C'è voluto un pò di tempo perchè la band di Villy Vlautin ( ex Richmond Fontaine ) facesse il secondo disco. Infatti la vocalist Amy Boone aveva avuto un incidente abbastanza grave ( è stata investita da un'automobile ed ha avuto ben nove operazioni, prima di essere in grado di tornare ad incidere) e questo ha ritardato l'uscita del disco. La band, composta da Valutin e Boone, annovera anche Jenny Conlee dei Decemberists, Sean Oldham dei Richmond Fontaine, Tucker Jackson dei Minus 5. Come l'iniziale Colfax, anche The Imperial è dominato da atmosfere notturne, molto particolari. Musica intrigante, molto personale, menp Americana e più cuntry soul, rispetto all'esordio. E poi la scrittura di Vlautin è abbastanza unica e dà al disco una forza interiore non comune.
Peter Stampfel, oggi ormai quasi ottantenne, è sulla scena dagli albori del rock. Ha fatto parte dei Fugs, ha guidato gli Holy Modal Rounders, una delle formazioni più dissacranti, acide, originali e pittoresche della scena rock. Ha inciso molti dischi a suo nome e non ha ancora finito di sorprenderci. Cantautore dissacrante, musicista originale e fuori da ogni schema, Stampfel sa comunque fare musica e, mischiando intelligenza e humor, mette a segno un altro colpo vincente con questo nuovo lavoro. Se volete sentire qualche cosa di nuovo, di diverso, Stampfel fa al caso vostro.
Quarto album del musicista country rock americano.

