2 LP su 1 CD: Ron Levy's Wild Kingdom e Earl King & Roomful of Blues (Glazed)
M.Anthony e Tina Arena
Colonna sonora del film diretto da Luc Besson.
Il secondo album della band country rock americana.
Rimasterizzato, con diversi brani aggiunti
centodieci scrittori di generazioni diverse si confrontano con la musica afroamericana: centocinquanta splendide liriche in cui il jazz e` protagonista nelle forme e nei contenuti, nel corpo e nell`anima, nell`azione e nel pensiero. raccolti in unico volume i testi di poesia del jazz in italia, tra rarita` e inediti, offrono un ventaglio di coloriture, sentimenti, ebbrezze, immagini letterarie. il jazz interpretato da grandi artisti contemporanei di varia estrazione: non solo poeti, ma anche jazzmen, romanzieri, drammaturghi, attori, cantanti, giornalisti. il ricavato derivante dai diritti d`autore verra` interamente devoluto a favore di emergency.
maestro riconosciuto e venerato, ma anche occultato, della linguistica americana, harris ha sempre manifestato l`esigenza di introdurre la matematica nello studio della propria disciplina. ed e` una struttura matematica l`ordinamento gerarchico delle parole cui egli ricorre per dare conto della frase corretta e sensata. inoltre harris mostra costante attenzione per il significato: a sintassi e semantica va a suo giudizio attribuito un identico peso. ed e` proprio tale atteggiamento che gli permette di gettare luce sugli aspetti irriducibilmente paradossali del linguaggio: questo strano oggetto dove un supporto altamente formalizzabile (la sintassi) sostiene l`efflorescenza dei significati, che sfugge tuttora alle gabbie formali.
da quando galileo e newton affermarono che la natura e` scritta in linguaggio matematico, il numero e` diventato il baluardo di ogni certezza, in un mondo dove le certezze in genere tendevano a dissolversi. ma che cos`e` il numero stesso? in questo libro barrow conduce il lettore dapprima attraverso i sistemi di computo delle piu` antiche ed eterogenee culture, in una sorta di iniziazione all`entita` prima, il numero, della quale vuole cogliere la natura. prosegue poi esaminando la posizione delle tradizionali scuole (formalisti, convenzionalisti, intuizionisti) che continuano a confrontarsi sui fondamenti della matematica. infine, lascia intravedere una possibile, nuova prospettiva del platonismo.
urzidil e` riuscito con questo libro a comporre l`immagine di un luogo, praga, non gia` descrivendolo, ma intrecciando storie e personaggi, con l`elusiva casualita` della vita. con un saggio di claudio magris.
un giovane del volontariato si accosta a un universo di estranei al suo mondo. scopre che i nuovi compagni affrontano eta` della vita drammatiche: da una maturita` ormai sconvolta all`incombente dissolvimento, dagli anni estremi all`ignoto. il protagonista scopre in se stesso anticipi di percorsi inattesi, ritrova negli estremi paure, umori, domande. esplodono improvvise solidarieta` e insormontabili repulsioni. gli amori coetanei del protagonista sono messi a confronto con un quasi-amore, con la forte presenza di una lei fuori eta`, la cui intelligenza sensibile supera la condizione della vecchiaia e attinge all`eterno. la morte viene a far parte dell`esperienza ravvicinata del protatagonista, rivelandosi una parte della vita.
e` la storia dell`impossibile desiderio di felicita` amorosa di un agricoltore delle foreste del massachusetts che, nel gelo di un insolito inverno, si innamora perdutamente di una giovane donna venuta per curare la moglie, una inacidita malata immaginaria. il confronto tra i tre personaggi si compie con un`analisi del vivere comune: il triangolo, la quotidiana miseranda fatica del "sopportarsi", l`inattesa pulsione amorosa. onnipresente e` la sensazione di imprigionamento, di infelicita` e, infine, di assoluta autodistruttivita`.
