di un panorama in continuo mutamento, nel quale molti vivono in condizioni di miseria e degrado, fantasmi invisibili nella nostra societa`, ai margini; alcuni sopravvivono piu` o meno dignitosamente; ma ci sono anche quelli che possono dire di avercela fatta, di essere riusciti a raggiungere un tenore di vita decente, di essersi integrati.
stanco di raccontare agli italiani le verita` su di loro che essi non amano stare ad ascoltare, in questo suo nuovo libro aldo busi torna a fare le valigie per intraprendere un lungo viaggio attraverso isole, penisole, istmi e altre celebri e ignote realta` geopolitiche sparse nel pianeta. passando da capri a itaca, dall`irlanda a salonicco fino a mettere piede nel promontorio di sant`elena, busi compie le sue personalissime "prove d`esilio", percorrendo luoghi che in comune hanno la rassegnazione con cui i loro abitanti vivono isolati gli uni dagli altri e tutti insieme dal resto del mondo, spesso senza neppure esserne coscienti. lo perseguita un insonne spirito di osservazione che non gli permette di eludere alcuna esperienza: di sesso, di solitudine, di solidarieta`. e cosi`, tra una passeggiata nello squallore degli slums di johannesburg e un party di lusso a new york, scopriamo che l`emarginazione ha la pelle di tutti i colori, si annida al vertice come alle fondamenta della piramide sociale e non risparmia nessuna etnia, nessuna posizione di privilegio, nessun reddito. e l`ultima a`ncora busi la getta nella piu` insospettata delle isole di pasqua, dove si respira l`ironica consapevolezza che "siamo feretri in ballo, il ballo della fine apparente, tra l`interramento e il volo, con dentro ancora qualcosa di vivissimo che risuona e fa schiodare la cosa, non ancora del tutto definitiva, avanti e indietro dal cimitero della ragione e della sua spensierata materia, senza mai nulla di fatto...".
chi e` l`uomo che un giorno, all`inizio del 1900, arriva a naularo, piccolo borgo friulano di confine? e un folletto calato tra quelle malghe solitarie, lontano dai clamori della bella epoque? oppure e` uno spirito stravagante, dalle doti straordinarie, ma dal passato enigmatico? in realta` alvar di martimburgo, l`uomo di praga, e` un figlio nobile di quel paesino e il suo arrivo e` destinato a cambiare la vita di tutta la comunita`.
il graffitista keith haring ha tenuto un diario per tutta la sua vita, fino a un mese prima di morire a causa dell`aids, nel 1990. l`adolescenza, le prime esposizioni, i murales nelle metropolitane, l`amicizia con warhol e burroughs, fino alle grandi mostre e al successo. un diario che mostra il lato personale e professionale dell`artista scomparso. premessa di david hocney, introduzione di robert farris thompson.
il tema-base di "giallo matrigna" e` la perdita della memoria, un topos gia` presente in grandi mystery del passato: il protagonista e` uno scrittore affermato che, il giorno della presentazione del suo ultimo libro (la biografia di una cantante non famosa ma molto particolare come personaggio) si accorge di aver cancellato dalla memoria le ultime ventiquattro ore. in questo lasso di tempo e` stato compiuto un delitto. la vittima e` proprio la cantante, nita landis. un simile episodio era gia` accaduto vent`anni prima, il vuoto riguardava il giorno della morte della sua matrigna. un ulteriore elemento di mistero riguarda il figliastro della cantante, scomparso nel nulla. il titolo allude al colore del vestito indossato da entrambe le vittime. atmosfere morbidamente crepuscolari e decadenti (l`hotel regina palace di stresa e la tenuta in riva a un fiume dove vive il protagonista) danno al racconto un sapore old fashion di squisita eleganza, come del resto la scrittura sapientemente sorvegliata. "giallo matrigna" si e` classificato secondo al premio "alberto tedeschi" per il miglior romanzo giallo italiano nel 2002.
