a distanza di un secolo dalla scomparsa del grande compositore, conosciamo assai meglio la sua figura attraverso la sua opera che nel profondo della sua personalita`. "e` molto piu` facile penetrare nei segreti militari del pentagono o del cremlino, o nella clausura d`un convento di trappisti che nell`animo di verdi", ammonisce infatti l`autore facendo proprie le parole di massimo mila. per tentare, almeno, di violare quei segreti conati usa soltanto la forza di una documentazione preziosa, vagliata e documentata, con l`ambizione di accertare obiettive verita` storiche al di la` di ogni tendenziosa deformazione, sfatando leggende e luoghi comuni che troppo a lungo hanno determinato una visione incompleta del nostro autore melodrammatico.
una riflessione che si inserisce nel dibattito culturale e politico di oggi.
La musica ci emoziona, cura, aizza, incita e ipnotizza. Perché? È la religione, nata dallo spirito di un sacrificio, compiuto dagli uomini in cerchio attorno alla vittima. Il teatro è un cerchio, che circonda l’attore. Il gesto mima il rito; il testo è una preghiera e la musica la ritma. La musica è una religione. Richard Wagner aveva capito tutto e ancora oggi il suo rito si rinnova. Dall’antico Egitto alla Grecia, per le strade di Roma e più su verso i ghiacci del Nord, l’Occidente ha maturato una consapevole identità di sé, che questo libro tenta di svelare attraverso la lettura dei miti che l’hanno saputa edificare passo dopo passo. Siamo in un laboratorio con un microscopio in grado di osservare i filamenti del nostro DNA. È stato René Girard a costruirlo per primo a cavallo tra XX e XXI secolo al quale il libro è dedicato assieme a Richard Wagner, che un secolo prima l’aveva messo in musica coi suoi Drammi. L’ultimo capitolo osserva come questo ideale laboratorio continui a mostrarsi valido anche sul palcoscenico del Bol’šoj nel 1940, quando ad Ejzenštejn fu commissionata la regia della Valchiria, secondo capitolo dell’Anello del Nibelungo di Wagner.
l`architettura e la citta` di domani possono essere una scelta cosciente e libera, oppure saranno una fatalita` imposta dalle tecnologie dell`industrialismo? l`autore presenta qui la sua feroce critica al modernismo e invoca un ritorno al classicismo.
vent`anni fa l`aids ha messo a rischio la sopravvivenza di un intero continente nell`indifferenza delle maggiori istituzioni internazionali. dal 1996 le cure per l`aids, in occidente, esistevano. e si poteva sopravvivere in buona salute. all`africa invece le terapie erano negate, sebbene in quell`area i malati si contassero a milioni e non a migliaia come nei paesi ricchi. perche` questo doppio standard? si dubitava della capacita` degli africani di assumere regolarmente le medicine; le fragili sanita` pubbliche africane erano considerate inefficienti; i costosi farmaci antiretrovirali contro l`aids, che in occidente salvavano vite, apparivano un lusso (senza pero` che i corrispettivi farmaci generici, a basso costo, fossero presi in considerazione, per tutelare gli interessi delle multinazionali farmaceutiche). dominava insomma un afro-pessimismo: curare i malati di aids nelle regioni subsahariane veniva giudicato una perdita di tempo e denaro. e intanto, la durata media della vita crollava e le economie collassavano. malgrado gli sforzi di figure come kofi annan, stephen lewis, jeffrey sachs e di tanti medici e volontari sul campo, l`opzione terapeutica si sarebbe affermata in africa lentamente. l`accesso universale alle terapie sarebbe stato convenuto a livello internazionale soltanto intorno al 2015. la storia di come si e` invertita la rotta nel nome della necessita` di salvare il numero piu` alto possibile di vite e` una lezione esemplare che ci puo` aiutare ad affrontare meglio il presente. prefazione di jeffrey sachs.
"orchidee nere" appare per la prima volta, insieme al racconto "cordialmente invitati a incontrare la morte", nel 1942. mentre il mondo e` sconvolto dal piu` grande conflitto armato della storia, rex stout decide di dilettare i lettori concedendo al suo detective pigro, grasso ed edonista anche un`altra "nobile" manifestazione oltre al suo inguaribile narcisismo: l`invidia. una dolorosa, insopprimibile invidia che nero wolfe nutre per lewis hewitt, il milionario che ha osato creare, e mostrare all`esposizione floreale, tre magnifiche orchidee nere: il sogno o, meglio, la chimera di ogni floricoltore che si rispetti. pur di avere nella sua serra quei fiori preziosi e rari, wolfe non esita a sfidare l`irruente ispettore cramer e a mettere nei guai archie goodwin, occultando le prove di un delitto, nascondendo testimoni e decidendo persino di rinchiudersi in una camera a gas... in "cordialmente invitati a incontrare la morte", invece, e` una letale tossina - stufata, ahime`, anche con gustose animelle fresche di maiale - a determinare il triste destino di bess huddleston, organizzatrice di eventi, caduta in disgrazia presso i suoi facoltosi clienti. introduzione di carlo lucarelli.
campione di pugilato, filosofo, amante della musica e grande matematico. questo e molto di piu` fu pitagora: ecco la sua vita, raccontata da lui stesso. le corse e le lezioni in riva al mare da bambino, con la sabbia come lavagna. i viaggi attraverso il mediterraneo e l`incontro con le antiche religioni del medio oriente. l`amicizia con sapienti come talete e potenti come il faraone amasis. e le sue grandi idee: la reincarnazione di tutti gli esseri viventi, i numeri come vera natura di ogni cosa, l`importanza di apprendere e di insegnare. un giorno, giunge una terribile scoperta: un allievo ha scoperto un numero infinito, impossibile da calcolare... finira` con un misterioso delitto e il crollo di un grande sogno: la perfetta certezza della matematica. eta` di lettura: da 8 anni.

Dizzy Gillespie, Freddie Hubbard, Clark Terry Meets The Oscar Peterson Big 4