le mucche producono piu` latte se ascoltano beethoven, i pinguini possono sparare le proprie feci come cannoni, gli elefanti riescono a imitare il rumore di un autocarro, le mamme lama cantano ninne nanne ai loro piccoli... quasi ogni giorno riviste scientifiche, autori di documentari o scienziati naturalisti presentano una nuova scoperta sul mondo animale. la varieta`, l`imprevedibilita` o la semplice stranezza delle loro teorie e` davvero infinita, oltre che infinitamente affascinante. la vita animale e` tutto tranne che noiosa e spesso gli animali hanno comportamenti molto piu` simili a quelli dell`uomo di quanto si possa comunemente pensare. sapevate per esempio che gli alci si ubriacano e che le renne possono sviluppare una dipendenza dai funghi allucinogeni? e che, se i panda fanno la verticale per amore, i topi corteggiano le femmine con vere e proprie serenate?
un denso susseguirsi di capitoli a formare una vera e propria saga della grande montagna. con il ritmo incalzante dell`affabulazione si alternano i vari personaggi: il grande mago alpino, nano autunno, la fata perla azzurra che diventa mughetto perdendo i suoi doni, ser riccardo e la spada fiammeggiante, il bieco imperatore, gran lupo dalle fauci possenti. su tutti volteggia il gran falco d`argento, che tutto vede nelle sue aeree volute, tutto controlla. nel filo della narrazione, tutti i canoni della favolistica classica trovano spazio e lo scontro tra bene e male e` condotto con mano leggera, spirito lieve e qualche divertimento.
quasi trent`anni di silenzio, dopo l`abbandono delle scene avvenuto nel lontano 1978, un percorso artistico che si interseca con quello umano, dai primi successi a una crisi interiore che lo porta ad abbracciare la religione islamica. con "an other cup", l`album uscito due anni fa, cat stevens, ora ysuf islam, rappresenta prima di tutto un tentativo per stabilire un ponte tra islam e occidente. l`analisi della sua produzione discografica si fonde con una panoramica sugli anni di "silenzio" e di impegno umanitario. ci sono piccoli momenti epifanici da rintracciare in un grande messaggio di pace, e le sue canzoni invitano a riportarli in superficie.
due lunghi racconti in cui flaiano rappresenta la crisi dell`individuo, sullo sfondo di una roma sempre piu` desolata. in "una e una notte", graziano, giornalista in crisi, inviato sul luogo in cui e` atterrato un disco volante, scoprira` quanto sia vana l`illusione che un evento straordinario possa mutare la propria vita e si convincera` che il suo disagio non ha via d`uscita. anche adriano, il protagonista dai forti tratti autobiografici della seconda storia, e` un intellettuale in crisi. i suoi inquieti pellegrinaggi lo portano ad incontrare l`amico regista al lavoro (federico fellini) o sulle spiagge di fregene dove incontra i semplici pescatori.
figlio di un asceta che ha fatto voto di silenzio per ribellarsi ai privilegi della propria casta e di una donna appartenente al gruppo sociale degli "sfavoriti", il giovane willie chandran si trasferisce dall`india nella londra degli anni cinquanta. qui entra in contatto con la realta` degli immigrati caraibici e dei primi tumulti razziali, frequenta il mondo bohe`mien che anima la vita notturna di notting hill e pubblica un libro di racconti d`ambientazione coloniale che riesce a ottenere il plauso moderato della critica. ma l`incontro con ana, immigrata dall`africa portoghese, lo spingera` a sottoporsi a una seconda "traduzione": la seguira` infatti nel suo paese d`origine, dove si celebrano gli ultimi mesti riti del colonialismo.