il distretto di gulu, nell`uganda settentrionale, e` una delle zone piu` drammatiche dell`africa sudorientale e forse dell`intero continente. da quasi vent`anni la regione e` tormentata dagli assalti della lord`s resistance army, esercito ribelle all`attuale governo. oltre a distruggere i villaggi dei contadini, uccidendo, stuprando e mutilando civili, i guerriglieri ne rapiscono i figli per farne bambini-soldato e concubine. due terzi della popolazione del distretto sono stati costretti a trasferirsi nei campi-rifugiati. tra il luglio 2002 e il gennaio 2003 l`autrice ha compiuto due spedizioni a gulu da cui e` tornata con un racconto-reportage sconvolgente: una vera e propria discesa agli inferi del mondo contemporaneo.
una serie di efficaci quadri d`insieme di storia dell`architettura, dalla protostoria egea al tardo medioevo occidentale: pubblicazione postuma di un insieme omogeneo di frammenti di riflessioni inedite di uno dei pochi docenti della materia nelle facolta` d`architettura italiane, autore anche di contributi fondamentali di carattere metodologico. intuizioni appena accennate e argomenti trattati a fondo confermano soprattutto una maniera di lavorare, un modo di affrontare con consapevolezza piena la realta` costruita del passato.
non e` la cecita` che viene qui presa in giro: e` la cecita` con corona d`alloro sopra le pupille spente. altan prende in giro tutta la serie di luoghi comuni sul cieco quale eroe o quale vittima, tutta la letteratura pompieristica di contorno, la stessa che fa al giorno d`oggi definire i ciechi non vedenti, quasi che la parola "cieco" fosse una parola sporca.
cacciato e` un militare americano, un fante del quale, quando sparira`, i suoi compagni scopriranno di non sapere neanche il nome di battesimo. cacciato e` un soldato, e poiche`, come dice il poeta inglese siegfried sassoon nell`epigrafe del romanzo, "i soldati sono sognatori" - e si puo` ben immaginare che cosa sognino, specie quando sono dentro fino al collo in una guerra come quella del vietnam - anche cacciato sogna. sogna di andare a parigi. sogno peregrino per chi sta sulle rive del mekong. ma chissa`, sogno forse anche realizzabile, perche` qualcuno ha detto a cacciato che da li` a parigi ci sono ottomila miglia e rotti. e cosi`, gambe in spalla, uno ce la potrebbe anche fare. cosi` cacciato un bel giorno si stufa, saluta i compagni e se ne va. dove? ma a parigi, naturalmente. hanno gia` fatto tante di quelle scarpinate, nel vietnam, che forse la scarpinata per parigi non sara` neanche la piu` lunga. dopo tutto, basta attraversare il laos, la birmania, l`india, l`afghanistan. e poi - hanno detto a cacciato - una volta ad atene, il piu` e` fatto. e come se fossi arrivato a parigi. ma le regole sono regole, soprattutto nell`esercito. e quando cacciato diserta, ai compagni e al loro comandante, un vecchio tenente tediato che non ha piu` voglia di inseguire cacciato di quanta ne abbia di fare la guerra, non resta altro che mettersi alle sue calcagna. bisogna catturare il disertore e riportarlo alla base.
si parte dal friuli venezia giulia, regione che al pane dedica l`omonimo museo con sede a trieste, in via del pane bianco, e si prosegue toccando tutte le regioni, da nord a sud, da est a ovest per un viaggio culinario alla ricerca dei pani che in pochi ricordano, conoscono e continuano a fare in casa. un ricettario che racconta piccole grandi storie e svela i segreti celati in tante tipicita` italiane. ricette tradizionali carpite a chi le custodisce, in alcuni casi con varianti per rendere il prodotto piu` affine ai gusti moderni, anche sostituendo ingredienti che oggi non si trovano facilmente, o non in tutta italia. 100 ricette, tutte fotografate, raccontano altrettanti pani dimenticati. non solo quelli classici a base di acqua e farina, ma anche quelli farciti, dolci, e ancora grissini, pizze, focacce, torte dalla consistenza ruvida e dal sapore rustico.
