il 22 agosto 1911, un martedi`, una notizia sconvolgente percorse rapidamente la francia ed il mondo intero: mani ignote, quanto abili erano riuscite a trafugare dal salone carre` del louvre la gioconda di leonardo da vinci...
il libro ripercorre la storia del concetto di essere da kant sino alle piu` recenti discussioni nell`ambito della filosofia analitica. dopo aver analizzato il contributo kantiano, l`autrice prende in esame i caratteri assunti dalla questione dell`essere entro il clima romantico per giungere alle posizioni antihegeliane di trendelenburg e di feuerbach e all`intreccio di essere, nulla e nichilismo che caratterizza le posizioni di schopenhauer e nietzsche. il tema e` poi seguito nelle riflessioni di herbart, di lotze e nello spiritualismo, nell`originale ripresa di temi aristotelici da parte di brentano, nella posizione di heidegger, nell`esistenzialismo di sartre e nei contributi di gadamer e derrida.
piu` che "un episodio della guerra civile americana" - come recita il sottotitolo del romanzo - crane narra qui un`esperienza morale, il duro confronto tra coscienza e realta`. infatti, oltre che un capolavoro della letteratura di guerra, si puo` definire "il segno rosso del coraggio" un ritratto psicologico della paura. non solo quella della battaglia concreta, del sangue e della morte, dell`ansia e dell`odio; ma anche quella che serpeggia nascosta nel quieto vivere quotidiano: la paura di non sapersi porre di fronte agli ostacoli.

Si tratta di un album, nuovo di zecca, in cui Jackson Taylor ed i suoi Sinners abbandonano le sonorità elettriche e pulsanti per rileggere alcuni brani, ma presentarne anche di nuovi, in versione unplugged. Non un disco acustico, anzi, un disco con una strumentazione meno rock, con più violino o steel, ma anche musica mariachi, chitarre in decisa evidenza e la voce di Taylor che non canta solo di donne, birra e cattive relazioni. Una versione più soft, ma piena di forza e di pathos creativo, dei Sinners. E poi il tocco messicano, vedi Maria, è spettacolare. Copia non sigillata.
chiunque sia stato mai abbandonato dalla persona amata sa che e` un`esperienza traumatica quanto un lutto: la vita cambia radicalmente, i giorni appaiono privi di senso. ma, si chiede l`autrice, giornalista e astrologa, se invece che dire "e` finita", si iniziasse a dire "e` cominciata"? si cambiasse, in sostanza, punto di vista? spesso, infatti, l`abbandono si rivela un risveglio necessario alla realizzazione del nostro destino. lo testimoniano le storie riportate in questo libro: donne che dai frantumi del matrimonio ricostruiscono la loro identita`; uomini insicuri che abbandonano solo per paura di essere lasciati; amori consunti dal tempo e altri recisi sul nascere.
la vicenda biografica e spirituale del filosofo bengalese aurobindo ghose (1872-1950) ha diviso tanto gli studiosi che si sono confrontati con il suo pensiero quanto il piu` vasto pubblico di ricercatori che ha guardato al millenario deposito orientale per ritrovare una dimensione spirituale in cui riconoscersi. sottoposto a priori alle piu` rigide critiche dottrinali o entusiasticamente accettato come un moderno profeta hindu, aurobindo deve essere considerato come una figura paradigmatica nella difficile transizione tra il lungo capitolo coloniale e la successiva indipendenza indiana, rappresentando una delle piu` intense voci alternative alla non-violenza del mahatma gandhi. le ragioni di questa duplicita` sono da ricercarsi nella sintesi tra cultura occidentale e tradizione religiosa indiana su cui il pensatore bengalese ha edificato la propria peculiare dottrina dello yoga integrale. la sua opera legge il corso della storia come il divenire di un organismo vivo e consapevole, cercando le regioni comuni tra il monismo metafisico dell`advaita vedanta e l`assenso occidentale al realismo scientifico. politicamente, aurobindo e` stato da alcuni considerato come uno dei piu` luminosi combattenti per l`indipendenza indiana, da altri un estremista facinoroso che non ha esitato a ricorrere alla violenza per contrastare l`egemonia britannica. sulla base di un`attenta analisi testuale dell`imponente opera letteraria del filosofo bengalese e attraverso il confronto con quelle figure occidentali che hanno diversamente interpretato il dettato tradizionale (gue`non, evola, steiner e scaligero), il volume suggerisce una linea d`indagine che non riduce il senso dell`opera aurobindiana alle categorie intellettuali dell`oriente o dell`occidente, ma ne segue la caratteristica identita` senza sacrificarla in un`ortodossia in cui il filosofo non si e` mai pienamente riconosciuto.
queste lezioni - qui pubblicate in italiano per la prima volta sulla base degli appunti di alice ambrose e margaret macdonald - sono essenziali per comprendere l?evoluzione delle idee di wittgenstein, in particolare la lenta transizione dalla visione logicizzante del linguaggio che permeava il tractatus a quella pragmatico-antropologica che dominera le ricerche filosofiche. la vivida testimonianza del suo pensiero in divenire, tuttavia, non esaurisce i motivi d?interesse di queste pagine, che ci offrono anche un punto di vista privilegiato su temi cruciali - e ancora oggi controversi - della filosofia del linguaggio novecentesca, come la critica dell?identificazione del significato di un?espressione linguistica con il suo riferimento, o il riconoscimento della dimensione intrinsecamente normativa della nozione di significato. perno attorno al quale ruotano tutte le minuziose discussioni di wittgenstein sono le sue convinzioni metafilosofiche: la concezione dell?origine e della natura dei problemi della filosofia, ricondotta alle confusioni che il linguaggio stesso genera; e l?individuazione degli obiettivi appropriati e dei metodi dell?analisi filosofica, radicalmente contrapposti a quelli delle scienze. scopo della "buona" filosofia, ribadisce wittgenstein ancora una volta, e infatti la chiarificazione dei pensieri - condizione necessaria non tanto per risolvere i tormentosi problemi della filosofia, quanto, piu semplicemente, per dissolverli.
in un bunker sotterraneo, trentanove donne sono tenute in isolamento in una cella. sorvegliate da violente guardie, non hanno alcuna memoria di come sono arrivate li`, nessuna nozione del tempo, solo un vago ricordo delle loro vite precedenti. mentre il ronzio della luce elettrica fonde il giorno con la notte e gli anni passano, una ragazza - la quarantesima prigioniera - siede sola ed emarginata in un angolo. questa misteriosa ragazza che non ha conosciuto gli uomini sara` la chiave per la fuga e la sopravvivenza delle altre nel mondo desolato che le attende in superficie.
un?estremita dell?altalena e vuota. sull?altra, l?orsetto pi aspetta invano qualcuno che gli faccia compagnia. allora scrive sul suo quadernino azzurro: "non puoi dondolare con l?altalena se dall?altra parte non c?e nessuno". all?improvviso un grande abete cade sull?altalena, catapultandolo nello spazio. l?orsetto si aggrappa alla luna e viene a sapere che lei e il sole dondolano sempre insieme. e la prima delle avventure di pi, che incontrera diverse creature e scoprira che, anche nella vita, tutto va su e giu. una storia che affronta temi profondi e intimi con tenerezza e levita. eta di lettura: da 5 anni.
per portare i bambini a scuola chi arriva? lo scuolabus! un libro dalla pagine robuste in cartone con tante finestrelle a sorpresa! per sviluppare lo spirito di osservazione e la capacita` di mettere in relazione le cose! giocando s`impara! eta` di lettura: da 2 anni.