"di sicuro questa non e` figlia di contadini" esclama il contadino jacopo allorche` gli viene affidata la trovatella matilde sofiri: e subito la delicatezza dell`aspetto e la sorte infelice di lei gli ispirano un sentimento che non ha mai provato nemmeno per i figli veri. ma la bambina non restera` con lui a lungo: per sottrargliela viene ideato un tortuoso inganno, che dura un`estate e ha al suo centro l`interminabile esecuzione di un ritratto: e l`epilogo, lieto e doloroso insieme, sara` segnato dall`apparizione di una carrozza nera e oro da cui sporge, simile ad un artiglio, una mano guantata di donna.
concetti e categorie che ci paiono ovvi, come la storia della letteratura, i secoli (il duecento, il trecento) o i periodi (il rinascimento, il romanticismo) sono in realta` frutto di una secolare riflessione. il volume ripercorre la vicenda critica della "periodizzazione" della letteratura italiana, illustrando i modelli correnti e le piu` recenti ipotesi critiche.
quale rapporto esiste tra la dimensione teatrale e quella dionisiaca? e in che senso la rappresentazione drammatica costituisce un fenomeno di comunicazione sociale storicamente determinata? questi sono alcuni interrogativi di fondo cui il testo cerca di rispondere, riconsiderando il fenomeno teatrale dell`antichita` classica nei suoi aspetti mitici, cultuali e simbolici, aspetti molto spesso occultati dalle interpretazioni piu` tradizionali della storia del teatro. partendo dai lavori profondamente innovativi di studiosi quali kere`nyi, brelich, vernant, sabbatucci, vidal-naquet, il libro affronta la complessa questione del rapporto - allo stesso tempo cifrato, assente, evidente - che esiste tra dioniso e il teatro ateniese in una prospettiva storico-antropologica e storico-religiosa. prospettiva che mira a restituire non il teatro greco, ma anche la stupefacente figura del suo dio al loro significato piu` autentico. di riflesso, l`elemento distintivo di questo libro e` costituito dalla novita` dello sguardo che riesce a cogliere una trama di valori inediti (e in qualche misura insospettabili) in uno dei momenti piu` alti della cultura occidentale.
sembra miracolosa la pnl, sembrano maghi tad james e wyatt woodsmall nella loro capacita` di suscitare con lievi suggestioni cambiamenti radicali nel comportamento. in questo libro viene esposta una tecnica capitale della pnl, quella della time line, che intervenendo direttamente sul modo in cui sperimentiamo la vita e il tempo, consente di operare un riorientamento temporale con cui dare nuovo assetto ai ricordi, alle decisioni e alle esperienze. molti modelli linguistici usati nella pnl, utilizzati inconsciamente da chi ha un`ottima capacita` di comunicazione, derivano dalla comprensione di come ognuno organizza il tempo nella testa. il modo in cui immagazziniamo i ricordi influisce sulle esperienze di vita e sull`esperienza del tempo: da sempre infatti gli psicologi convengono che sono le esperienze passate a determinare effettivamente chi siamo e cosa facciamo. la codificazione dei ricordi a opera del cervello viene chiamata time line, ed e` l`elemento base della personalita`, la chiave per comprenderla. non ultimo pregio di questo libro e` la sua immediatezza. tratto infatti direttamente dalle trascrizioni dei seminari originali, ne ha mantenuto intatto il sapore, il ritmo, il colore. sembra quasi di essere presenti in carne e ossa, di ascoltare dalla voce degli autori la spiegazione dei vari modelli, di assistere alla loro applicazione in vivo.
quanta ce n`e` e da dove viene? chi la amministra e con quali regole? una risorsa preziosa da non sprecare ma anche un diritto da garantire a tutti. dal problema della siccita` alle guerre dell`acqua, una ricchezza importante per gli ecosistemi naturali e il nostro sviluppo economico, che richiede uomini, infrastrutture, tecnologia.
il fenomeno-berlusconi e` il segnale di un`involuzione politica piu` generale, di una degenerazione della democrazia che coinvolge non solo l`italia, ma tutto il mondo occidentale. mentre alcuni aspetti del fenomeno possono apparire folcloristici, altri non lo sono affatto, e sono anzi l`anticamera di una qualche forma postdemocratica di societa`: ne sono un esempio il governare, secondo il giornalista, esclusivamente per i propri interessi, l`uso sistematico della menzogna, la demonizzazione degli avversari, lo screditamento di tutte le istituzioni, la furia di produrre a ogni costo leggi nuove che eliminino le tracce del sistema precedente.
