otto anni dopo essere stato consacrato sovrano di un regno che abbracciava quasi tutta l`india, asoka condusse una guerra di conquista nel kalinga, sul golfo del bengala. vinse. ma, dopo aver vinto, senti` rimorso. e volle esprimere quel rimorso con parole incise sulla roccia: "centocinquantamila uomini sono stati deportati; centomila sono stati uccisi, in numero ancora maggiore sono periti... il rimorso possiede l`amico degli de`i (asoka) da quando ha conquistato il kalinga. infatti la conquista di un paese significa l`uccisione, la morte o la prigionia per la gente: pensiero che l`amico degli de`i sente fortemente che gli pesa."
una delle piu` fosche tragede dell`antichita` si consuma nella casa maledetta delle atridi: due fratelli, tieste e ateo - tiranno di micene - si odiano per la sete di potere. tieste torna in citta` lusingato dalle promesse di pace del fratello che invece, istigato dall`ombra di tantalo, liberato dall`ade dalle furie, gli servira` subdolamente come pasto riconciliatore le carni dei figli. una tragedia che ha suscitato al tempo stesso orrore e torbida attrazione in tutte le epoche; una spaventosa metafora dell`abiezione in cui puo` cadere chi vive solo per il potere.
il genio vario, poliedrico, multiforme e rinascimentale di leonardo non aveva costruito un quadro ordinato e gerarchico di ambiti disciplinari in cui ordinare le sue riflessioni: arte, curiosita`, studi scientifici e nozioni tecniche, che pure sono tutte cose che si trovano negli scritti, nelle note e nei disegni vinciani. leonardo aveva una visione organica della natura e una concezione dinamica degli interessi dell`uomo e dell`artista, per cui nelle sue note troviamo la riflessione critica mescolata alla curiosita` e all`osservazione scientifica.
scritto da dostoevskij in soli ventotto giorni per rispettare la scadenza di un contratto, "il giocatore" racconta la storia di un giovane precettore con la passione del gioco, ma in realta` e` l`ennesima acuminata esplorazione del grande russo nei meandri dell`animo umano. tra baroni tedeschi, conti italiani, gentlemen inglesi e la straordinaria invenzione narrativa della nonna del generale, la "baboulinka", tutti riuniti intorno al tavolo da gioco, si dipana una vicenda che pone sempre al centro di tutto il demone dell`azzardo e quello della vita.
oltre ai 2279 sonetti in dialetto romanesco, il suo "monumento della plebe di roma", belli ha scritto pagine in prosa, qui proposte, il cui valore letterario e` ancora tutto da scoprire e che lo collocano tra i grandi umoristi del suo secolo. la "vita di poliremo" e il "ciarlatano", la "storia cefalica" e "un fenomeno vivente", con le lettere alle amiche e agli amici fidati, ci offrono una prosa divertita e irriverente, sorretta da una smisurata cultura: vi coabitano il piacere ludico e la satira sociale o letteraria, il pastiche linguistico e gli ammiccanti doppi sensi, il realismo fiammingo e la deformazione grottesca. a pietro gibellini si deve il discorso critico introduttivo; le presentazioni dei singoli testi e le note di edoardo ripari chiariscono ogni aspetto e ogni possibile difficolta` del testo.
il testo e` un documento in presa diretta di un pellegrinaggio guidato nel settembre 1986 da don luigi giussani, fondatore del movimento di comunione e liberazione, scomparso nel 2005, nel suo primo e unico viaggio nella terra di gesu`. questa edizione non modifica nulla degli appunti di viaggio e di cronaca, pur datati, del testo originario, che e` il resoconto di un`esperienza la cui attualita` sta tutta nella lezione che giussani ha dato ai compagni di viaggio, ponendosi da uomo davanti all`annuncio di cristo.
andre` gide (1869-1951). figlio unico, molto ricco, educazione rigidissima. sposa la cugina, viaggia in africa e nel 1908 fonda la "nouvelle revue francaise", una delle piu` influenti riviste culturali europee. si impegna politicamente, pubblica romanzi di grande intensita` narrativa e morale (l`immoralista, la porta stretta, le segrete del vaticano) e, un libro dopo l`altro, impegna tutto se stesso nell`esplorazione sistematica della sua identita`. nel 1947 vince il premio nobel.
carlo, re dei franchi, ha ripudiato ermengarda, figlia di desiderio, re dei longobardi. ermengarda torna dal padre e chiede di potersi chiudere in convento per trovare conforto nella preghiera. un messo di carlo intima a desiderio di restituire le terre tolte al pontefice. il re risponde sdegnosamente e la guerra e` dichiarata. alcuni duchi longobardi sono pronti a tradire. nel campo dei franchi giunge il diacono martino a rivelare l`esistenza di un valico che permette a carlo di prendere di sorpresa i longobardi. adelchi si difende strenuamente; intanto ermengarda, muore in convento a brescia. un traditore apre ai franchi le porte di pavia, ultimo rifugio dei longobardi. giunge, morente, adelchi che ha deciso di combattere fino all`ultimo.