8 CD. Antologia sulla carriera del grande cantautore italiano: I primi sette CD contengono il meglio di Paolo Conte, compreso un brano inedito: Per Te. Il quarto CD contiene le canzoni di Conte interpretate da altri: Roberto Benigni, Avion Travel, Enzo Jannacci, Caterina Caselli, Bruno Lauzi, Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia, Stadio, Miriam Makeba e Dizzy Gillespie, Francesco De Gregori e Lucio Dalla, Milva etc. Il cofanetto è corredato da un libro fotografico di 80 pagine. Edizione molto limitata
Frame. Contiene: Rito de los Orishas, tres piezas latino americanas, Variatons, Homenaje a Falla, Tres apuntes.
Deutsche Grammophon 2023.
Columbia Master Works 1978. Isaac Stern e Jean-Pierre Rampal (flauto). MINT.
Deutsche Harmonia Mundi 1990.
France Musique 1996.
Musikproduktion Dabringhaus und Grimm 1994.
Ricercar 1998.
CBS Masterworks. Buone condizioni. Mai suonato.
CBS 1978. Non sigillato. Anshel Brusilow violino solista.
Turnabout Records 1976. Sigillato.
Odyssey 1976. Sigillato. La Serenata (1954) di Bernstein è una serenata nella misura in cui essa, non tanto nella forma, quanto nei contenuti musicali richiama il tema amoroso. Il compositore e direttore d'orchestra americano, infatti, si ispira al Simposio di Platone e suddivide l'opera in cinque movimento, cui dà il nome di uno dei principali personaggi del dialogo platonico. Nel 1940 Bartok raggiunge il nuovo continente, sfuggendo alla guerra ma cadendo, nonostante il sostegno (più astratto che materiale) di alcune istituzioni e amici, nella povertà e, infine, nella malattia, una leucemia che lo stroncherà cinque anni più tardi, sebbene lui, per sua stessa ammissione, "avesse troppo ancora da dire". In generale Bartok, grande teorico e etnomusicologo, è unanimemente considerato uno dei grandi compositori del Novecento e alcuni dei suoi diamanti più puri sono da cercare nella produzione cameristica, di cui questa sonata per violino e pianoforte, la prima di due, ne è uno dei più fulgidi esempi. Composta nel 1921, la sonata si suddivide in tre movimenti, che, in un certo senso, riassumono una certa parabola artistica tipica del maestro ungherese: l'espressionismo sperimentatore (primo movimento), l'intensità rapsodica (secondo movimento) e la vitalità quasi coreografica (terzo movimento), forse da riconoscere come debito della sua lunga fascinazione per le musiche popolari della sua intima geografia personale.