nella corrispondenza tra la mai completamente esperita singolarita` delle architetture e dei luoghi di roma e gli studi sulla stratificazione dei suoi insediamenti si colloca questa storia di teatri progettati e non costruiti. in parallelo a quella degli edifici realizzati, la storia delle architetture immaginate illumina la conformazione della citta` attuale e ne rende piu` evidenti caratteri e contraddizioni. la vicenda delle sale per gli spettacoli e` in questo senso esemplare; che alla citta` delle scenografie barocche e alla fitta rete di luoghi destinati agli spettacoli, realizzati nel corso dei secoli xvii e xviii, ha fatto seguito, all`inizio dell`800, una reiterata impossibilita` di arrivare alla costruzione d`un nuovo teatro pubblico, in conseguenza d`una difficolta` di trasformazione sociale, civile e architettonica, su cui molto resta da indagare. il non realizzato teatro di roma prende forma nelle storie del teatro municipale, del teatro massimo o teatro regio e in quella dell`auditorium, che fanno interagire immagini diverse, sul fondo della straordinaria complessita` formale dei luoghi. cosi` la citta` non costruita e` parte integrante di quella che abbiamo sotto gli occhi e, a volte, solo attraverso quella e` possibile "vedere" l`immagine piu` significativa di questa.
irlanda. 1945. dopo aver lavorato per anni a new york come operaio, barnabas rane torna in donegal con la famiglia per iniziare una nuova vita nella sua terra d`origine. ma quando alla fattoria scoppia un incendio e matthew peoples. il suo bracciante, si getta tra le fiamme per provare a salvare il bestiame, barnabas perde ogni cosa: un amico, la stalla e gli animali su cui aveva investito tutti i risparmi. deciso a resistere, non gli rimane che chiedere aiuto alla comunita` di carnarvan; ma la gente del posto - rancorosa e - si rivela diffidente nei confronti dell`ultimo arrivato, che ha vissuto cosi a lungo lontano da casa da essere considerato uno straniero. e mentre barnabas, facendo leva sul suo , tenta disperatamente di sopravvivere, il figlio si ritrova a fare i conti con un terribile segreto e la moglie e` annientata dalle incertezze sul futuro. "neve nera" e un romanzo crudo e implacabile, in puro stile lynch, in cui il paesaggio, spesso lirico, sempre affascinante, funge da sfondo ideale per una storia che indaga la natura piu` oscura dell`uomo.
grande saggista gadda lo e` sempre stato: sin dal 1927, quando e` apparsa su l`"apologia manzoniana", magnifica lettura dei promessi sposi (e del , alla luce di caravaggio) che rivela - come e` stato scritto - una . e a quotidiani e riviste gadda ha poi continuato a collaborare, per soddisfare una passione vorace che si rivolgeva ai vient de paraitre (paul morand, gianna manzini, una nuova traduzione commentata del faust, bacchelli, montale, palazzeschi, giorgio pasquali) non meno che ai maestri venerati (porta e belli, oltre a manzoni), alla questione della lingua, alla pittura e al teatro (de chirico, de pisis, crivelli, ?echov, la "mandragola" di machiavelli), alla scienza e alle tecniche. il problema e` che i suoi saggi brevi (o entretiens, come li definiva), frutto com`erano di un`accanita documentazione, di una tormentosa elaborazione, di un`ossessiva ricerca linguistica, non potevano che divergere . e gettare nel panico, con la loro esorbitante lunghezza e il loro fulgore `barocco`, i direttori dei quotidiani, restii a pubblicare pezzi destinati a chi non volesse ritrovarsi scodellate . pare dicesse croce. e a gadda, esulcerato e oppresso dalle strettezze, non restava che prendersela con buzzati, star del : . quella era in realta` avversione profonda per le con cui si maschera la verita`, per la di una `monolingua` vereconda e benpensante - ricerca dello , obbedienza alle sollecitazioni di una .