will freeman e` un londinese trentaseienne, ma con molte caratteristiche e interessi da "ragazzo", il quale vive di una rendita lasciatagli dal padre. frequenta riunioni di genitori single allo scopo di conoscere giovani mamme sole e piacenti; l`ideale e` se e` separata, meglio se abbandonata, con figli e con molti altri problemi, cioe`: ognuno a casa sua e zero complicazioni. al varco lo aspettano due belle sorprese: 1. fiona, troppo hippy, troppo vegetariana, troppo fissata con bob marley, e soprattutto 2. il figlio di fiona, marcus, 12 anni, che non sa nulla di calcio, ai nirvana preferisce j. mitchell e ha un disperato bisogno di qualcuno che gli dia le istruzioni per l`uso del mondo...
un romanzo dalle passioni devastanti, passioni che catturano e imprigionano i personaggi fino a seppellirli. e` la rappresentazione a tinte fosche e allucinate del carcere in cui ogni singolo viene rinchiuso dal proprio vizio. per evadere dall`amarezza, dal turbamento, dal dolore, il protagonista arrivera` a risoluzioni tanto tragiche quanto illusorie. "come nella tragedia antica, leviatan e` dominato da una forza alla quale siamo costretti a dare il nome di destino", come ha detto piero citati.
stando al racconto contemporaneo su roma - propugnato tanto dai media quanto dai residenti - la citta` e` prossima al collasso. ogni anno la si ritrova qualche gradino piu` in basso nelle classifiche di vivibilita`. ai problemi di tutte le grandi capitali - turismo mordi e fuggi, traffico, scarto tra centro radical-airbnb e periferie degradate - negli ultimi anni roma sembra voler aggiungere una lista di nefandezze tutta sua: una serie di amministrazioni fallimentari, corruzione capillare, rigurgiti fascisti non piu` minoritari, criminalita` diffusa, mafia. una situazione apparentemente irredimibile che ha trovato il simbolo perfetto nel record mondiale di auto`bus pubblici che prendono fuoco da soli. ma questa narrazione dello sfacelo sembra contraddetta da altrettanti segnali in direzione opposta. la prima cosa che stupisce e` l`assenza dell`emigrazione di massa che normalmente ci si aspetterebbe: la larghissima maggioranza dei romani non si sogna nemmeno per un istante di , e i tanti nuovi arrivati che negli ultimi decenni l`hanno popolata sono spesso indistinguibili dagli autoctoni nelle attitudini e nell`amore profondo che li lega a questa che . a ben guardare sono infinite le contraddizioni e gli opposti conciliati da roma, una citta` . la si pensa grande e invece e` immensa, la metropoli piu` estesa d`europa. i suoi confini si spingono enormemente piu` in la` dei capolinea della metro e ben oltre la cerchia della piu` grande autostrada urbana d`italia, il gra, che ne racchiude solo una frazione. ma soprattutto, in contrasto con lo stereotipo piu` falso di sempre, per quanto fondata oltre 2770 anni fa, roma e` una citta` profondamente moderna, come il 92 per cento dei suoi palazzi, e tutt`altro che eterna, se la sua crescita dal dopoguerra a oggi ha
"cosa fa della vita che abbiamo un`avventura felice?" si chiede tiziano terzani in questa opera, che racconta con la consueta potenza riflessiva l`esistenza di un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. in un continuo e appassionato procedere dalla storia alla storia personale, viene finalmente alla luce in questi diari il terzani uomo, padre, marito. scopriamo cosi` che l`espulsione dalla cina per "crimini controrivoluzionari", l`esperienza deludente della societa` giapponese, i viaggi in thailandia, urss, indocina, asia centrale, india, pakistan non furono soltanto all`origine delle grandi opere che tutti ricordiamo. furono anche anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia, anni in cui dovette talvolta domare "la belva oscura" della depressione. e proprio attraverso questo continuo interrogarsi, terzani maturava una nuova consapevolezza di se`, affidata a pagine piu` intime, meditazioni, lettere alla moglie e ai figli, appunti, tutti accuratamente raccolti e ordinati dall`autore stesso, fino al suo ultimo commovente scritto: il discorso letto in occasione del matrimonio della figlia saskia, intriso di nostalgia per la bambina che non c`e` piu` e di amore per la vita, quella vita che inesorabilmente cambia e ci trasforma. prefazione di angela terzani staude.