Sull'onda della rinnovata popolarità, arrivata in seguito alla produzione vincente del nuovo album di Mavis Staples ( Livin' On A High Note ), M. Ward pubblica un nuovo lavoro, questa volta suo nome. Un disco ballate, moderne e disincantate,di ispirazione rockin' country -folk, dove il cantautore di Los Angeles mostra di sapersi trovare a suo agio, con una materia che conosce alla perfezione. Il suono nitido, la bellezza delle canzoni, la partecipazione di Peter Buck, Neko Case e k.d.lang, rendeno l'album ancora più interessante.
Inutile dire che c'era molta attesa per il nuovo disco della band di Ben Bridwell, sia per il fatto che alla produzione c'è uno come Rick Rubin, assieme a Jason Lytle ( Grandaddys). Ma anche perchè la scrittura dello stesso Bridwell non è mai stata così coesa e brillante. Infatti questo disco, che ormai dà un definizione più classica al suono della band, si può affiancare alle cose migliori del gruppo, cioè il recente Mirage Rock Rock ed anche Infinite Arms. Un disco atteso in quanto è il lavoro più ispirato e personale dei Band of Horses
Dopo l'ottimo esordio di qualche anno fa, Long Way Down, il giovane cantautore britannico continua a fare parlare di sè con questo secondo lavoro. Il disco, prodotto da Jim Abbiss (Arctic Monkeys, Kasabian, Adele), conferma tutto quanto di buono è stato scritto attorno a lui. Odell ha dei musicisti a cui si ispira, il primo Elton John ed anche Billy Joel. L'uso del piano, e non solo, lo avvicina ai due grandi, ma poi è anche il suo essere british, il suo modo di cantare, di fare musica in un certo modo, che lo affianca a questi grandi. Comunque Odell sa scrivere, canta bene e, a conti fatti, non è una meteora.Edizione normale con 11 canzoni
Era dal 2011, da Smart Flesh, che Ben Know Miller e la sua band, The Low Anthem, non si facevano vivi. Non hanno mai abbandonato la loro base, Providence, Rhode Island, dove hanno poi registrato anche questo nuovo lavoro, in uno studio di registrazione creato per l'occasione: The Columbus Theater.La musica è sempre la stessa, tra folk e rock, con accenni pischedelici, ombre blues, ballate notturne, richiami tradizionali. Miller e i Low Anthem non hanno perso il vizio di fare buona musica, ma si sono gettati di nuovo alla ricerca di motivi particolari, per solleticare l'interesse di un pubblico mai sazio. Come confermano brani come Ozzie, In Eyeland, The Circular Ruins in Eupio e Behind The Airport Mirror.