
il jazz e` musica di molti, si dimostra nell`ultimo capitolo di questo libro. nella sua storia non si possono separare ne` i singoli artisti dal fiume indistinto di suonatori, ne` isolare la loro musica dalle loro vite. infatti dietro ogni jazzista c`era un bambino che sentiva un richiamo misterioso e irresistibile. e dietro il richiamo c`era una sofferenza e un`inquietudine indefinite nate quasi sempre sulla strada. per cui, raccontare la vita e lo stile di tredici grandi creatori del jazz, dagli albori agli anni settanta, non risponde alla scelta di individuare il genio isolato, ma a quella di indicare la sintesi biografico-artistica in cui si distilla sempre un intero fatidico momento spirituale dell`epopea collettiva del jazz.

commedie del corteggiamento, satire del sentimento: e` dell`autrice stessa la definizione di questi racconti di donne, d`ambientazione raffinata e in cui il sesso maschile e` relegato sullo sfondo, in un ruolo al massimo di oggetto della sensibilita` tutta al femminile della protagonista, dei suoi giochi mentali o del capriccio. l`assoluta femminilita`, infatti, era una delle caratteristiche di questa scrittrice, che conobbe un vastissimo successo agli inizi del novecento e a cavallo dell`oceano, tra l`italia di origine e il mondo anglosassone dove le vicende di una vita movimentata e indipendente l`avevano messa. il volume raccoglie cinque racconti scritti direttamente in inglese, pubblicati ora per la prima volta in italiano.

sospinto dalla curiosita` per il sensazionale, e dalla necessita` di sbarcare il lunario, il giovane jules verne comincia a indagare sull`omicidio di uno spiritista. e inciampa su altri due cadaveri, ognuno col medesimo rituale. nella parigi di napoleone iii - quartieri haussmanniani della nuova borghesia e bassifondi dell`ultima plebe, mode mesmeriste e tecnologia - jules scopre en passant il gusto per l`avventura e per le invenzioni.

con "piccolo cesare", del 1929, siamo all`origine stessa del romanzo criminale. assieme a "giungla d`asfalto", l`altro capolavoro di burnett, costituisce il modello e l`icona di ogni narrazione della giornata del gangster: "brulicante, sporca, fracassona, freneticamente viva" come la metropoli moderna, suo ambiente naturale. da entrambi i romanzi, infatti, vennero insuperabili classici della cinematografia realistica americana; espressioni gergali nacquero dalle perfette metafore dei due titoli, capaci di sintetizzare in un`immagine l`intero universo criminale. ed e` interessante notare che, nati dall`osservazione dichiaratamente oggettiva, "verista" della realta` sociale, i due romanzi hanno certamente influenzato perfino la saggistica sociologica sull`argomento, almeno nelle scelte espressive e nella ricostruzione delle atmosfere. "piccolo cesare" e` il ritratto di un boss, rico bandello, nell`arco della sua avventura: eccezionalmente capace, inesorabilmente freddo, professionalmente estraneo a ogni valutazione etica, straordinariamente fortunato. l`intenzione dichiarata dell` autore era di descrivere l`immagine del mondo vista con gli occhi di un gangster" raccontando la storia "in modo che l`azione stessa parlasse". ma c`e` anche qualcosa di piu`. tacito ed evidente come una scultura, c`e` un tipo umano in tutto il suo spessore psicologico; e in tutta la sua tragedia: essere comunque sconfitto, dover sempre ricominciare.




una scimmia molto particolare, che si muove con lentezza quasi metafisica, con un corpo molto piccolo e con braccia molto lunghe, che si nutre solo di foglie e vive quasi sempre immobile, appesa ad un albero: questo animale straordinario, che ha nome bradipo, compare misteriosamente in tutti i brevi testi di questa raccolta. il teatro di perriera conduce in un mondo visionario, dove la coscienza attraversa congiure inesorabili. e la minaccia e` cosi` grande, cosi` irreale e cosi` profonda da rendere necessaria la scelta tra la fine e la rinascita. in forma di "fantasy" queste pie`ces teatrali toccano, a loro modo, le piu` commosse corde morali del nostro tempo. con un`introduzione di roberto tessari.



"ricordatevi, cara figlia, che le persone anche di merito distinto, quando sono infelici, cessano di essere amabili", scrive pietro verri in questi ricordi alla figlia teresa, chiamata cosi` in omaggio alla regina maria teresa d`austria, che l`illuminista di milano ammiro` sopra ogni altro. una figlia avuta tardi, a quasi cinquant`anni, alla quale appena nata ricordava come diventare felice, attraverso la disciplina dello spirito, e cosi` fare felici gli altri, com`era dovere di donna. i ricordi, cioe` ammonimenti, formano un trattato modello di pedagogia femminile illuministica, piu` vicina all`inglese rigoroso locke che all`utopista libertario rousseau.










"all`eta` di diciannove anni, di mia iniziativa e a mie spese, misi insieme un esercito, grazie al quale liberai la repubblica dal dominio dei faziosi." cosi` iniziano le "res gestae divi augusti", fatte incidere come suo testamento da augusto ormai vecchio. un testo minaccioso con il quale augusto rivendicava la legalita` della sua inquietante carriera politica. ben diverso e` il resoconto che ne da` tacito, grande smascheratore del linguaggio politico: la devozione per il padre cesare e la situazione politica di emergenza erano stati solo pretesti per la sete di dominio di ottaviano augusto che non esito` a schierarsi dalla parte dei cesaricidi, oso` arruolare un esercito privato e lo mosse contro antonio, ebbe quasi sicuramente una oscura parte nella morte dei due consoli in carica e alla fine punto` sulla capitale scortato dall`esercito vincitore. a diciannove anni, si fece attribuire la massima magistratura imponendo come collega un parente che era una semplice comparsa, liquidata fisicamente dopo poche settimane; atterri`, armi in pugno, il senato imponendogli di avallare una procedura sfacciatamente incostituzionale; avvio`, creando una inedita magistratura straordinaria - il "triumvirato" -, le piu` feroci proscrizioni. questa la "marcia su roma" di gaio giulio cesare ottaviano, figlio adottivo di cesare, e futuro augusto, il 19 agosto dell`anno 43 a.c.