nell`opera di tolstoj compaiono innumerevoli interrogativi sull`amore, sulla felicita` coniugale, sull`atteggiamento morale nei rapporti piu` intimi tra uomo e donna: servono a indagare le tensioni fra natura e cultura, a rovesciare dall`interno le strutture di una societa` patriarcale, la sua ideologia, i rapporti fra le classi. questi temi troveranno il loro punto di massima espressione artistica in "anna karenina", nei tormenti della protagonista di una storia tragica che e` prima di tutto un`epopea della psicologia umana. tanto nei rapporti "corrotti" tra anna e vro`nskij, quanto in quelli "puri" tra kitty e le`vin, si dipana un groviglio morale: puo` perdurare l`amore senza il sostegno di legami sociali o economici? questa domanda fu al centro della vita stessa di tolstoj, che aveva pubblicato nel 1859 "la felicita` familiare", apologia dell`amore domestico attraverso le quiete aspirazioni di sergej e masa, e oltre trent`anni dopo scrivera` "la sonata a kreutzer", definitiva e impietosa analisi del matrimonio borghese, potente dissoluzione del mito tradizionale della famiglia, capolavoro di ossessione e di cinismo. saranno forse queste ultime considerazioni a portarlo, la notte del 28 ottobre 1910, ad allontanarsi da casa, abbandonando la moglie e i figli e viaggiando su treni di terza classe fino alla stazione di astapovo, dove morira` pochi giorni dopo? prefazione di franco cordelli.
dodici storie `nere` ispirate ai piu` celebri romanzi del maestro del noir. storie di omicidi, prostituzione e ricatti nella cornice di un mondo dominato dalla legge del piu` forte. un viaggio negli abissi piu` neri della mente umana.
sono cresciuti nelle strade di brooklyn, i tre fratelli rico; e li` hanno cominciato, ciascuno a modo suo, a lavorare per l`" organizzazione ": tony, il minore, si limita a guidare le macchine, gino e` diventato un killer e eddie, il maggiore, un piccolo boss di provincia. eddie vive in florida, ha una bella casa, una bella moglie, tre belle figlie. ha il controllo di un intero settore, dove tutti lo rispettano, dai gestori di sale da gioco agli sceriffi. e soddisfatto della sua vita, ed e` certo di essersela meritata. e non gli e` mai importato, neanche da ragazzino, che gli avessero affibbiato quel soprannome vagamente sprezzante, il ragioniere. perche` eddie ha sempre fatto bene i suoi conti, non ha mai parlato troppo ne` ha mai mirato troppo in alto: ha sempre rigato dritto, insomma. tutti lo sanno: i suoi capi come i suoi fratelli. cosi`, quando gli dicono che il fratello minore ha sgarrato, perche` si e` sposato senza chiedere il permesso e, dopo aver partecipato a un sanguinoso regolamento di conti, e` scomparso dalla circolazione, e si sospetta che abbia deciso di collaborare con la polizia, eddie non esita un istante a mettersi in viaggio per cercarlo. loro gli hanno detto di suggerire a tony di cambiare aria per un po`, di andarsene in europa, dai parenti siciliani. e lui ci ha creduto. in ogni caso, ha deciso di crederci. anche se non puo` non sapere che loro lo stanno seguendo, e che il destino di tony e` segnato.
"questo libro e` il distillato di quanto ho da dire, in tarda eta`, sulla musica, sui musicisti e su questioni relative al mio mestiere" dichiara alfred brendel, che, scegliendo la forma dell`abbecedario musicale - da "accento" a "zarzuela" -, rivela ancora una volta la sua duplice natura di musicista e acuto saggista, oltre a confermare la sua predilezione per l`aforisma e il frammento. chi lo conosce sa che nei suoi scritti profonde riflessioni sui problemi dell`interpretazione musicale si alternano ad aneddoti, considerazioni sulla tecnica pianistica a sapide testimonianze sui rapporti ora idilliaci ora burrascosi con direttori d`orchestra e cantanti: e questo vademecum lo conferma. qui tutto ruota intorno al pianoforte, "mobile dai denti bianchi e neri" che sotto le mani dell`interprete diviene "luogo di metamorfosi", unico strumento che consenta di "evocare la voce umana nel canto, il timbro di altri strumenti, l`orchestra, l`arcobaleno o l`armonia delle sfere". gli appassionati troveranno dunque risposte originali agli interrogativi che il testo musicale pone all`interprete, e suggerimenti anche inconsueti sulla costruzione del repertorio e sul significato della fedelta` esecutiva. nonche` illuminanti ritratti dei compositori che hanno accompagnato la vita di brendel: da bach a liszt, passando per scarlatti, mozart, beethoven, chopin, schubert, schumann e brahms.
