Rare registrazioni, risalenti al 1960, con Derrol Adams e qualche ospite di vaglia come Alexis Korner. 33 canzoni, 8 inedite. Elliott, già folksinger quasi affermato nella vecchia Europa, registra alcune delle sue incisioni seminali, interpretando motivi tradizionali, ballate di Woody Guthrie, canzoni di Jesse Fuller ed eroi del periodo. Incisioni molto rare. Packaging eccellente, con libro molto curato. Un pezzo di storia della musica che torna disponibile.
Reunion album, 2011. Undici canzoni eseguite in modo semplice e diretto, senza sovraincisioni, elettronica o artifizi vari.
David Barnes arriva da Nashville, ma non fa del country. Piuttosto è un cantautore a 360 gradi, in quanto la sua musica incorpora rock, country, folk e soul. Molte le influenze ma, alla base di tutto, un bel senso della melodia, una buona voce ed una penna interessante. Non è al prima disco, ne ha almeno sei alle spalle, ma ha saputo costruirsi un suono ed una personalità musicali niente male. Un cantautore che farà strada.
Materiale tratto dagli archivi di Jack White, edito per la prima volta. Jack e Meg vengono catturati quasi all'inizio della carriera, quando è stato pubblicato White Blood Cells (il loro terzo disco, 2001). Il CD contiene due sessions fatte dal duo per la BBC, registrate assieme al DJ John Peel. Il miglior documento per rappresentare i White Stripes in quel periodo. Bootlegate varie volte, queste registrazioni vengono finalmente edite in modo legale, a conferma del fatto che, già in quel periodo, la band era al top della forma. 29 canzoni.
Paul McCartney non aveva programmato un nuovo disco per il 2020, ma poi, trovatosi a casa per il lockdown, o rockdown, come qualcuno lo ha chiamato. ha trovato la voglia e, sopratutto, l'ispirazione, per incidere delle nuove canzoni. E, come da tradizione, ha fatto un lavoro totalmente da solo, suonando qualunque strumento e scrivendo una serie di canzoni, come aveva fatto per Paul McCartney, 1970, e McCartney II, 1980. Questo nuovo disco, bello e ben costruito, segue i due precedenti e, se vogliamo, si rivela una sorpresa, per la freschezza della scrittura e la spontaneità dell'interpretazione.