scrittrice, drammaturga, saggista, poetessa, figura di spicco della cultura italiana dagli anni sessanta ad oggi, dacia maraini si e` fatta interprete sensibilissima e originale dei mutamenti della nostra societa`, dimostrando con sempre maggiore evidenza una vocazione civile profonda. le sue storie, spesso incentrate sul tema della condizione femminile, hanno appassionato intere generazioni di lettori e i suoi libri hanno riscosso un grande successo in italia all`estero. questo meridiano ripercorre le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera di narratrice, tra romanzi e racconti, con alcuni testi mai raccolti in volume. il meridiano e` a cura dello scrittore e saggista paolo di paolo e di eugenio murrali, che insieme firmano una appassionata e inedita cronologia della vita dell`autrice.
steinar di hlidar vive in un mondo di miti e valori antichi nell`islanda di fine ottocento. umile contadino e artigiano della pietra, del legno e della poesia, strenuo custode degli ideali delle saghe, si rifiuta di vendere ai potenti del distretto un magnifico cavallo che i suoi due figli considerano magico e che dunque per lui non ha prezzo. una creatura tanto speciale puo` essere degna solo di un re, percio` il villico finisce per regalarla al suo sovrano, re cristiano di danimarca, insieme a uno scrigno dotato di una chiave nascosta in una poesia. ma la reazione della corte reale non puo` essere piu` deludente per steinar che, perso di colpo il suo mondo fiabesco, sembra trovare il paradiso in terra nelle parole di un predicatore mormone, e parte fiducioso alla scoperta dello utah. comincia cosi` la sua picaresca iniziazione alla nuova fede nella controversa comunita` poligama che popola il regno millenario di salt lake city, dall`altra parte del mondo, dove il contadino islandese comincia a costruire una vita migliore per la propria famiglia, mentre l`adorata figlia, rimasta sola in patria, cade vittima di soprusi e disgrazie di ogni sorta. e forse questo il deserto da attraversare per meritarsi la terra promessa?
. questa spiazzante formula di poetica racchiude i due estremi del fuoco e del ghiaccio, al centro della visione di frost come di molti suoi versi - estremi inestricabilmente complementari, di quelli che fanno il tormento e la delizia di critici e lettori. recita un suo verso. cosi`, dietro i grandi monologhi drammatici espressi in un parlato popolare, come dietro i sonetti e le altre composizioni formalmente ineccepibili da lui predilette - del verso libero diceva che era come -, c`e` sempre qualcos`altro. qualcosa che ci turba, che ci mette in discussione, e non si lascia domare. sara` per questo che le sue poesie, anche a leggerle cento volte, manterranno sempre la loro freschezza, continueranno a custodire il loro segreto. in questa vastissima scelta, tratta da tutta la sua produzione, il lettore avra` modo di incontrare il maggiore poeta americano del novecento, diventato paradossalmente, come tutto cio` che lo riguarda, il piu` `moderno`, forse perche` il piu` refrattario, ingannevole, e a modo suo audace, fra i grandi modernisti. quello con cui bisogna ogni volta tornare a fare i conti.
nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da pannunzio a montale, da pasolini a garboli - antonio delfini resta autore appartato e inafferrabile. l`eterno dilettante di talento, come scrive roberto barbolini nella sua introduzione, ha giocato a confondere vita e scrittura in un azzardo continuo, sino a fare della letteratura un surrogato dell`esistenza e a trasformare in racconto la propria tormentata biografia. l`opera che piu` compiutamente ne rappresenta estri e umori e` senz`altro "il ricordo della basca", raccolta pubblicata nel 1938 che qui si ripropone nell`edizione definitiva - preceduta da quel riconosciuto capolavoro che e` una storia e seguita dal frammento il 10 giugno 1918 - con il titolo i racconti con cui usci` da garzanti nel 1963. sul fondale incantato della sua modena, la modena degli anni trenta, reale e immaginaria al tempo stesso, l`autore proietta le sue stravaganze di dandy di provincia, l`amarezza degli amori solo vagheggiati, la rabbia peri sogni infranti. sono pagine che restituiscono la freschezza e la felicita` vagabonda della scrittura di questo eterno puer, la voce tenera e straziata dell`uomo disperato e pieno di grazia che fu antonio delfini.
