Si rifà vivo l'esperto country singer, con un album nuovo di zecca. 13 nuove registrazioni.
"leggete le mie semplici fiabe del 1903 e rendetevi conto voi stessi di dove ho fatto il mio apprendistato." cosi`, in un articolo del 1905, strindberg ricorda la prima edizione della sua raccolta di fiabe, sagor, in occasione del centenario della nascita di h.c. andersen. questa raccolta, scritta nel 1903 e presentata qui per la prima volta al pubblico italiano, appartiene alla piena maturita` artistica di strindberg e rappresenta l`unica incursione dell`autore in questo genere. "strindberg riprende il suo gioco segreto di scrittore confessato nel romanzo," come scrive alda castagnoli manghi nella sua introduzione, "e lo fa con tutta la liberta` della fiaba, ma anche con sovrana indipendenza nei riguardi del genere. non dissimula la realta` sotto il velo della fiaba, ma scompone, ricompone, separa e accosta ricordi, sensazioni, sogni e presentimenti `come pezzi di una scatola di costruzioni`. queste fiabe, a distanza di un secolo, conservano in ogni modo la loro efficacia di stile, colpiscono ancora l`immaginazione per la loro ricchezza inventiva e, soprattutto, restano a lungo nella memoria per la suggestione delle immagini visive."
nel 1705 - anno in cui si verifica la prima di una serie di eclissi solari che seguiranno passo passo il procedere degli eventi - lo stampatore ungherese cornelius csili`ag ritorna dalla germania nella terra dei padri. ha cosi` inizio una vicenda testimoniata dalle pagine di un libro-diario tramandato di generazione in generazione. la famiglia csillag, i cui primogeniti hanno la facolta` di rivedere il passato piu` remoto e di scrutare il futuro, e` via via coinvolta in tutte le turbolenze di tre secoli di storia ungherese: dalle lotte per l`indipendenza, alle due guerre mondiali, allo stalinismo e infine al 1999, quando per l`europa centro-orientale si e` aperta una nuova era e l`ultimo esponente della famiglia decide di raccontare tutta la storia.
quando l`uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra? siamo i soli abitanti dello spazio? daniel r. altschuler risponde a queste e a tante altre domande in un libro ricco di informazioni. spaziando dall`astronomia alla fisica, dalla paleontologia alla geologia, l`autore inizia esponendo la storia delle osservazioni celesti, le concezioni di platone e aristotele, le teorie di tolomeo e copernico, per passare poi a descrivere come si sono aggregati i gas interstellari, la polvere e le rocce che hanno dato origine alla terra e agli altri pianeti del sistema solare. discute quindi dell`evoluzione, dei possibili pericoli che incombono sul pianeta, e, infine, affronta la controversa questione dell`esistenza di altre forme di vita.
come le "sette brevi lezioni di fisica", che ha raggiunto un pubblico immenso in ogni parte del mondo, questo libro tratta di qualcosa della fisica che parla a chiunque e lo coinvolge, semplicemente perche` e` un mistero di cui ciascuno ha esperienza in ogni istante: il tempo. e un mistero non solo per ogni profano, ma anche per i fisici, che hanno visto il tempo trasformarsi in modo radicale, da newton a einstein, alla meccanica quantistica, infine alle teorie sulla gravita` a loop, di cui rovelli stesso e` uno dei principali teorici. nelle equazioni di newton era sempre presente, ma oggi nelle equazioni fondamentali della fisica il tempo sparisce. passato e futuro non si oppongono piu` come a lungo si e` pensato. e a dileguarsi per la fisica e` proprio cio` che chiunque crede sia l`unico elemento sicuro: il presente. sono tre esempi degli incontri straordinari su cui si concentra questo libro, che e` uno sguardo su cio` che la fisica e` stata e insieme ci introduce nell`officina dove oggi la fisica si sta facendo.
l`autrice mette in luce in questo volume lati ancora ignoti o poco esplorati che riescono a dare un`immagine non soltanto piu` compiuta, ma in una certa misura piu` nuova, dell`opera narrativa di carlo levi, nei suoi nessi con i disegni, con il manoscritto, con il linguaggio filmico e con la storia del mezzogiorno.
biasimare gli errori e stigmatizzare l`ignoranza sono considerate pratiche virtuose. necessarie. ma le cose, forse, non stanno proprio cosi`. prendendo spunto da aneddoti, dalla scienza, dallo sport, da pensatori come machiavelli, montaigne e sandel, ma anche da mike tyson, bruce lee e roger federer, gianrico carofiglio ci racconta la gioia dell`ignoranza consapevole e le fenomenali opportunita` che nascono dal riconoscere i nostri errori. imparando, quando e` possibile, a trarne profitto. una riflessione inattesa su due parole che non godono di buona fama. un`allegra celebrazione della nostra umanita`. fin da bambini ci raccontano che se sbagli prendi un brutto voto; se sbagli non vieni promosso e non fai carriera, in certi casi addirittura perdi il lavoro; se sbagli perdi la stima degli altri e anche la tua. sbagliare e` violare le regole, sbagliare e` "fallire". per l`ignoranza, se possibile, i contorni sono ancora piu` netti: l`ignoranza relega alla marginalita`. e quando si passa dalla definizione della condizione (ignoranza) all`espressione che indica il soggetto in quella condizione (ignorante), il lessico acquista il connotato dell`offesa. in realta`, l`errore e` una parte inevitabile dei processi di apprendimento e di crescita, e ammetterlo e` un passaggio fondamentale per lo sviluppo di menti aperte e personalita` equilibrate. cosi` come osservare con simpatia la nostra sconfinata, enciclopedica ignoranza e` spesso la premessa per non smettere di stupirsi e di gioire per le meraviglie della scienza, dell`arte, della natura.