Myles Goodwyn è il leader ed anche il membro fondatore degli April Wine, celebre rock band che arriva dal Canada. Con il passare degli anni ha cresciuto il suo amore per il blues e, finalmente, ha pubblicato un intero disco dedicato al blues elettrico. E si fa anche aiutare da un bel gruppo di amici, tra i quali ricordiamo Rick Derringer, Frank Marino, Garret Mason, David Wilcox, Amos Garret, Kenny "Blues Boss" Wayne, Joe Murphy, Shaun Verreault, Bill Stevenson ed altri. Classico rock blues, elettrico e pulsante.
New York Blues. Chris Barnes, con una band in cui suona gente del calibro di Jimmy Vivino, Steve Guyger,Will Lee, Shawn Pelton e Bette Sussman, porta a termine un solido album di blues elettrico, come da tempo non sentivamo.
Vengono dal South i Little Boys Blue, da Memphis per la precisione. mischiano blues elettrico con accenni southern rock e quelche riff rockabilly. Il cantante, JD Taylor, è un rodato working class man e la band ( Mark Brooks Dave Mallard, Kid Memphis e Alex Taylor ) ci dà dentro di brutto. Niente di nuovo, è vero, ma musica decisa, sapida e vibrante. Quanto basta per risvegliare i nostri sensi.
Tributo in chiave blues a Gary Moore. Con la partecipazione di Steve Lukather, Don Airey, Steve Morse, Glenn Hughes, Joe Lynn Turner, Doug Aldrich ed altri.
Jimmy Carpenter, blues man e sassofonista, esordisce come solista per l'etichetta di Mike Zito, la Gulf Coast Records. E, da amante del blues consolidato, Carpenter confeziona un disco di blues anomalo, dove cerca di d are un tocco decisamente personale alla sua rilettura della musica del diavolo. Soul Doctor conta, tra gli ospiti, il chitarrista Nick Schnebelen, proprio nel brano che dà il titolo al disco. The Bender Brass: Doug Woolverton alla tromba e Mark Earley al sax baritono ed anche Al Ek, all'armonica in Wrong Turn. Mike Zito stesso appare alla chitarra in Wild Streak.
Originario di Chicago, 30 anni compiuti da poco, Neal Francis arriva al suo disco d'esordio dopo un decennio passato in vari modi: prima come sideman in tour con il figlio di Muddy Waters, quindi come leader di una band, Funk The Heard. Ma ora, tornato mel pieno della sua forza espressiva, esordisce con un album di sano blues, molto black, anche funky in qualche momento, che si allinea tra le cose migliori dell'anno appena trascorso. Osannato dalla stampa d'oltreoceano, Neal Francis ha messo a punto un signor disco, in cui uno dose di solido R&B si mischia con fluenti brani blues ed atmosfere dense e molto metropolitane.
2 CD Dom Flemons, bluesman, ma anche tradizionalista e folksinger, è un musicista a trecento sessanta gradi. Ha fatto parte dei Carolina Chocolate Drops ( Genuine Negro Jig ), ma ha anche dei dischi a suo nome dietro le spalle. Questo nuovo album coniuga, sullo stile dei Carolina Chocolate Drops, folk e blues e, tra i musicisti coinvolti, c'è anche Guy Davis, che appare in diverse tracce. Un disco brillante, innovativo e diverso. Il blues, come raramente lo abbiamo sentito. Nuova edizione, Omnivore 2020, ampliata e potenziata. Un viaggio nella musica tradizionale americana, diviso in tre parti.
Edito nel 1992, questo raro album ci presenta il jazzista Henry Butler, qui convertito al blues, in un esercizio di stuile, per puristi. Un disco voce e piano, puro come l'acqua montana, in cui Butler rilegge brani come Down by The Riverside, That Lucky Old Sun, Jamaica Farewell, Blues After Midnight etc. Disco decisamente raro.
Molto considerato come produttore, ma anche session man, Colin LInden è una delle figure centrali della musica canadese. Grande amico di Bruce Cockburm, Linden ha anche una sua carriera come solista e di dischi a suo nome ne ha pubblicati già quattordici. Blow, al contrario di diverse sue opere del passato, è un disco di blues, puro e duro. Colin ha sempre amato il blues, ma è la prima volta che fa un disco dedicato alla musica del diavolo. D'atronde, in gioventù, aveva passato molto tempo a misurare questa sua passione andando a vedere concerti di gente come Howlin Wolf, Muddy Waters, Brownie McGhee & Sonny Terry, Son House ed altri.
Pubblicato da Appaloosa, ecco il nuovo lavoro di Hubert Dorigatti, chitarrista blues nostrano che suona decisamente americano, molto più di molti musicisti americani stessi. Stop è un disco di blues elettrico, suonato alla grande, con canzoni blues, ovviamente, ma anche fortemente venate di soul. Sono con Dorigatti, l'armonica e la voce di Fabrizio Poggi, ma anche Matteo Giordani, Paolo Legramandi, Michdele Bonivento ed altri. Dodici canzoni, molto equilibrate, con una costante blues -rock - soul. Da sentire assolutamente.
2 C D. The studio recordings: 25 canzoni, in parte cantate, in parte strumentali.
Tom Principato è uno dei migliori chitarristi blues della scena attuale. Questo nuovo disco, dedicato in modo appassionato a Roy Buchanan e Danny Gatton, ne è la conferma. Prima di tutto i due soggetti dell'omaggio, due chitarristi straordinari, non sono mai stati oggetto di un tributo così diretto e ben fatto e, last but not least, la scelta delle canzoni è da applauso: da The Messiah Will Come Again a Saturday Night Fish Fry, See See, Rider, Don't Think Twicde It's Allright.
1995. Ristampa rimasterizzata.