ha scritto pietro citati . per tutti coloro che dal 2005 (anno della pubblicazione di "suite francese" in italia) hanno scoperto, e amato, le sue opere, questo libro sara` una sorpresa e un dono: perche` potranno finalmente leggere la - dattiloscritta dal marito, corretta a mano da lei e contenente quattro capitoli nuovi e molti altri profondamente rimaneggiati - del primo dei cinque movimenti di quella grande sinfonia, rimasta incompiuta, a cui stava lavorando nel luglio del 1942, quando fu arrestata, per poi essere deportata ad auschwitz. una versione inedita, e differente da quella, manoscritta, che le due figlie bambine si trascinarono dietro nella loro fuga attraverso la francia occupata, e che molti anni dopo una delle due, denise, avrebbe devotamente decifrato. qui, nel narrare l`esodo caotico del giugno 1940, e le vicende dei tanti personaggi di cui traccia il destino nel suo ambizioso affresco - piccoli e grandi borghesi, cortigiane di alto bordo, madri egoiste o eroiche, intellettuali vanesi, uomini politici, contadini, soldati -, ne`mirovsky elimina tutte le fioriture, asciuga e compatta; non solo: ricorrendo alla tecnica del montaggio cinematografico, limitandosi a , sopprimendo ogni riflessione e ogni giudizio, conferisce a questo allegro con brio un ritmo piu` sostenuto - e riesce a trattare la che ne costituisce la materia con una pungente, amara comicita`.
quasi come in una tragedia classica, nel quinto libro della recherche tutta l`azione si concentra attorno a due soli protagonisti, il narratore e albertine, in uno scenario di tempo e luogo - un appartamento borghese parigino - ben delimitato. predomina quindi l`introspezione psicologica, la descrizione dell`amore, un amore quasi patologico, fatto di sofferenza e gelosia. "la prigioniera" (1923) si configura come una grandiosa indagine sul sentimento erotico che demolisce miti e stereotipi romantici e ne inaugura una concezione moderna.
il vinile e` morto, viva il vinile! il terzo millennio ha visto il ritorno dirompente del 33 giri. e questo nonostante o forse proprio a causa della diffusione della musica digitale, volatile e priva di supporti fisici. "vinile. istruzioni per l`uso" sara` per te, in maniera rigorosa ma avvolgente e scanzonata, un consigliere irrinunciabile per scoprire la storia dell`lp, per capire quale delle 465 edizioni del "white album" hai tra le mani, per scegliere il metodo migliore di "lavaggio" dei tuoi pezzi da collezione, per consultare riviste e siti specializzati, per acquistare il giradischi e l`impianto hi-fi in linea con i tuoi desideri e per rispondere a tutte le domande che ti ronzano in testa quando pensi a cosa farne di quella scatola di dischi dimenticata in cantina.
quale verita` si nasconde dietro il caotico scenario di delinquenza metropolitana che avvolge napoli? chi sono i protagonisti di quella che puo` essere ormai considerata come una vera e propria "guerriglia urbana", di feroce e drammatica attualita`, combattuta da una miriade di gruppi privi di strategia criminale, dal fragile potere eppure potentissimi? come e` cambiata la camorra napoletana negli ultimi anni, quelli in cui e` diventata protagonista di fiction di successo, oltre a trovarsi sempre piu` spesso sotto i riflettori della stampa, nazionale e internazionale? a queste domande cerca di rispondere lo storico e giornalista gigi di fiore, nella nuova edizione aggiornata del libro "la camorra e le sue storie", uscito per la prima volta nel 2005, quando si consumava l`ultimo atto della prima "faida" di scampia. un fenomeno, quello della camorra, ora al centro dell`attenzione collettiva anche a causa delle decine e decine di morti ammazzati a napoli negli ultimi anni - ma per lungo tempo trascurato, di certo decisamente sottovalutato anche in un passato molto recente, rispetto alla mafia siciliana. eppure nell`ottocento i rapporti di notorieta` erano capovolti, tanto che si parlava della mafia come di una "specie di camorra". individualista, frammentata, organizzata orizzontalmente, la camorra e` per questo la piu` violenta delle mafie italiane, responsabile ogni anno di un numero di omicidi da record.