fra il 1880 e il 1881 carroll tenne, su un periodico per ragazzi, una rubrica nella quale poneva ai suoi lettori quesiti matematici in forma di racconto, commentando in seguito le risposte in modi affabulanti. in seguito, nel 1885, questi racconti matematici vennero raccolti sotto il titolo di "a tangled tale". i protagonisti di questi racconti nascondono nelle loro storie problemi logici e matematici, regalandoci una serie di episodi divertenti e l`occasione per esercitare e mettere alla prova il nostro acume matematico. ogni capitolo infatti e` una storia, ed ogni storia e` un "garbuglio" logico al quale siamo chiamati a trovare una soluzione. e sempre presente la figura del carroll di alice nella lingua e nei giochi di parole che egli usa, alternando situazioni ed elementi comprensibili ad altre assolutamente astratte e all`invenzione di parole prive di significato, ma tutte parte integrante di un`equazione, una proporzione o un sillogismo logico.
noi moderni lettori dei vangeli siamo immensamente rozzi e limitati, se ci paragoniamo a un sacerdote ebreo o a un fedele cristiano del primo secolo. cogliamo soltanto una minuscola parte dell`infinita ricchezza di citazioni e allusioni, rinvii interni ed esterni e sensi segreti con cui veniva composto un vangelo. leggere un testo e` un`arte che abbiamo quasi dimenticato. con infinita pazienza e umilta`, pietro citati ripercorre il cammino fatto da quei primi lettori: ricostruisce la trama di rimandi e riferimenti nascosti, legge gli indizi, ricompone gli intarsi, mostrandoci come la storia, gli eventi della vita di gesu` si sono compiuti con simboli immaginati molti secoli prima. tutto il racconto evangelico - dal misterioso tema della nascita verginale di gesu` fino alle parole finali sulla croce: "mio dio, mio dio, perche` mi hai abbandonato?" - e` fittamente intrecciato con il testo dell`antico testamento, con le leggende ebraiche che formano una specie di fondale, di eco e di conferma alle verita` della nuova fede. al di la` del ricchissimo tessuto della tradizione, pero`, citati cerca con tutte le sue forze di cogliere la novita`, il respiro profondo della rivelazione cristiana. la modestia, il candore, la dolcezza di maria non trovano riscontro nei testi antichi. e nemmeno la misteriosa immagine del "bambino nella mangiatoia", uno dei segni fondamentali in cui si riconoscevano i nuovi fedeli.
queste "opere in raccolta" segnano un punto di svolta nelle nostre conoscenze dell`autore. questa nuova edizione non solo integra significativamente, attingendo a una vastissima e pressoche` ignota produzione dispersa, il cosiddetto "canone ambroise" (cioe` il gruppo di opere che sciascia stesso volle includere nei due volumi apparsi fra il 1987 e il 1991 a cura di claude ambroise), ma soprattutto mira a ricostruire, sulla base di un rigoroso studio di manoscritti e dattiloscritti, la genesi e la storia dei testi. i due volumi saranno organizzati per tipologie testuali: narrativa, testi teatrali, poesie e traduzioni poetiche (vol. i); racconti-inchiesta, "inquisizioni", cronachette e memorie (vol. ii, tomo i); saggi letterari, storici, d`arte e civili (vol. ii, tomo ii). li correderanno rigorose note ai testi, una bibliografia esaustiva degli scritti di sciascia e un indice dei nomi (autori e opere citati, personaggi letterari).
in alcuni saggi, lettere, interviste e discorsi, tra cui il celebre "riflessioni sul punto cieco" tenuto nel 2007 al congresso della societa` psicoanalitica internazionale, christa wolf risponde all`esortazione socratica "parla, cosi` ti vediamo", rompe il silenzio e si rende riconoscibile provando a creare, nel suo stile diretto e cristallino, "isole di ragione in un mondo insensatamente minacciato da se stesso". con lucidita` l`autrice esamina la profonda contraddizione in cui versa la societa` contemporanea, sempre piu` proiettata in una folle corsa al progresso, sempre piu` incapace di riconoscere la propria parte di responsabilita` nei mali del mondo attuale, sempre piu` cieca davanti ai propri crimini. persuasa, tuttavia, che l`utopia sia e resti una necessita` vitale dell`essere umano, christa wolf circoscrive la mancanza di speranza grazie alla parola e alla scrittura autobiografica, forte della convinzione che il ricordo sia la materia stessa di cui si compone la nostra coscienza. e invita percio` a interpretare la crisi esistenziale e i conflitti come segnali e occasioni da cogliere, perche` senza conflitto, senza qualcosa che metta l`essere umano profondamente in discussione non sarebbero possibili ne` la letteratura ne` l`arte.
