anche chi non ha mai messo piede negli stati uniti sembra conoscere new york, scenario di migliaia di film, di telefilm, di romanzi, capitale del mondo, citta` moderna per eccellenza, crogiolo e laboratorio universale. se non ci siamo mai andati vorremmo andarci, e quando ci arriviamo corriamo a vedere cose che abbiamo visto decine di volte al cinema, in televisione, sui giornali: l`empire state building, broadway e la fifth avenue, harlem e la statua della liberta`, little italy e central park, il metropolitan museum e il moma. new york come immenso de`ja` vu. questo volume e` una guida colta e appassionata per penetrare i misteri di new york, per coglierne l`inesauribile ricchezza, per sentire il battito della metropoli e insieme leggervi le tracce del suo passato. un ritratto capace di disegnare la mappa di un luogo dell`immaginario, di muoversi fra il "sopra" dei grattacieli e il "sotto" della metropolitana, fra i tanti villaggi in cui si suddivide la citta`, fra le migliaia di pagine che gli scrittori le hanno dedicato. mario maffi ha studiato, vissuto, amato ogni angolo di new york. la racconta con lo stile brillante ed evocativo del saggista, in questa sorta di enciclopedia vitale e informatissima, viatico per chi vuole comprendere la citta`, o piuttosto perdersi nei suoi labirinti.
da un`antica tomba nel convento delle clarisse di cartagena emerge una lunghissima chioma rossa. dal singolare evento, cui il giovane garcia ma`rquez, allora cronista alle prime armi, si trovo` ad assistere, scaturisce questo affascinante racconto pubblicato nel 1994, con il quale gabo torna alle atmosfere di "cent`anni di solitudine" e ai temi dell`"amore ai tempi del colera", la passione erotica che diventa malattia, metafora della letteratura e della vita. al centro della vicenda, ambientata in una cartagena de indias perduta in un vago e oscuro passato coloniale, sospeso tra il possibile e il misterioso, c`e` la passione innaturale e distruttiva che vede protagonisti una bellissima bambina morsa da un cane rabbioso, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d`amore. costruito con la logica di calderon de la barca e l`ironia di cervantes, "dell`amore e di altri demoni" vive di una prosa insolitamente scarna ed essenziale. una scrittura decantata e limpida che da` vita a pagine di struggente poesia e di emozionato pudore con cui gabriel garcia marquez riesce ad avvincere il lettore, trascinandolo in un enigmatico universo capace di travolgere i sensi e i sentimenti.
un torpore inerte ha invaso il commissariato di viga`ta: un tedio strascicato. ammortisce pure il trallerallera di catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. montalbano legge un romanzo di simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "domenica del corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. eppure un diversivo c`era stato. due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preteri`e e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. la loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. e la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall`uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icche` tu voi. e, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". un`altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via brancati. sembro` una stravaganza.