dal vero scrittore, ebbe a dire elias canetti in un discorso su hermann broch tenuto nel 1936, bisogna pretendere . per canetti la trilogia "i sonnambuli" rappresenta dunque . e davvero ha come una concreta, autonoma esistenza il protagonista di questo secondo pannello, il trentenne august esch, impiegato di commercio, lacerato tra e . una vita inquieta e senza baricentro, tra l`improbabile alternarsi di mestieri e gli ondivaghi rapporti con le donne, mentre in lui cova una rabbia impotente tanto contro gli affaristi quanto contro i demagoghi di .
quando in montagna andrea viene travolto da un fiume di fango, nel tentativo di salvarsi non si aggrappa solo ai rami bassi degli alberi, ma anche, con la stessa forza, ai fili tesi dal ricordo di un`amicizia. tra conflitti e occasioni di meraviglia, tra realta` quotidiana e rivelazioni, quattro ragazzi intrecciano le loro vite con tutta l`energia della giovinezza. un ritratto commovente di quella stagione dell`anima che piu` d`ogni altra si imprime in ciascuno di noi e sceglie il nostro destino. anna, andrea, cora e valerio sono compagni di scuola. assieme studiano, si divertono, sperperano con allegria le giornate. il perno di queste esistenze - ancora brevi e gia` segnate da perdite e ferite - e` il negozio di un anziano rigattiere nei vicoli di torino, un luogo che diventa una specie di base, talvolta di rifugio. il tempo, pero`, non regge la richiesta di perfezione, di assoluto, che l`adolescenza pretende. il desiderio si insinua nel gruppo e lo logora. andrea, che rispetto agli altri percepisce ogni cosa con intensita` maggiore, a poco a poco si isola: a fargli mancare il fiato sono tanto la bellezza impetuosa del presente, quanto il senso di minaccia che arriva dal futuro. ma nel momento in cui si trovera` in pericolo i suoi amici, quegli amici unici che solo una certa eta` ti regala, saranno di nuovo con lui.
camilleri e` un maestro del racconto. si presta sia alla misura minima della novella che a quella del romanzo breve. e, nella raccolta la paura di montalbano (uscita in prima edizione, per mondadori, nel 2002), alterna brevi e lunghi. concerta il tutto nella forma compattamente ritmica di un libro di grande felicita` narrativa e di sicuro diletto. fa da preludio giorno di febbre. vi abita un montalbano febbricitante, impegnato nella vana ricerca di un termometro. e quasi una comica. eppure il commissario, che assiste a uno scippo e al ferimento di una bambina, ha modo di fiutare, nel segreto di un barbone che si prodiga a dare soccorso, l`inabissamento di un giallo. la ricerca investigativa irrompe nel romanzo breve ferito a morte. montalbano si incarica di dare di se` un ritratto a contrasto, un attestato di esistenza in vita in qualita` di personaggio nel ruolo di sbirro: lui in quanto esistono i delinquenti. un colpo di pistola ha ucciso, nudo nel suo letto, uno spurcissimo strozzino, che tiene in casa come serva una nipote diciottenne e ha come esattore un pregiudicato. entra in scena un altro morto ammazzato. si tratta del fattorino dindo`, personaggio di lunare innocenza. per risolvere il caso, montalbano si atteggia a regista cinematografico. prova e riprova sul set le ricostruzioni possibili. si insinua veloce, nella trama del libro, un cappello pieno di pioggia. ed e` un imprevedibile cappello, quello del titolo, che consente allo sbigottito montalbano, in trasferta a roma, di favorire la cattura di uno spacciatore. il quarto segreto vede in azione un montalbano inedito che segretamente collabora con i carabinieri; e, senza la sua squadra, ma con l`aiuto esclusivo di un catarella , porta a termine l`indagine sulla morte di un misterioso muratore e sulle attivita` di un costruttore mafioso. segue, con la paura di montalbano, l`ultimo corto. nella luminosita` gelida di una passeggiata in montagna, accade a montal