in una desolata contea del nebraska, un uomo fa l`autostop nella notte. ha il naso rotto e le poche auto che passano non lo guardano nemmeno. e jack reacher, ex poliziotto militare, che vive ormai alla giornata ed e` diretto in virginia. finalmente, un`auto decide di fermarsi: a bordo ci sono due uomini e una donna, tutti in uniforme aziendale. colleghi di lavoro in trasferta? probabile, ma c`e` una strana atmosfera in auto, la donna in particolare e` molto tesa e silenziosa, e con l`arrivo di reacher le cose prendono una piega sempre piu` inquietante. intanto, a pochi chilometri da li`, e` stato scoperto un omicidio: un uomo brutalmente ucciso in una vecchia stazione di pompaggio. un testimone ha visto due uomini con le giacche sporche di sangue allontanarsi di gran fretta e ha avvertito lo sceriffo. ma la vittima non e` un cittadino qualsiasi: per lui si mobilitano subito i`fbi, l`antiterrorismo e perfino la cia. inizia cosi` una vera e propria caccia all`uomo, in cui si profila sempre piu` netta l`ombra della minaccia terroristica internazionale. guidato dal suo radicato istinto all`azione, reacher finira` per trovarsi coinvolto in una pericolosa vicenda, mettendo ancora una volta a rischio la propria vita...
"la porta stretta". di li` dovra` passare, secondo il vangelo di luca, chi voglia accedere al regno dei cieli. un varco intransitabile, se non si e` disposti a impegnare ogni forza in una lotta pericolosa e dall`esito mai scontato: "molti cercheranno di entrare, ma non vi riusciranno". l`immagine evangelica e` perfetta anche per raffigurare un passaggio universale della condizione umana, la fuoriuscita dalla minorita`. dolore, coraggio, decisione, necessita` e conflitto contrassegnano nel pensiero occidentale l`impresa di diventare maggiorenni. tuttavia, una volta intrapreso, il processo di emancipazione non si esaurira` nella compiutezza di uno stato finalmente raggiunto. adulti si ridiventa sempre di nuovo. di questo carattere processuale, agonistico e decisorio umberto curi rintraccia le massime espressioni filosofiche, religiose e letterarie - da platone a dostoevskij, dalla bibbia a shakespeare - e le lascia libere di testimoniare cio` che rimaneva inascoltato nelle loro esegesi abituali. cosi` il congedo dalla sudditanza, oltre che nell`appello di kant all`indocilita` ragionata poi irrisa da hegel, si vedra` declinato in posture "filiali" antitetiche, combattenti o inermi: nel parricidio consumato dell`edipo re sofocleo, in quello metaforico del sofista platonico o in quello depotenziato di amleto, ma anche, sorprendentemente, nell`obbedienza di abramo, che sta eretto di fronte al signore, o del cristo, che si lascia abitare dalla volonta` del padre...
questa non e` utopia.smettiamola di non realizzare cose belle per paura di essere definiti sognatori.cosa c`e` di male nel desiderare una scuola migliore e nuovi paradigmi che la rendano piu` bella e piu` felice e anche piu` proficua?proviamo, allora, a pensare alla scuola come un luogo di possibilita`.un grande "parco giochi" nel quale le menti, i cuori e le anime possano giocare a sviluppare i propri talenti, allenare le proprie emozioni, fortificare le abilita` e prepararsi per la seconda parte della vita: quella di adulti che dovranno portare il loro meglio nella societa` attraverso il loro lavoro.certo, le difficolta` economiche non aiutano, il precariato e tanti altri innegabili problemi esistono. ma crediamo di produrre effetti positivi pensando negativo e cercando sempre quello che non va? non e` giusto cedere a facili disfattismi. questo lavoro e` una proposta, un tentativo concreto di portare nelle scuole, attraverso un ampio e articolato supporto metodologico, pratiche di educazione alla felicita`.praticare la risata vuol dire spezzare gli schemi negativi. quando pensiamo a una situazione in chiave positiva diventiamo capaci di prendere decisioni migliori e influenzare il nostro corpo e il nostro comportamento. cosi` non solo cambiamo noi stessi, ma in fondo trasmettiamo un`energia positiva che cambia il mondo.e non e` queste la missione della scuola?
