Canadese, Jon Brooks non è un novellino. Nato e cersciuto come cantautore, acustico all'inizio della carriera, ha poi sviluppato il suo stile verso sonorità più rock. Scrittore di vaglia, Brooks è ormai al quinto lavoro ed ha raggiunto una certa fama, a livello locale, con il disco precedente: Delicate Cages. Smiling & Beautiful Countryside mostra un'apertura roots più marcata ed una ricerca melodica ancora più accenttuata. Da tenere d'occhio.
I Vandoliers rappresentano una delle più interessanti novità, nell'ambito della musica texana. Band originaria di Dallas-Fort Worth, conta sei elementi ed ha un suono decisamente unico: infatti mischia in modo esemplare tradizione e modernità
Prodotto da Adam Hill (Low Cut Connie, The Bo-Keys, Deer Tick, Don Bryant) negli American Recording Studios a Memphis, il terzo album della band, Forever, è un cocktail vibrante di red dirt country, tejano music e youthful punk. 10 canzoni piene di forza e vitalità, con chitarre e fiati che si mischiano bellamente in un sound deciso e molto personale.
Lo scorso Novembre, per due serate di fila, in un teatro di Los Angeles, una manciata di grandi artisti ha celebrato in musica il 75° compleanno di Joni Mitchell. Joni era presente, ma non si è esibita. Hanno invece prestato la loro arte una serie di musicisti di valore, per un tributo di grande forza espressiva, tra i migliori mai pubblicati sino ad oggi.Hanno partecipato alle due serate musicisti del calibro di: Los Lobos con La Marisoul, James Taylor, Diana Krall, Kris Kristofferson / Brandi Carlile, Rufus Wainwright, Glen Hansard, Graham Nash, Norah Jones, Emmylou Harris, Seal, Chaka Khan. Con una super band alle spalle, hanno eseguito alcuni dei classici della Mitchell: Dreamland, Help Me, Amelia, All I Want, Coyote, Big Yellow Taxi, Both Sides Now, A Case of You, Blue, Court and Spark ed altre.
Henry Jamison è un cantautore emergente. Americano, ha solo un paio di dischi alle spalle, ma una idea ben precisa di quello che deve fare. Originario del Vermont, Jamison descrive la middle class maschile americana, cercando di rileggere il concetto di mascolinità. Una tema particolarissimo, messo in musica in modo elegante, con una serie di canzoni ben costruite, usando musicisti di nome. Il disco è prodotto da Thomas Bartlett (Sufjan Stevens, The National, Yoko Ono, St. Vincent, Florence & The Machine), mentre gli arrangiamenti sono di Rob Moose (Bon Iver, Arcade Fire, Laura Marling, Perfume Genius, Phoebe Bridgers). Decisamente interessante.
Meet Me at the Edge of The World, l'ultimo disco in studio ( 2013), ed il recente doppio Live From The Edge of World, hanno confermato la popolarità del duo dell'Ohio. Love & Revelation presenta 11 canzoni nuove. Canzoni che scendono nel personale, che descrivono la vita di ogni giorno, i dolori ma anche le piccole gioie della quotidianità. Un disco riflessivo e profondo, che parla dell'America attuale: Love & Revelation è un disco muscalmente colto, che conferma la bravura del duo. Ascoltate An American in Belfast, Rocking Chairs, Los Lunas, Given Road, Broken Angels e la canzone che dà il titolo al disco, sono tra le cose migliori degli Over The Rhine.
Non si tratta dell'ennemia antologia, bensì di un disco nuovo di zecca. Infatti Jim "Dandy" Mangrum e Rickie Lee Reynolds, due dei membri originali dalla band sudista, la spina dorsale del gruppo, tornano con il primo loro album nuovo da 30 anni a questa parte. Un disco di rock, hard rock, southern rock. C'è anche del blues e l'album è arricchito dalla presenza di Shawn Lane, considerato tra i migliori chitarristi al mondo e di Sammy B. Seauphine.Southern rock is back to stay.
The Saint Of Lost Causes è l'ottavo disco che il roots troubadour Justin Townes Earle pubblica a suo nome. In questo disco Justin Townes diventa più personale, abbandona la linea del musicista classico per diventare più critico ed introspettivo. Infatti l'autore che, dal punto di vista musicale non ha mutato le sue radici, scrivendo brani dal suono roots, tra country e rock, ma in questo caso più elettrici, come autore diventa molto più critico. Earle si focalizza su un'America oppressa e suoi suoi oppressori, su quelli che hanno ancora delle speranze e su coloro che non ne hanno più Descrive la devastazione economica, l'imbecillità di coloro che comandano una nazione gigantesca, diventa critico e non risparmia nulla, a nessuno. Il disco ne guadagna dal punto di vista della solidità di base. La parte musicale è intensa e le canzoni assumono una forza interiore che prima non avevavo. Justin Townes Earle sta diventando grande.