la parabola politica di pietro ingrao coincide con i destini del comunismo e attraversa i grandi avvenimenti del novecento: sulla sua pelle bruciano le passioni, le battaglie e le scelte di intere generazioni che, con i loro sogni, hanno dovuto fare i conti con la storia. eppure, nessun uomo politico in italia e` riuscito, come lui, a esercitare un fascino cosi` costante nel tempo e tuttora integro. la figura di ingrao incarna le ragioni e le speranze che hanno tenuto insieme, sul piano politico e umano, un popolo piu` che un partito. nel ripercorrere la sua lunga esperienza, antonio galdo ci accompagna negli eventi decisivi della storia moderna: le due guerre mondiali, il nazismo e lo stalinismo, il crollo del muro di berlino.
un viaggio attraverso i millenni porta il lettore a conoscere i capolavori dell`arte in italia, dal periodo preistorico alle realizzazioni piu` ardite del primo cinquantennio del xx secolo. il variegato panorama della produzione italiana, analizzato nei suoi aspetti piu` singolari e innovativi, concorre a dare, della penisola, l`immagine di una officina votata alla perenne ricerca di sempre nuove soluzioni, il cui fine e` la creazione dell`opera d`arte. questa, per la sua ricchezza espressiva, si presta all`indagine di diverse discipline, che offrono suggestivi spunti di osservazione.
l`attivita` dell`insegnante, un tempo "mestiere" socialmente autorevole e chiaramente delineato, ha visto progressivamente decrescere la propria rilevanza e appetibilita` nel mondo occidentale. urge, percio`, un ripensamento del profilo docente verso una caratterizzazione maggiormente professionalizzante e motivante, dentro la quale vanno costruiti percorsi formativi che permettano agli insegnanti di crescere culturalmente lungo tutto l`arco della loro camera. il testo si propone di analizzare queste dinamiche in seno alla societa` europea, offrendo una panoramica su politiche e pratiche formative emergenti.
intrecciando una solida narrazione storica con la scienza del clima e le scoperte della genetica, kyle harper evidenzia come il destino di roma sia stato deciso non solo da imperatori, soldati e barbari, ma anche da eruzioni vulcaniche, cicli solari, instabilita` climatica e virus e batteri devastanti. il racconto prende le mosse dall`apogeo di roma nel i secolo a.c., quando l`impero sembrava una superpotenza invincibile, fino alla sua completa disfatta nel vii d.c., quando roma era ormai politicamente frammentata e impoverita. harper descrive in che modo i romani cercarono di resistere a un enorme stress ambientale, finche` l`impero non fu piu` in grado di sopportare le sfide combinate di una piccola era glaciale e ricorrenti focolai di peste bubbonica. riflessione sull`intima relazione dell`umanita` con l`ambiente, "il destino di roma" offre al lettore una panoramica completa di come una delle piu` grandi civilta` della storia si sia arresa al peso cumulativo della violenza della natura.
e possibile costruire un ponte tra due discipline diverse ma intrecciate come la psicoanalisi e le neuroscienze? qual e` il collante che allinea tra loro i diversi elementi di questo ponte? per georg northoff e rosa spagnolo il se` e la sua dinamica a livello psicologico e neuronale potrebbe esserne il candidato. "ironia della sorte, nonostante la sua annunciata morte, c`e` gia` una rinascita della psicoanalisi. il campo di essa che porta nuova luce riguarda il connubio naturale tra psicoanalisi e neuroscienze, iniziato con l`opera di mark solms. in questa cornice si inseriscono rosa spagnolo e georg northoff [...] il loro scopo e` di spiegare ad un campo della partnership quello dell`altro, il loro sforzo ricompensera` allo stesso modo tanto gli intellettualmente curiosi quanto le menti piu` pratiche" (antonio damasio, direttore del brain and creativity institute, university of southern california, los angeles). "questo libro propone un argomento fondamentale nelle scienze della mente: la natura del se`. i due autori apportano un`incredibile e profonda gamma di competenze. rosa spagnolo e` psicoanalista e neuropsichiatra; georg northoff e` un neuroscienziato, psichiatra e filosofo. il risultato e` un banchetto intellettuale di descrizioni cliniche, scientifiche e filosofiche, con teorizzazioni estremamente ricche" (mark solms, co-chair dell`international neuropsychoanalysis society).