come funziona la nostra memoria? come nascono i sogni? cosa sono i neuroni specchio? in cosa differiscono i cervelli di uomini e donne? a che punto e` l`intelligenza artificiale? le neuroscienze hanno fatto in questi anni progressi straordinari e per comprenderli occorre una guida speciale, un grande neurochirurgo che ci accompagni in un viaggio attraverso i misteri della mente. in queste pagine giulio maira spiega in modo appassionante quanto sia complesso e prezioso il funzionamento del cervello e perche` tutto cio` con cui entriamo in contatto ogni giorno - dal cellulare al computer, dai ricordi alle emozioni, dalla tv al senso del bello - non potrebbe esistere senza quella macchina perfetta che abbiamo in testa: una massa di atomi forgiati miliardi di anni fa nel cuore di stelle lontane che ci fa affermare che siamo tutti letteralmente . attraverso metafore lampanti, citazioni e storie vere scopriamo la struttura e le funzioni dell`organo piu` articolato e importante dell`universo imparando come curarlo e mantenerlo nel corso del tempo e mettendoci di fatto di fronte allo specchio della nostra anima. perche` e` dai suoi meandri che scaturiscono la dolcezza della vita e la complessita` del nostro destino.
per molti un luogo del cuore, all`alpe devero alberto paleari ha dedicato il romanzo "la casa della contessa" e mirella tenderini il memoir "gli anni del devero". "la casa della contessa" di alberto paleari, originariamente pubblicato nel 1993, e` ambientato tra le case, le cime, gli alpeggi, la magia delle foreste di larici dell`alpe devero, un angolo di piemonte che incanta chiunque lo visiti. in un`atmosfera sospesa tra sogno e realta` si snoda la vicenda fantastica dei protagonisti, oreste e maria, accompagnati da personaggi che di questo lembo di alpi hanno scritto la storia. tra questi mirella tenderini, il cui memoir racconta "gli anni del devero". dal 1963 al 1968 infatti, gesti` insieme al marito, la guida luciano tenderini, il rifugio del cai, allora situato nella casa della contessa. i suoi ricordi ci regalano uno spaccato dell`alpe negli anni `60 e aprono una finestra sulle vite delle persone che allora lo frequentavano. "l`alpe devero fra sogni e ricordi" offre cosi` un viaggio nelle atmosfere e nei panorami del devero, in cui il lettore passa dalla dimensione onirica del romanzo a quella storica e autobiografica del racconto che lo segue.
"la violenza, la vera violenza, non si puo` fuggire, o almeno non possiamo farlo noi, nati in america latina negli anni cinquanta, noi che avevamo una ventina d`anni quando mori` salvador allende": fin dalla soglia del primo di questi tredici racconti, bola?o mette le carte sul tavolo. in tutti si manifesta infatti una qualche forma di violenza, alla quale nessuno (che sia vittima o carnefice) potra` sottrarsi: ne` il nerboruto giovanotto che paghera` caro l`aver seguito una donna per concupiscenza o vanita`; ne` il fotografo che cerca di salvare due bambini indiani rinchiusi in un bordello per omosessuali; ne` il padre di b. (trasparente controfigura dell`autore) che durante una vacanza ad acapulco si siede a giocare a carte con la gente sbagliata; ne` quel lalo cura (lo ritroveremo in "2666") che da bambino viene portato dalla madre sui set dei film a luci rosse da lei interpretati; ne` il fantasma dell`uomo che assiste alla vendita del proprio cadavere a un necrofilo - ne` il narratore stesso, costretto alla crudele erranza dell`esilio. giocando, come sempre, sui registri piu` vari - dal malinconico al grottesco, dal pornografico al fantastico, dall`ossessivo al comico -, bola?o ci offre qui una sorta di sintesi della sua opera, trasformando ognuno di noi lettori (come ha scritto "the observer") in "un voyeur, avido di vite travagliate e di fantasmi".
