



questo volume trae ispirazione dagli incontri di un sociologo della cultura con vari tipi di pubblico. sollecitato da domande e invitato a porne, sospinto a misurarsi con le richieste di senso o con il bisogno di allargare il campo psicologico allo sguardo, paolo jedlowski si confronta con la dimensione dialogica della sua disciplina, con la sua capacita` di essere riflessiva, e di apportare spunti illuminati e vivi. affrontando temi che vanno dall`amicizia al razzismo, dalla vita quotidiana ai fumetti, dalla letteratura alla storia della sociologia l`autore si occupa in realta` di cio` in cui crediamo e che facciamo ogni giorno, dei modi con cui attribuiamo senso a quello in cui ci imbattiamo.

g. john ikenberry, uno dei maggiori esperti di politica internazionale esamina le caratteristiche peculiari dell`egemonia americana. l`apertura e la permeabilita` del sistema, la sua congruenza con le forze piu` profonde della modernizzazione, la rete multilaterale di istituzioni economiche e politiche nella quale e` inserito, giocano a suo favore e al tempo stesso lo condizionano: in sintesi gli interessi e le convenienze reciproche fra gli usa e i suoi alleati sono piu` forti delle frizioni che pure esistono.

perche` in europa, dove piu` marcata e` la preferenza per il tempo libero, vengono abolite feste nazionali e si cerca di aumentare il monte ore dei lavoratori? perche` sono tanto aumentate l`intensita`, la flessibilita` e la precarieta` del lavoro e sono tanto cresciute le disuguaglianze tra i lavoratori? il lavoro non potrebbe essere organizzato in modo diverso, piu` gradevole, senza perdere in efficienza? dore affronta questi temi per arrivare, in realta`, ad analizzare le scelte di politica economica a cui sono costretti i paesi avanzati. egli entra nella discussione sui diversi modelli di capitalismo: vede indebolirsi il modello renano, della solidarieta` sociale, e vede affermarsi un mondo uniformemente individualista e di mercato.

questa memoria della campagna di russia e` stata scritta da colui che fu il comandante di rigoni stern. accolta con entusiasmo da calvino e vittorini, venne pubblicata da einaudi nel 1956, sulla scia del "sergente nella neve". da decenni e` scomparsa dal mercato. eppure si tratta certamente di una delle piu` impressionanti, polemiche e dure testimonianze sull`esperienza della guerra italiana al fronte russo. senza abbellimenti letterari e con l`eloquenza secca dei fatti, moscioni vi racconta l`odissea degli alpini in linea sul don e poi nella tragica rotta del gennaio 1943. cristoforo moscioni negri ha preso parte alla campagna di russia come sottotenente degli alpini. rientrato in italia, dopo l`8 settembre 1943 nel pesarese ha comandato un battaglione partigiano.


gino frontali compose subito dopo la guerra questa breve memoria rielaborando diari e lettere scritti al fronte. l`autore ricorda inizialmente il suo periodo di istruzione militare e, vissuta da soldato, l`atmosfera di incertezza e attesa della guerra che precede il maggio del 1915. nominato sottotenente medico, il 20 maggio (quattro giorni prima dell`inizio delle ostilita`) parte per la linea del fronte in cadore: prima a santo stefano di cadore, poi nella zona del seikofl. il racconto comprende i mesi estivi del 1915.

















antropologo di fama, marc auge` si e` sempre interessato al problema dell`altro: l`altro individuo, l`altro societa`, l`altro culturale, l`altro geografico. in questo libro porta con se` il lettore dagli stadi delle grandi citta` alle lagune della costa d`avorio; s`interroga sul senso del cannibalismo, sui sogni. degli indiani del venezuela, sul ruolo dell`eroe nelle serie televisive americane. dopo piu` di mezzo secolo di osservazioni, auge` ritorna sulle relazioni fra identita` e alterita` presso alcune popolazioni africane o amerindiane e nel contesto della mondializzazione contemporanea. l`arte, la citta` e la sua rapida espansione, ma anche le nuove mobilita` e la crescita dei proselitismi religiosi acquistano, sottolo sguardo. dell` antropologo, un senso inedito. occorre saper praticare l`"arte del de`calage" e sapersi tenere all`"incrocio delle incertezze" per potersi sottrarre all`uniformita`, a quella fatalita` che vorrebbe che fossimo tutti uguali.