. fu questa la richiesta di philip roth al suo biografo. in cambio, il genio di newark offriva a bailey l`accesso a un`impressionante quantita` di materiali esclusivi, fra documenti e interviste, sulla propria vicenda umana e artistica. il frutto di questo patto, elaborato in quasi dieci anni di lavoro, e` un ritratto vivido, esaustivo, composito, a tratti sorprendente a tratti piccante, mai agiografico, di uno dei piu` grandi scrittori americani di ogni tempo; un`opera definitiva e inevitabilmente controversa, destinata a far parlare a lungo di se`. determinato a tutelare la propria immagine postuma - , soleva dire, - philip roth dedico` gli ultimi anni della propria esistenza a collaborare con blake bailey, scelto come proprio biografo perche` ritenuto in grado di fornire della sua vita una versione composita e articolata, capace di dar conto dei suoi aspetti controversi ma anche di liberarlo dalla gabbia in cui lo avevano rinchiuso prima le accuse di antisemitismo e e poi quelle di misoginia. nel corso di una decina d`anni di lavoro, terminati poco dopo la morte di roth nel 2018, bailey ha rielaborato l`immensa mole di materiale raccolto - centinaia di ore di interviste e di lettere, appunti, diari, ritagli di giornale, prime stesure di romanzi, pubblicati e non, privatissime memorie - fino a produrre una biografia ricchissima, vivace, curiosa, mai agiografica, che si muove con ordine e misura sul crinale fra vita e opera dell`autore del teatro di sabbath e di pastorale americana, soffermandosi su tantissimi episodi piu` o meno noti di un`esistenza quotidiana dedicata quasi esclusivamente alla letteratura (letta, scritta, insegnata, sorprendentemente spesso criticata) e alle donne (dai giovanili flirt ai due catastrofici matrimoni, prima con margaret martinson e poi con claire bloom; dalle numerose amanti
la seconda guerra mondiale ha causato circa sessanta milioni di morti. dall`invasione della polonia fino alla resa ufficiale del giappone, passando per l`assedio di leningrado, i bombardamenti sulle citta` tedesche, gli orrori della shoah e l`apocalisse di hiroshima e nagasaki, ogni giorno in media hanno perso la vita ventisettemila persone. ma com`e` stato possibile che paesi non troppo diversi per cultura, tradizione militare e sviluppo economico si siano trovati nella condizione di sacrificare milioni di vite, mobilitando risorse e tecnologie per produrre micidiali strumenti di morte e distruzione? come mai un conflitto iniziato in europa ha avuto una escalation letale, che l`ha portato ad assumere una dimensione globale? a oltre settant`anni di distanza, sembra ancora difficile rispondere in maniera soddisfacente a queste domande. in questo libro hanson cerca di dare il proprio contributo a un dibattito che non e` soltanto storiografico, ma anche e soprattutto morale. muovendo la propria indagine dalle cause del conflitto - che, come rammenta, ricadono esclusivamente sulle spalle del nazifascismo - hanson ne ripercorre le tappe cruciali, concentrandosi sulle battaglie decisive, sugli armamenti sempre piu` letali, sull`efficacia dei metodi di combattimento, sugli errori e i successi strategici dei comandi supremi, sul ruolo della popolazione civile e dei lavoratori coatti. ma anche sulla forza economica e la capacita` produttiva delle potenze coinvolte, sul peso alla fine risolutivo dell`industria e della ricerca tecnologica. e soprattutto sugli uomini - dai leader ai soldati schierati in prima linea -, su quanti volevano asservire il mondo alle ideologie assassine e alla logica dei campi di sterminio e su quelli che invece vi si opposero. alla fine, pero`, un dubbio rimane: forse quei sessanta milioni di morti avrebbero potuto essere evitati se in molti non avessero distolto lo sguardo di fronte alla minaccia nazifascista. un dubbio che il nostro tempo ci impone
la scelta di testi che qui presentiamo nella bellissima traduzione di roberto sanesi ci riporta all`origine della poesia inglese, a quel ricco corpus di poemi e composizioni in versi che, benche` poco noti al grande pubblico, rappresentano il punto di partenza di una storia millenaria. tutto comincia nel periodo in cui si chiude l`epoca romana e nell`isola imperversano iuti, angli e sassoni. in questo mondo dominato dalla guerra e dalla violenza prende piede il cristianesimo che ha fra gli altri il merito di promuovere la scrittura di testi che fino a quel momento il poeta, membro dell`e`lite e vicino al re, si limitava a declamare. beowulf, l`inno di c?dmon, i racconti delle battaglie di brunanbuhr, di finnesbuhr e di maldon, gli enigmi e gli incantesimi, scritti in una lingua diversa dall`inglese, in un periodo in cui l`unita` nazionale e quella culturale non si erano ancora costituite, .
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