Neozelandese di nascita, ma trapiantato a Nashville, Keith Urban è ora uno dei countryman più popolari in Usa. Ex The Ranch, ha intrapreso la carriera solista all'inizio del nuovo millennio.
Il suo country elettrico, semplice e diretto, lo porta in cima alle classifiche. Il nuovo album non si discosta dal suo classico suono.
mentre edimburgo si gode gli ultimi preziosi giorni di sole estivo e migliaia di turisti invadono le sue strade per il fringe, alexander mccall smith torna a seguire le avventure degli inquilini del 44 di scotland street. tra una seduta dallo psicanalista, il corso di italiano e un`ora di yoga, il piccolo e talentuoso bertie sogna di andarsene di casa per giocare a rugby e guardare i treni alla stazione, ma si ritrova alla scuola steineriana con la solita salopette color fragola; sua madre irene scopre suo malgrado di nascondere una rabbiosa anima conservatrice dietro la facciata politicamente corretta, mentre grazie a un corso di autostima il padre stuart trova il coraggio di far valere le ragioni dei maschi di famiglia e trascina il figlio in un`avventurosa partita a carte con un gangster di glasgow. intanto, al piano superiore, pat trascorre il secondo anno sabbatico all`inseguimento del vero amore e viene invitata a un improbabile raduno nudista; il suo vanitoso compagno d`appartamento bruce, dopo aver perso lavoro e fidanzata, si reinventa mercante di vini e, sull`altro lato del pianerottolo, domenica, saggia ed estroversa antropologa, rivendica a gran voce il diritto di osservare il mondo che la circonda e di esprimere la propria opinione su quello che vede. per nostra fortuna, lo stesso continua a fare anche mccall smith, che tra una brillante digressione filosofica e un`arguta notazione sul senso della vita, non rinuncia a pungere con il suo umorismo divertito vizi e debolezze altrui.
"la voce nella tempesta" e` la riduzione teatrale del romanzo "cime tempestose" di emily bronte, elaborata poco dopo che il giovane fenoglio ha assistito (ad alba nel 1945 in un campo da pallone elastico utilizzato come arena estiva) alla proiezione del film di w. wyler. il romanzo e` uno dei suoi preferiti, il film non lo convince, ma lo sprona a cimentarsi in un adattamento per la scena. un altro lavoro giovanile e` "serenata a bretton oaks", un doppio dramma d`amore che tocca la giovane e attraente cathy e il giovane maestro joel, appena "venuto da lontano", e amy e joshua colburn che tanti anni prima non ebbero la forza di percorrere insieme la strada dei sentimenti. con "atto unico", "solitudine", i "prologhi", l`attenzione si sposta dal tema amoroso a quello partigiano: in questi testi piu` tardi fenoglio non mette in scena personaggi dalla grandezza titanica come johnny, ma guerrieri fragili e pensierosi che riflettono sulle proprie paure e sulla possibilita` del compromesso.
elisa biagini accompagna il lettore attraverso il bosco e gli chiede di sapersi perdere per potersi poi ritrovare. il perdersi come condizione di stupore e di abbandono che permette a porte invisibili di aprirsi: un viaggio da fare in compagnia delle parole, con solo qualche sasso in tasca, come gretel. in una sezione del libro i protagonisti sono solo apparentemente noti - cappuccetto rosso, il lupo, la nonna -, in realta` sono profondamente cambiati (anche fisicamente); protagonista di un`altra sezione e` un feto un po` speciale che racconta il proprio "farsi" e che gia` si interroga sul mondo. una poesia caratterizzata da una costruzione piu` narrativa che lirica e da un`attenzione-ossessione per i corpi come sede di un`identita` misteriosa, spesso non comprensibile con la sola ragione.
questo volume raccoglie tre racconti che hanno per soggetto il soprannaturale e il mostruoso, ingredienti che formano il cosiddetto racconto gotico. in "mutazione", la prima delle storie, un bel giovanotto squattrinato e giocatore, scambia con un nano deforme e orribile il proprio corpo in cambio di un baule pieno di oro e gioielli. alla fine e` solo uccidendo "l`altro" che recupera le sue belle sembianze. bambini rapiti e scambiati, una pozione che doveva essere un filtro d`amore e si rivela come un liquore che garantisce l`immortalita` giocano dei brutti scherzi ai protagonisti degli altri due racconti.
pietro citati ha nostalgia dei pomodori che mangiava da bambino, durante le lunghe estati al mare. il pomodoro era il frutto supremo di quelle vacanze, con le sue forme diverse, complicate, con le sue spaccature e screziature "e talvolta generosi aspetti barocchi, che piacevano ai pittori napoletani del diciassettesimo secolo". il rimpianto per la propria felice infanzia ha fatto del citati adulto un osservatore incomparabilmente acuto dei bambini tra i tre e i dieci anni. insieme ai pomodori e ai bambini, citati ama i lunghi secoli della civilta` europea. dai tempi dell`odissea e di erodoto - dice in questo libro in cui si combinano miracolosamente frivolezza e profondita` - il volto dell`europa non e` molto cambiato. i nostri caratteri sono immutati: la pazienza, la tolleranza, l`ironia, la straordinaria capacita` di trasformarci, recitare, diventare diversi, rimanendo sempre identici a noi stessi. citati non crede a tante interpretazioni moderne della societa` in cui viviamo. ci parla della globalizzazione per dirci che in realta` in questi ultimi decenni e` avvenuto il fenomeno opposto: il mondo e` caduto preda della differenziazione, della frantumazione, della moltiplicazione. percepisce il senso di decadimento e di vergogna oggi diffuso in italia, ma subito osserva che il nostro e` un paese pieno di eccezioni: al nord, al sud, al centro c`e` sempre una piccola oasi, un paese, una cittadina polverosa di secoli, di cui uno, appena li vede, ama le strade, le case, gli orti, e persino i cittadini.
unico detentore del linguaggio e del pensiero astratto, l`uomo crede di poter estendere questa unicita` anche al suo assetto biomeccanico e alle sue facolta` sensoriali. in realta`, come dimostrano mark denny e alan mcfadzean in modo non di rado sconcertante, una cosi` tenace prospettiva antropocentrica ha fondamenta fragili e illusorie. il nostro scheletro non e` adatto alla locomozione quanto quello di molti quadrupedi. e ognuno dei nostri sensi, per quanto efficiente, mostra nel confronto con altre specie carenze sia strutturali che funzionali: l`occhio ha un`acutezza quattro volte inferiore a quella di un falco pellegrino; e lo stesso vale per olfatto, udito e gusto, dove veniamo surclassati, nell`ordine, da talpe, gufi e panda minori. persino le nostre piu` elaborate protesi tecnologiche, come quelle concepite per il volo, sembrano solo pallide imitazioni di congegni ingegneristici e cognitivi preesistenti: basti pensare all`ossatura robusta e leggera degli pteranodonti; al "veleggiamento dinamico" degli albatri, che permette di coprire lunghissime distanze con un minimo dispendio di energia; o all`orientamento nei colombi, "piattaforme volanti di rilevazione a distanza" dotate di strumentazione per la navigazione celeste, ricevitori acustici a banda larga, sensori di campo magnetico. percorrendo questa impressionante varieta` di soluzioni adattative, denny e mcfadzean risalgono all`incidenza delle leggi fisiche e matematiche e dei vincoli chimici sul processo evolutivo.
Jimmy Smith Trio, dal vivo al Village Gate
Bulzoni Editore, 1982, IT. Ampio saggio con immagini su tradizione, idee e forme del cinema ungherese.