Colonna sonora del film omonimo. Una pellicola orìginale, che si avvale della maiuscola interpretazione di Robert Duvall e Bill Murray e che richiama il periodo di Fratello Dove Sei ?, anche nella musica.Musica composta per l'occasione con brani nuovi di Alison Krauss, The Steeldrivers ( nuovo formazione bluegrass ), Jerry Douglas, Stuart Duncan, Edgar Meyer, Russ Barenberg Ci sono anche brani dell'epoca ( anni trenta ), di Bix Beiderbecke, Paul Wjhiteman, Ink Spots etc.
pubblicato nel 1960, ai tempi delle piu` pensose e tediose divagazioni sulla "letteratura industriale", questo romanzo le doppiava fulmineamente con uno sberleffo, proiettandosi in un paesaggio che molto somiglia a quello di oggi. scandendo i tempi di una ballata sinistra e euforica, la spark ci racconta come la direzione di una fabbrica tessile ebbe la malaugurata idea di assoldare un "esperto di scienze umane" capace di "far andare a braccetto industria e cultura". ma non fece i conti col diavolo, al quale compiti di questo genere sono quanto mai congeniali.
Jam band di New York dal nome esotico che mischia reggae e radici con un tocco improvvisato. Hanno un sound originale, fuori dai percorsi normali, anche delle jam band. Questo album si avvicina maggiormente, come indica il titolo, ad una certa forma di musica country
Andy Statman, mandolinista country e bluegrass, dedica un disco al grande Bill Monroe, interpretando alcuni dei suoi classici, ma aggiunge anche dei brani composti di sua mano, che si rifanno al suono di Bill Monroe, il padre del bluegrass.Nel disco suonano musicisti di prim'ordine, oltre a Statman: il violinista Michael Cleveland, Jim Whitney (basso) e Larry Eagle (batteria ).Completano il gruppo: Glenn Patscha (keyboards), che è stato uno dei membri degli Ollabelle, mentre Michael Daves (acoustic guitar), appare in tre brani.
quando accetta la proposta di blaise cendrars di scrivere un libro per la sua collana di biografie di avventurieri, e sceglie - in modo apparentemente incongruo per un comunista militante - di occuparsi del barone von ungern-sternberg, vladimir pozner non immagina certo che questa volta non gli bastera` consultare (come aveva fatto per tolstoj e` morto) una mole immensa di documenti, ma che gli tocchera` condurre un`ardua inchiesta, nel corso della quale imbocchera`, per poi abbandonarle, una quantita` di false piste e si imbattera` in testimoni piu` o meno inattendibili: dall`ex colonnello di ungern ridotto a fare il tassista alla coppia di decrepiti aristocratici parigini che hanno conosciuto il barone in fasce (e che di quel paffuto bebe` gli manderanno una foto), sino a "fratello vahindra", il sedicente monaco buddhista che spaccia per il figlio segreto dello stesso ungern il pallido adolescente dai tratti asiatici con il quale vive in una squallida mansarda... a poco a poco, pero`, il narratore riesce ad afferrare il suo eroe, e ce ne svela gli aspetti piu` inquietanti e contraddittori (nonche` ambiguamente seducenti): solitario, taciturno, imprevedibile, irascibile, sadico, paranoide, ferocemente antisemita, superstizioso, misogino, frugale, idealista, marziale, il barone ungern ha tendenze mistiche, si considera erede di gengis khan e si crede investito di una missione provvidenziale - quella di riconquistare l`occidente partendo dal cuore della mongolia.