all`inizio e` tutto un gioco innocente dell`immaginazione. nene` ha undici anni. la cugina angela ne ha tredici. sperimentano insieme le prurigini di una recita a turno, ora da medico ora da infermiera. interviene il confessore a rivelare a nene` l`impudicizia del peccato. il racconto e` di una levita` che non porta scandalo ai sensi. e prepara da lontano, mitologicamente, dopo la verifica a quattordici anni del corpo nudo dell`angelica ariostesca illustrato da dore` su quello palpabile di angela, l` di nene` per citera: per l`isola di afrodite, dea della sensualita`. lo svezzamento, la , e` opera di una vedova. questa carta di navigazione, questa progressiva iniziazione sessuale, porta nene` a baciare finalmente . nonostante non abbia ancora compiuto i diciotto anni, con uno stratagemma, lui, insieme a due compagni di liceo, nel 1942, mentre infuria la guerra, e` ammesso a frequentare per un giorno la settimana, di lunedi` che e` giorno di riposo e di chiusura al pubblico, la pensione eva: una villetta, una casa di piacere. la pensione eva sorge a viga`ta in un luogo archeologicamente mitico, la` dove in tempi lontani si erano succeduti un tempio greco, un tempio romano, una . e da questo un giorno le ospiti della pensione salgono a bordo (a loro volta, fuor di metafora e come in controcanto) di una nave militare tedesca per portare consolazione, conforto e caritatevole lenimento contro l`, ai soldati talmente sconciati dalle ferite che le dame in divisa fascista, prese dallo , si sono rifiutate di visitare. nascono storie d`amore nella pensione, che e` una finestra aperta sul mondo. fa . educa alla vita. ed e` piacevolmente visitata da una prodigalita` di racconti stupefacenti: visionari talvolta, e anche ilaro-cavallereschi su base ariostesca o comunque toccati dalla corda pazza. i racconti germinano prodigiosi, in
scrive sait faik abas?yan?k di uno dei suoi tanti doppi che compaiono in questi racconti. . e poi? - e chiedersi: . un incorreggibile flaneur: questo e` stato sait faik, uno dei massimi scrittori turchi del novecento. dopo studi irregolari, una manciata di anni trascorsi in francia, fiacchi tentativi, sempre falliti, di rassegnarsi a un qualsivoglia mestiere, il perdigiorno bramoso di non ha fatto altro che immergersi nell`esistenza brulicante e misera dei quartieri cosmopoliti di istanbul, e osservare avidamente, con gli occhi sempre un po` lucidi per il troppo rak?, non solo gli esseri umani - lo attraggono, in particolare, certi che quasi mai trova il coraggio di abbordare - ma anche i cani, gli uccelli, i pesci, il cielo, il mare, i tram, le chiatte, i taxi... e qui che, tra osterie, bordelli, pasticcerie e alberghetti, vagabonda e beve per tutta la sua breve vita, fino a morire, a soli quarantotto anni, di cirrosi epatica. eppure questo irriducibile sfaccendato riesce a perseguire con indomabile tenacia la propria vocazione letteraria, e a tracciare, un racconto dopo l`altro, una pennellata dopo l`altra, un affresco partecipe e struggente del mondo stambuliota della prima meta` del novecento - - in una prosa asciutta e affilata, e insieme ebbra, franta, trafelata come dopo una lunga corsa, nella quale baluginano, qua e la`, folgoranti accensioni liriche:
variamente legata, nelle prove piu` giovanili, al gusto di elegante sperimentazione e insieme al culto dei classici che caratterizza l`area veneta di fine settecento, e nel 1797 intensamente coinvolta nella nuova situazione rivoluzionaria, la poesia foscoliana matura intorno al 1800 una straordinaria densita` e fermezza di scrittura in cui si declina il mito dell`eroe sconfitto e disingannato, in attesa di morte. in seguito, fra i "sepolcri" e" le grazie", foscolo tenta percorsi piu` complessi, nella direzione, suggerita soprattutto dagli antichi, di un discorso poetico che esplori la condizione umana e le sue chances, oltre il male storico. nel suo insieme un`esperienza fra le piu` alte nella poesia europea del tempo e pure sottilmente aperta sull`oggi.
giocare con il corsivoee, per parlarlo e colorarlo. tra i fenomeni piu` divertenti e diffusi nei social, dove e` una delle tendenze piu` esplosive. con buona pace di dante, che ci perdonera` (anche stavolta!).