mancava un po` a tutti, l`intrattabile miss shepherd. ai moltissimi lettori della "signora nel furgone", naturalmente. ma soprattutto al suo riluttante e devoto biografo, alan bennett, che come si poteva immaginare ha colto al volo la proposta del regista nicholas hytner: scrivere un film che avrebbe visto maggie smith nel ruolo della protagonista. dal lavoro sul film e` nato poi questo libro, che oltre al testo originale e alla sceneggiatura contiene uno scritto introduttivo di pungente sincerita` dove per la prima volta bennett, anche grazie a nuove pagine di diario, racconta fino in fondo la singolare relazione che per quindici anni lo ha legato al piu` eccentrico dei suoi personaggi, svelando a uno a uno, con nostro irrefrenabile divertimento, i lati piu` curiosi dello strano mestiere che, senza quasi volerlo, ha finito per fare - piu` o meno meglio di chiunque altro.
"non vogliamo vendere l`islanda!" reykjavik, fine anni `40, il paese e` appena uscito dalla guerra ottenendo finalmente l`indipendenza, ma gli usa, con un`allettante offerta, ne chiedono un pezzo per una base nato. il popolo grida, il governo complotta, gli americani premono, quando in citta` arriva la giovane ugla, una candide contadina, discendente diretta delle eroine delle saghe che ancora popolano le sue lontane valli del nord, armata del fascino e della freschezza del "prodotto naturale", ma anche di allegria e sano buon senso, e decisa a trovare il suo posto indipendente nella vita. e lei che racconta le sue avventure quando entra come governante in casa del deputato arland, con un harmonium come unico bagaglio: la sua educazione sentimentale in una luccicante societa` da operetta, tra cene segrete e sedute spiritiche, faccendieri arricchiti, figli di papa` allo sbando, politici che giurano oggi quello che rinnegheranno domani, ma anche nel mondo sotterraneo delle cellule comuniste e di un organista filosofo che predica la vera rivoluzione, l`anarchia dell`arte e la liberta` del pensiero. scritto nel 1947 anticipando la realta`, censurato dall`europa della guerra fredda, "la base atomica" rimane un romanzo di sorprendente attualita` che, come sempre in laxness, non si lascia etichettare; una denuncia politica e sociale che affronta l`emancipazione della donna, della cultura e di un`islanda proiettata nel futuro con le sue forti radici nel passato.
john ronald reuel tolkien, conosciuto per lo hobbit e il signore degli anelli, ha scritto nel corso della vita molti racconti e versi che arricchiscono la mitologia e le storie della terra di mezzo. dopo la sua scomparsa il figlio christopher per volonta` del padre ha seguito con cura la pubblicazione di questo tesoro, portando alla luce nuovi personaggi, episodi epici e luoghi incantati. il quarto volume della storia della terra di mezzo e` una pietra miliare per la lettura approfondita di tutte le opere dell`autore. i lettori potranno scoprire particolari mai raccontati prima nella dettagliata esposizione della forma geografica e della cronologia delle leggende di arda. il libro e` composto dall`ambarkanta, ovvero "la forma del mondo", con mappe e diagrammi della terra di mezzo prima e dopo la guerra degli de`i e la caduta di numenor; gli annali di valinor e gli annali del beleriand, che ripercorrono le vicende della prima era; la prima versione del silmarillion e del quenta noldorinwa. un tesoro luminoso e pieno di sorprese, pagine emozionanti per continuare il viaggio nell`immaginario tolkieniano.