Un nuovo album dei Van Der Graaf Generator è sempre un evento. La storica band inglese in cui suonano i membri originali Peter Hammill, Hugh Banton e Guy Evans non ha perso nè la voglia, nè lo smalto. Il suono, pur al passo coi tempi, è sempre legato alle classiche atmosfere dei primi storici dischi. Cominciando dall'iniziale Aloft, che mantiene il classico marchio del prog di inizio carriera, per poi proporre brani come Alfa Berlina, Room 1210, la bucolica Brough to Book, la tenue (Oh No! I Must Have Said) Yes.
Charlie Rich è stato uno dei più grandi, ma anche dei meno considerati, musicisti americani degli ultimi cinquanta anni. Voce formidabile, Rich era un musicista che sapeva convogliare nella sua musica rock e soul, con influenze southern ed anche un tocco di blues. Il tutto condito da una voce formidabile. Purtroppo ci ha lasciato troppo presto e, altrettanto presto, è stato dimenticato. Questo tributo, in cui ci sono musicisti del calibro di Shooter Jennings, Jim Lauderdale, Will Kimbrough, Kevin Connolly, Keith Sykes, Preston Shannon, Susan Marshall, Juliet Simmons, è solo l'inizio di una riscoperta che speriamo, avvenga in tempi abbastanza brevi.
The Oh Sees sono una band psichedelica attuale, che arriva dall'area di San Francisco. Il leader, John Dwyer, è in giro da più di venti anni ed ha guidato diverse band, più o meno tutte legate a sonorità lisergiche. Le più note sono Orinoka Crash Suite, OCS, Orange County Sound, The Ohsees, tutte con qualche disco al loro attivo. The Oh Sees sono la sua ultima creatura, una band dal suono ovattato, sparso, etereo, con lunghe pause strumentali e calvalcate sonore intriganti. Non assomigliano a niente, vanno solo ascoltati e giudicati.