in questo volume "stadelmann", "le voci", "essere gia` stati", "la mostra", "lei dunque capira`". a partire dal 1988, quando pubblica stadelmann, la scrittura per la scena prende un posto sempre piu` importante nell`opera di claudio magris. anche perche` i suoi testi teatrali accolgono spesso quella che ernesto saba`to contrappone alla , razionale e consapevole. la drammaturgia di magris fa dunque emergere verita` piu` profonde, quelle che magari non si sa neppure di possedere e che anzi, a volte, addirittura perche` contraddicono quello in cui si crede. non a caso, come annota nella sua prefazione guido davico bonino, questepie`ces rientrano in una drammaturgia del disagio, variamente esplorata. stadelmann, servitore e collaboratore di goethe, prende via via coscienza del disagio del vivere e dello svanire della vita. "le voci", giocando in apparenza sulla discrepanza tra voce umana e voce registrata, si ribaltano in una fiaba romantica su una ricerca di verita` e autenticita` che diviene ossessione e follia. "la mostra" mette in scena il destino minimo di un uomo, un artista morto in manicomio, e la sua regale, anarchica e colpevole autodistruzione, in una frantumazione dell`io che diviene babelica frantumazione del linguaggio. il microdramma "essere gia` stati" esplode, nonostante il tono apparentemente pacato, in una tensione estrema e radicale, in un desiderio di vivere postumi rispetto a se` stessi. "lei dunque capira`", riprendendo in forma di monologo al femminile il mito di orfeo ma dando la parola a euridice, amplia il disagio fino a una dimensione metafisica che comprende l`amore e l`impossibile ricerca della verita`.
in una narrazione dialogante - tra l`autrice e la protagonista - intrisa di una profonda sensibilita` femminile, anna banti percorre un affascinante viaggio nel cuore della toscana medicea. al centro vi e` la figura di marguerite louise d`orleans: nobildonna irrequieta e ribelle, desiderosa di amore e prestigio in un`epoca di politiche matrimoniali e dinastiche implacabili. con estrema precisione di dettagli e un raffinato registro narrativo, "la camicia bruciata" e` un`opera di "interpretazione storica" volta - come sottolinea elena porciani nella postfazione - "a indagare l`intimita` esistenziale di personaggi realmente esistiti, spingendosi la` dove i biografi, piu` attenti alla trama degli eventi, generalmente non si inoltrano". chi legge viene cosi` immerso nella claustrofobica atmosfera della corte fiorentina e invitato al contempo a scoprire le emozioni piu` intime della giovane sposa di cosimo iii de` medici. insieme a lei, e con un simile sistema di dialogo, l`autrice delinea, costruendo un "ambiente narrativo di sorellanza", anche la storia di violante di baviera, la moglie del gran principe ferdinando, assai diversa da marguerite nello spirito ma a lei affine nell`esemplarita` del suo destino di malmaritata.
nel 1836, dopo essere stato accusato di un terribile esperimento dalle tragiche conseguenze, il dottor silas aloysius weir e costretto a cercare lavoro presso l?istituto del new jersey per donne malate di mente. nel giro di poco tempo il dottor weir trasforma l?istituto nel suo regno e vi agisce indisturbato. qui, infatti, gli e permesso proseguire a sperimentare le sue macabre pratiche, senza alcun controllo. per decenni ha la possibilita di usare donne povere e in difficolta, trascurate dallo stato e dalla sanita, come cavie umane, sottoponendole a esperimenti e privazioni grotteschi. nonostante questo viene celebrato come un pioniere della medicina chirurgica, addirittura come il "padre della gino-psichiatria". l?ambizione e la follia di weir sono alimentate anche dalla sua ossessione per una giovane serva irlandese, brigit kinealy, che diventa non solo il suo principale soggetto sperimentale, ma anche l?unica in grado di contrastare il suo dominio di follia e terrore. narrato dal figlio maggiore del dottor weir, che ha ripudiato la brutale eredita del padre, "macellaio" e una miscela unica di finzione e realta che racconta la vicenda del suo protagonista mentre passa dall?anonimato professionale alla fama nazionale, fino alla sua caduta. joyce carol oates trascina il lettore in un viaggio da incubo attraverso le regioni piu oscure della psiche umana riuscendo pero ad affascinarlo con un romanticismo inaspettato, confermandosi, ancora una volta, una delle voci piu importanti della letteratura contemporanea internazionale.